I Google Labs chiudono: la decisione rischiosa di Larry Page

Google Labs chiudono per cercare più concretezza e meno spese su progetti e prototipi poi andati non a buon fine

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    I Google Labs chiudono i battenti e salutano l’universo di Mountain View dopo aver partorito servizi determinanti come il servizio di posta elettronica Gmail, le mappe arricchite di Maps e la suite di produttività online Docs. La decisione è stata presa da Larry Page, CEO di Google nonché co-fondatore del colosso insieme a Sergey Brin, tornato in vetta all’azienda al posto di Eric Schmidt. La decisione è motivata dalla ricerca di più sostanza e meno proiezione sul futuro – spesso con pochi ritorni economici – ma è rischiosa.

    Dalla scuderia di Google Labs erano usciti tanti cavalli vincenti come il servizio di posta elettronica Gmail, che poi ha fatto da base per accogliere tante nuove novità legate come lo stesso Google Docs a Google Maps, che è diventato uno dei servizi cardine del colosso.

    In generale ogni settimana si poteva apprezzare qualche piccola, ma interessante novità. A quanto pare però la spesa generale per la sussistenza dei “laboratori” era troppo alta se raffrontata al risultato finale. “Più legno e meno frecce” è la frase metaforica utilizzata da Larry Page.

    Il rischio è quello immediatamente percepibile: più sostanza va a discapito della fantasia e della sperimentazione. Tuttavia a Mountain View non sono certo sprovveduti e continueranno il lavoro nei settori più fruttiferi come quello mobile – spostando il tutto nell’Android Market – delle mappe, dei documenti e della posta elettronica.