Bacio alla francese: riprodotto il feeling via computer

Bacio alla francese: riprodotto il feeling via computer

Una bacio alla francese trasmesso via computer e internet? Forse non avrà tutto il bello di un vero bacio ma di certo non è impossibile, se poi lo dico no i giapponesi

da in Innovazioni Tecnologiche, Internet
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    Ecco l’ultima, si spera proprio l’ultima, frontiera del bacio alla francese, quello di “trasmetterlo” via computer. Argomento delicato, lo sappiamo bene ma allo stesso tempo non possiamo non farvi vedere questa “innovazione” proveniente dal sol levante, e dove sennò. Al Kajimoto Laboratory dell’università di Elettrocomunicazione di una località del Giappone che non viene riportata (e non ho dubbi sul motivo) hanno sviluppato un apparecchio capace di trasmettere alla bocca le sensazioni di un caldo bacio alla francese.

    Cerchiamo di capire meglio, in questo il video sopra aiuta molto, il funzionamento di questo dispositivo di comunicazione “orale” che di fatto si presenta come una scatolina cubica con una piccola “cannuccia”. In pratica facendo ruotare con la lingua la “cannuccia” si ricrea quello che grossomodo è il movimento di un frech kiss. Il dispositivo è connesso in USB ad un computer e si suppone che da qualche altra parte del globo vi sia un altro device connesso che ripropone lo stesso movimento (e qualcuno ci metta anche la bocca).

    Se in termini di “bacio alla francese” il tutto sembra essere piuttosto strano (l’avessero avuto in second life sarebbe stato un bel mondo) bisogna guardare a questo device in chive sviluppo futuro.

    Per quanto nobile il fine non è quello di far baciare le persone a distanza, ovviamente è quello di testare una tecnologia di trasmissione di sensazioni che è ancora agli albori ma che prima o poi sarà molto presente nella vita quotidiana, magari non a livello di bacio.

    Viene facile pensare ad altre applicazioni, se è stato realizzato un device che riproduce il movimento della lingua allora ipotizzare sviluppi similari è certo semplice, ancora una volta penso a second life, ma al di là delle considerazioni di questo genere c’è il lavoro di ricercatori e studenti in tecnologia e comunicazioni, e chissà che non venga fuori qualcosa di realmente utile!

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