Maturità 2010 seconda prova: versione di greco Platone “Socrate e la politica”

Esami Maturità 2010, seconda prova, al Liceo Classico esce la versione di Platone intitolata “Socrate e la politica”. Ancora una volta il web non si fa attendere e pubblica in tutta fretta le informazioni sugli esami che stanno impegnando centinaia di migliaia di studenti italiani.
Come vi avevamo già annunciato qualche mese fa, al Liceo Classico gli studenti hanno ricevuto tra le mani una versione di uno degli autori più classici ossia Platone, con un testo che parla di un’altra figura ben nota ai maturandi, Socrate. La traduzione di Socrate e la Politica di Platone già circola furiosamente su blog e forum
UPGRADE: Nemmeno il tempo di rileggere l’articolo che già nei commenti è apparsa anche qui la traduzione della versione della seconda prova dell’Esame di Maturità 2010 per il Liceo Classico!
Ieri è stato il turno della prima prova con i Temi le cui tracce sono uscite allo scoperto dopo pochi minuti dall’apertura delle buste grazie all’associazione hitech degli studenti furbetti e dei vari portali. Levi, gli UFO, le Foibe, il Ruolo dei giovani nella politica, Piacere e Piaceri, Ricerca della Felicità e Musica.
Questa mattina sarà forse più agevole la scopiazzatura dal web con sistemi più o meno ortodossi, più o meno nascosti o letteralmente espliciti dato che per la versione la traduzione è una sola, dunque con qualche sinonimo e qualche errorino ad hoc sistemato qui e lì… La campagna di sensibilizzazione del Governo con tanto di video della Polizia Postale è caduta nel vuoto?
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Mer 23/06/2010 da redazione tecnocino in Appunti, Scuola
é sbagliata!!! non è questa.
Segnala abusoscusami e ke cosa è uscito????grazie
Segnala abusodove posso trovare la vera traduzione?è urgente
Segnala abusosicuro ke è questa ??
Segnala abusoScusate allora la traduzione qual’è ?????????? perchè nn la ditee giustaaaaaa
Rispondi Segnala abusoRagazzi su internet stanno girando 2 versioni diverse cazzo ! Una è questa è l’altra inizia con “infatti, cittadini ateniesi…” Si può sapere quale delle due è quella giusta???
Rispondi Segnala abusola corretta è io infatti o uomini ateniesi
Segnala abusoRagazzi circola questa traduzione
E continuai ad andare dall’uno all’altro: mi rendevo conto, con amarezza
e timore, di essere odioso, ma mi sembrava necessario trattare ciò che
concerne il dio come cosa della massima importanza. Per questo era
doveroso recarsi, per esaminare il senso dell’oracolo, proprio da tutti
[22a] quelli che sembravano sapienti. E per il cane, Ateniesi, – bisogna
che vi dica la verità – la mia esperienza fu davvero questa: a me, che
indagavo per il dio, (17) coloro che godevano di una migliore
reputazione sembrarono quasi i più carenti, mentre quelli che passavano
per inferiori risultarono uomini più dotati di discernimento. Occorre,
allora, che vi esponga la mia peregrinazione, cioè la storia delle
fatiche che ho affrontato per corroborare l’oracolo. Dopo essere stato
dai politici, mi rivolsi ai poeti, ai compositori di tragedie, [22b] di
ditirambi e di altri generi, per cogliermi sul fatto come più ignorante
di loro. E prendendo in mano i lavori che mi sembravano meglio composti,
andavo chiedendo ai loro autori che cosa volessero dire, anche per
imparare qualcosa. Cittadini, mi vergogno a dirvi la verità, ma lo si
deve pur fare: sulle loro composizioni quasi tutti i presenti
ragionavano meglio di loro. Così, di nuovo, mi resi subito conto che i
poeti non fanno ciò che fanno per sapienza, [22c] ma per una qualche
disposizione naturale (physei) e come divinamente ispirati
(enthousiazontes), alla maniera dei profeti e dei veggenti: anch’essi,
infatti, dicono molte cose belle, ma non sanno nulla di ciò che dicono.
(18) Anche i poeti – mi divenne chiaro – sono soggetti a una esperienza
simile; nello stesso tempo mi accorsi che essi pensavano, per la loro
poesia, di essere i più sapienti degli uomini anche sul resto, ove non
lo erano. Così me ne andai anche da là ritenendomi superiore a loro
proprio come lo ero nei confronti degli uomini politici.
ragazzii allora delle due versioni che girano quelle che c’è sopra nn è corretta quindi .. mi potete condividere l’altra … è per tutti URGENTEEEEEEEEEEEE daiii
Rispondi Segnala abusoquale è la traduzione giusta? è urgente
Segnala abusoIl tempooo è preziosoooooooooooooooooooooooo ragazziiiiiiiiiiiiiiiiiiiii , se nn ci aiutiamooo nn possiamooo sapere nientee ragazziii!!
Rispondi Segnala abusoquella giusta è questa “Infatti, cittadini ateniesi, io [32b] non ho mai esercitato nessuna carica in città se non come membro della Bulé; e capitò che la mia tribù Antiochide avesse la pritania quando decideste di giudicare tutti insieme, illegittimamente (paranomos), come sembrò in un secondo momento a tutti voi, i dieci strateghi che non avevano raccolto [i naufraghi] della battaglia navale. Ma in quel momento io solo fra i pritani mi opposi a voi, per non fare niente contro la legge, e votai contro. E mentre c’erano oratori pronti a denunciarmi e a trascinarmi in giudizio e voi gridavate e li incitavate, [32c] io pensavo che era per me doveroso rischiare il tutto per tutto con la legge e la giustizia, piuttosto che stare con voi deliberando cose ingiuste, per paura della prigione o della morte. E questo fu quando la città aveva ancora una costituzione democratica. Ma quando si affermò l’oligarchia, i trenta mi rifecero chiamare al Tholo con altri quattro, e mi ingiunsero di portar via da Salamina Leonte di Salamina per metterlo a morte. Essi davano molti ordini del genere a numerosi altri, perché volevano contaminare con le loro colpe più persone possibili. E anche allora, [32d] tuttavia, provai non a parole ma con i fatti che della morte non m’importa – se non è detto troppo rusticamente – proprio nulla, mentre non agire in modo ingiusto ed empio mi sta del tutto a cuore. Perciò quel governo, pur essendo così potente, non mi turbò tanto da indurmi a fare qualcosa di ingiusto, e, uscito dal Tholo, mentre gli altri quattro erano andati a Salamina a prendere Leonte, io mi ero allontanato e me ne ero andato a casa. E forse per questo sarei stato messo a morte se quel governo non fosse stato velocemente rovesciato. [32e] Anche di questo avrete numerosi testimoni.”
Rispondi Segnala abusoInfatti, cittadini ateniesi, io [32b] non ho mai esercitato nessuna carica in città se non come membro della Bulé; e capitò che la mia tribù Antiochide avesse la pritania quando decideste di giudicare tutti insieme, illegittimamente (paranomos), come sembrò in un secondo momento a tutti voi, i dieci strateghi che non avevano raccolto [i naufraghi] della battaglia navale. Ma in quel momento io solo fra i pritani mi opposi a voi, per non fare niente contro la legge, e votai contro. E mentre c’erano oratori pronti a denunciarmi e a trascinarmi in giudizio e voi gridavate e li incitavate, [32c] io pensavo che era per me doveroso rischiare il tutto per tutto con la legge e la giustizia, piuttosto che stare con voi deliberando cose ingiuste, per paura della prigione o della morte. E questo fu quando la città aveva ancora una costituzione democratica. Ma quando si affermò l’oligarchia, i trenta mi rifecero chiamare al Tholo con altri quattro, e mi ingiunsero di portar via da Salamina Leonte di Salamina per metterlo a morte. Essi davano molti ordini del genere a numerosi altri, perché volevano contaminare con le loro colpe più persone possibili. E anche allora, [32d] tuttavia, provai non a parole ma con i fatti che della morte non m’importa – se non è detto troppo rusticamente – proprio nulla, mentre non agire in modo ingiusto ed empio mi sta del tutto a cuore. Perciò quel governo, pur essendo così potente, non mi turbò tanto da indurmi a fare qualcosa di ingiusto, e, uscito dal Tholo, mentre gli altri quattro erano andati a Salamina a prendere Leonte, io mi ero allontanato e me ne ero andato a casa. E forse per questo sarei stato messo a morte se quel governo non fosse stato velocemente rovesciato. [32e] Anche di questo avrete numerosi testimoni
Rispondi Segnala abusono però vi assicuro che è giusta, l ho mandata alla mia amica e mi ha detto che è giustissima :)
Rispondi Segnala abusoho trovato anche quella in greco
ἐγὼ γάρ, ὦ ἄνδρες Ἀθηναῖοι, ἄλλην μὲν ἀρχὴν οὐδεμίαν πώποτε ἦρξα ἐν τῇ πόλει, ἐβούλευσα δέ: καὶ ἔτυχεν ἡμῶν ἡ φυλὴ Ἀντιοχὶς πρυτανεύουσα ὅτε ὑμεῖς τοὺς δέκα στρατηγοὺς τοὺς οὐκ ἀνελομένους τοὺς ἐκ τῆς ναυμαχίας ἐβουλεύσασθε ἁθρόους κρίνειν, παρανόμως, ὡς ἐν τῷ ὑστέρῳ χρόνῳ πᾶσιν ὑμῖν ἔδοξεν. τότ᾽ ἐγὼ μόνος τῶν πρυτάνεων ἠναντιώθην ὑμῖν μηδὲν ποιεῖν παρὰ τοὺς νόμους καὶ ἐναντία ἐψηφισάμην: καὶ ἑτοίμων ὄντων ἐνδεικνύναι με καὶ ἀπάγειν τῶν ῥητόρων, καὶ ὑμῶν κελευόντων καὶ βοώντων, μετὰ τοῦ νόμου καὶ τοῦ δικαίου ᾤμην μᾶλλόν με δεῖν διακινδυνεύειν ἢ μεθ᾽ ὑμῶν γενέσθαι μὴ δίκαια βουλευομένων, φοβηθέντα δεσμὸν ἢ θάνατον. καὶ ταῦτα μὲν ἦν ἔτι δημοκρατουμένης τῆς πόλεως: ἐπειδὴ δὲ ὀλιγαρχία ἐγένετο, οἱ τριάκοντα αὖ μεταπεμψάμενοί με πέμπτον αὐτὸν εἰς τὴν θόλον προσέταξαν ἀγαγεῖν ἐκ Σαλαμῖνος Λέοντα τὸν Σαλαμίνιον ἵνα ἀποθάνοι, οἷα δὴ καὶ ἄλλοις ἐκεῖνοι πολλοῖς πολλὰ προσέταττον, βουλόμενοι ὡς πλείστους ἀναπλῆσαι αἰτιῶν. τότε μέντοι ἐγὼ οὐ λόγῳ ἀλλ᾽ ἔργῳ αὖ ἐνεδειξάμην ὅτι ἐμοὶ θανάτου μὲν μέλει, εἰ μὴ ἀγροικότερον ἦν εἰπεῖν, οὐδ᾽ ὁτιοῦν, τοῦ δὲ μηδὲν ἄδικον μηδ᾽ ἀνόσιον ἐργάζεσθαι, τούτου δὲ τὸ πᾶν μέλει. ἐμὲ γὰρ ἐκείνη ἡ ἀρχὴ οὐκ ἐξέπληξεν, οὕτως ἰσχυρὰ οὖσα, ὥστε ἄδικόν τι ἐργάσασθαι, ἀλλ᾽ ἐπειδὴ ἐκ τῆς θόλου ἐξήλθομεν, οἱ μὲν τέτταρες ᾤχοντο εἰς Σαλαμῖνα καὶ ἤγαγον Λέοντα, ἐγὼ δὲ ᾠχόμην ἀπιὼν οἴκαδε
MA MANCANO GLI ULTIMI DUE RIGHI O SBAGLIO?!?!?!
Segnala abusoRAGAAAAAAAAAAA! La versione finisce con Io mi ero allontanato e me ne ero andato a casa.
SCUSATE!
Ragazzi la versione che hanno inviato per ultima è giustissima..xò nn ho capito una cosa mancano gli ultimi righi ?? quali sono ??
Rispondi Segnala abusoRagazzi questa è la prima ed è quella di socrate e la politica
“SOCRATE E LA POLITICA”
E continuai ad andare dall’uno all’altro: mi rendevo conto, con amarezza e timore, di essere odioso, ma mi sembrava necessario trattare ciò che concerne il dio come cosa della massima importanza. Per questo era doveroso recarsi, per esaminare il senso dell’oracolo, proprio da tutti [22a] quelli che sembravano sapienti. E per il cane, Ateniesi, – bisogna che vi dica la verità – la mia esperienza fu davvero questa: a me, che indagavo per il dio, (17) coloro che godevano di una migliore reputazione sembrarono quasi i più carenti, mentre quelli che passavano per inferiori risultarono uomini più dotati di discernimento. Occorre, allora, che vi esponga la mia peregrinazione, cioè la storia delle fatiche che ho affrontato per corroborare l’oracolo. Dopo essere stato dai politici, mi rivolsi ai poeti, ai compositori di tragedie, [22b] di ditirambi e di altri generi, per cogliermi sul fatto come più ignorante di loro. E prendendo in mano i lavori che mi sembravano meglio composti, andavo chiedendo ai loro autori che cosa volessero dire, anche per imparare qualcosa.
Cittadini, mi vergogno a dirvi la verità, ma lo si deve pur fare: sulle loro composizioni quasi tutti i presenti ragionavano meglio di loro. Così, di nuovo, mi resi subito conto che i poeti non fanno ciò che fanno per sapienza, [22c] ma per una qualche disposizione naturale (physei) e come divinamente ispirati (enthousiazontes), alla maniera dei profeti e dei veggenti: anch’essi, infatti, dicono molte cose belle, ma non sanno nulla di ciò che dicono. (18) Anche i poeti – mi divenne chiaro – sono soggetti a una esperienza simile; nello stesso tempo mi accorsi che essi pensavano, per la loro poesia, di essere i più sapienti degli uomini anche sul resto, ove non lo erano. Così me ne andai anche da là ritenendomi superiore a loro proprio come lo ero nei confronti degli uomini politici.
a di socrate e la politica
Levate l’ultima riga mi sono sbagliato quella dove c e scritta a di socrate e la politica.
Rispondi Segnala abusoQuesto è il secondo brano :
LE SCELTE DI SOCRATE
Io cittadini non ho mai avuto una carica pubblica se non quella di membro del Consiglio dei Cinquecento e anzi proprio quando voi decideste di processare in massa illegalmente (come più tardi fu ammesso) i dieci generali che non avevano raccolto i morti dopo la battaglia navale la tribù Antiochide (la mia) reggeva la pritania. Ricordo che fui il solo tra i pritani ad oppormi a voi perché non fosse scavalcata la legge e votai contro; e sebbene gli altri oratori fossero pronti a denunciarmi e a farmi arrestare incoraggiati dalle vostre grida io pensai che dovessi seguire la legalità e la giustizia al prezzo di ogni rischio piuttosto che associarmi a voi e alla vostra politica ingiusta per il timore del carcere o della morte. E questo accadeva quando in patria c’era un governo democratico. Quando si instaurò l’oligarchia i Trenta mi mandarono a chiamare con altri quattro al palazzo del governo e ci ordinarono di prelevare Leone di Salamina per metterlo a morte.
Di simili ordini ne dettero a molti altri per comprometterne il maggior numero possibile. Fu allora che io feci vedere a fatti e non a chiacchiere che della morte (scusate l’espressione) non me ne importava proprio un bel niente: non far nulla di ingiusto e di empio questo è ciò che mi importa. E quel governo con tutto il suo terrore non riuscì a piegarmi da indurmi a commettere qualche cosa di ingiusto. Quando infatti noi uscimmo dal palazzo quegli altri quattro andarono a Salamina e prelevarono Leone io invece me nei tornai a casa mia. Certo per questo fatto ci avrei rimesso la vita se quel governo dopo un po’ non fosse stato rovesciato. E di questi fatti potrete avere quanti testimoni vorrete.
Rispondi Segnala abusoRagazzi la versione giusta è quella che inizia cn INFATTI !! .. xò una persona ha detto che mancano gli ultimi due righi e volevo sapere quali sono !! l’unicva versione che dovete mandare è quella le altre sono sbagliateee !!
Rispondi Segnala abusoNo ragazzi è questa quella giusta:
Infatti, cittadini ateniesi, io [32b] non ho mai esercitato nessuna carica in città se non come membro della Bulé; e capitò che la mia tribù Antiochide avesse la pritania quando decideste di giudicare tutti insieme, illegittimamente (paranomos), come sembrò in un secondo momento a tutti voi, i dieci strateghi che non avevano raccolto [i naufraghi] della battaglia navale. Ma in quel momento io solo fra i pritani mi opposi a voi, per non fare niente contro la legge, e votai contro. E mentre c’erano oratori pronti a denunciarmi e a trascinarmi in giudizio e voi gridavate e li incitavate, [32c] io pensavo che era per me doveroso rischiare il tutto per tutto con la legge e la giustizia, piuttosto che stare con voi deliberando cose ingiuste, per paura della prigione o della morte. E questo fu quando la città aveva ancora una costituzione democratica. Ma quando si affermò l’oligarchia, i trenta mi rifecero chiamare al Tholo con altri quattro, e mi ingiunsero di portar via da Salamina Leonte di Salamina per metterlo a morte. Essi davano molti ordini del genere a numerosi altri, perché volevano contaminare con le loro colpe più persone possibili. E anche allora, [32d] tuttavia, provai non a parole ma con i fatti che della morte non m’importa – se non è detto troppo rusticamente – proprio nulla, mentre non agire in modo ingiusto ed empio mi sta del tutto a cuore. Perciò quel governo, pur essendo così potente, non mi turbò tanto da indurmi a fare qualcosa di ingiusto, e, uscito dal Tholo, mentre gli altri quattro erano andati a Salamina a prendere Leonte, io mi ero allontanato e me ne ero andato a casa.
è giusta questa ma manca l’ultimo pezzo !! bisogna trovarlo
Segnala abusoSe scrivete altre versioni ci confondiamo !! facciamo ordine l’unica giusta è quella che inizia infatti e bisogna trovare gli ultimi due righi e basta !!
Rispondi Segnala abusoRagazzi su tutti siti e anche sui giornali online dicono questa di traduzione siete sicuri che mancano le ultime due righe??? Comunque io non centro niente io non sto facendo gli esami ma li sta facendo mio fratello… quindi se volete ve le cerco io…
Rispondi Segnala abusonon è per me .. xò sopra dicevano che mancavano gli ultimi due righi ma nn riesco a capire se è vero oppure no !!
Segnala abusoRagà in conclusione qle è qlla giusta?? qlla ke finisce cn “e me ne ero andato a casa” oppure”anche di qsto avrete numero testimoni”?
Rispondi Segnala abusonfatti, cittadini ateniesi, io [32b] non ho mai esercitato nessuna carica in città se non come membro della Bulé; e capitò che la mia tribù Antiochide avesse la pritania quando decideste di giudicare tutti insieme, illegittimamente (paranomos), come sembrò in un secondo momento a tutti voi, i dieci strateghi che non avevano raccolto [i naufraghi] della battaglia navale. Ma in quel momento io solo fra i pritani mi opposi a voi, per non fare niente contro la legge, e votai contro. E mentre c’erano oratori pronti a denunciarmi e a trascinarmi in giudizio e voi gridavate e li incitavate, [32c] io pensavo che era per me doveroso rischiare il tutto per tutto con la legge e la giustizia, piuttosto che stare con voi deliberando cose ingiuste, per paura della prigione o della morte. E questo fu quando la città aveva ancora una costituzione democratica. Ma quando si affermò l’oligarchia, i trenta mi rifecero chiamare al Tholo con altri quattro, e mi ingiunsero di portar via da Salamina Leonte di Salamina per metterlo a morte. Essi davano molti ordini del genere a numerosi altri, perché volevano contaminare con le loro colpe più persone possibili. E anche allora, [32d] tuttavia, provai non a parole ma con i fatti che della morte non m’importa – se non è detto troppo rusticamente – proprio nulla, mentre non agire in modo ingiusto ed empio mi sta del tutto a cuore. Perciò quel governo, pur essendo così potente, non mi turbò tanto da indurmi a fare qualcosa di ingiusto, e, uscito dal Tholo, mentre gli altri quattro erano andati a Salamina a prendere Leonte, io mi ero allontanato e me ne ero andato a casa. E forse per questo sarei stato messo a morte se quel governo non fosse stato velocemente rovesciato. [32e] Anche di questo avrete numerosi testimoni…………… Ragà qsta è dai!!!!
Rispondi Segnala abusohttp://maturita.scuolazoo.it/soluzioni-seconda-prova-maturita-2010/ ecco qui ragazzi. QUESTA è LA TRADUZIONE CORRETTA. Non manca nessun rigo..
Rispondi Segnala abusosiamo sicuri al 100% che è quella che inizia con “infatti, cittadini ateniesi,…”?
Segnala abusograzie, però che cacchio, mi ha toccato mandare tutte e due perchè per prima avevo mandato quella sbagliata… speriamo che vada bene… incrociamo le dita!!
Rispondi Segnala abusoAnche a me era successo la stessa cosa , xò dai andrà bene a tutti ! cmq c’è stata troppa confusione in tutti i sitii
Segnala abusoSI infatti idem io….prima versione sbagliata e la seconda si spera!!! DAAAIIIII INCROCIAMO LE DIIITAAA!!!! :-D
Rispondi Segnala abusovabè dai, l’importante è che siamo riusciti a capirci bene, peccato solo che ci hanno fatto perdere tempo…
vi risulta che in bagno si può andare una volta sola? o anche 2?
Solo una volta ci si può andare
Segnala abusoio ho fatto la seconda prova oggi,la versione di greco,ed era quella che iniziava con “infatti io,ciattadini ateniesi….” quelle che girano sono sbagliate
Rispondi Segnala abusomadooo ragaaaaa ce l’abbiamo fattaaa..devo ringraziare il mio amoreeeeeeeeeeeee… vita mia ti voglio troppissimo benee
Rispondi Segnala abusoragaaaaaaaa ce l’abbiamo fattaaaa..un grazie di cuore a ki ha pubblicato la versione.. ma io devo ringraziare soprattutto il mio amoreeee..vita mia ti voglio trpp beneeeee
Rispondi Segnala abuso


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Ragaaa ecco la traduzioneeeeeee
E seguitai ad andare: con dolore e tremore, sentendo che veniva in odio; nondimeno parevami
Rispondi Segnala abusonecessario far grandissima estimazione della parola dell’Iddio, e andare a tutti coloro che
mostravano di sapere qualche cosa, per vedere che dicesse mai l’oracolo. E per il Cane, o giudici (a
voi si ha a dire il vero), ei m’avvenne che, cercando secondo la mente dell’Iddio, quelli
massimamente riputati mi paressero quasi essere piú da poco, e quelli, a vedere piú da poco, essere
piú savii. E la peregrinazione mia conviene che io ve la conti, la quale non fu senza fatiche,
acciocché la sentenza dell’oracolo chiaro mi si mostrasse. Perché dopo ai politici andai ai poeti, a
quelli di tragedia e a quelli di ditirambi e agli altri, per cogliere in sul fatto me quale piú ignorante di
loro. E pigliando in mano i loro poemi, quelli che mi parean piú lavorati, anche per apprendere
qualche cosa dai poeti, li interrogai che mai dire volessero. Bene ho vergogna, o giudici, di palesarvi
il vero; e pur vi si ha a palesare. Ecco, se ho a dire, di quelli argomenti dei quali aveano cantato,
quasi tutti gli astanti ne ragionavan meglio di loro. In breve questo ebbi conosciuto, che i poeti non
per sapienza poetavano checché poetassero, ma per certa natura e da Dio occupati, come i divinatori
e i vaticinatori; i quali dicono pure molte e belle cose, e non sanno nulla di ciò che dicono. E vidi
che tale passione tocca i poeti: e insieme mi fui accorto che essi, perciò che poeti, si reputavano
ancora nelle altre cose sapientissimi uomini, senza che fossero: e ne andai via pensando che, per la
ragion medesima, al paragone di quelli non altrimenti che al paragone dei politici, piú valeva io