Canone RAI anche per smartphone e tablet: la rete insorge

Canone RAI anche per smartphone e tablet: la rete insorge

Qualsiasi dispositivo connesso dovrebbe pagare il canone RAI, anche smartphone, tablet o videocitofoni rotti, la rete esplode di rabbia per questo soppruso

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    canone rai cavallo

    E’ il caso del giorno, anzi della settimana: la RAI sta spingendo per richiedere il pagamento del canone anche a tutti i possessori di dispositivi connessi al web e dunque computer, tablet e smartphone. Basta una connessione a Internet per poter potenzialmente entrare in questa cerchia di utenti che potrebbero presto ricevere la richiesta di pagamento. Di più: per assurdo anche un videoregistratore non collegato a TV potrebbe comportare il balzello. Le somme calcolate generano un giro d’affari spaventoso, nell’ordine di quasi un miliardo di euro. Ovviamente la rete è insorta con cascate di insulti e di proteste sui social network, blog e forum. Ma perché la RAI dovrebbe pretendere questo pagamento?

    Basta navigare su Twitter per scoprire che il trend del momento è #RAIm***a dove al posto degli asterischi dovete sostituire le lettere per ottenere un poco grazioso epiteto nemmeno troppo volgare (se non ci arrivate, date un’occhiata allo screenshot sotto). Su Facebook si moltiplicano di ora in ora i gruppi, le pagine e le condivisioni di articoli che trattano dell’argomento. Stesso dicasi per blog, forum e compagnia. Insomma, il pagamento obbligatorio del canone RAI per tutti i possessori di dispositivo connesso al web sta smuovendo le coscienze.

    Non è difficile capire perché: in Italia ci sono più utenze sim che abitanti (rapporto 1.5:1 circa) e gli smartphone e tablet connessi al web aumentano di settimana in settimana arrivando a coprire una corposa fetta della popolazione. Aggiungete anche la rimanente porzione di torta di utenti che si collegano dal computer o dal notebook e otterrete un numero non poi così distante dall’intera cittadinanza tricolore, neonati, bambini e anziani esclusi. L’eventuale pagamento del canone RAI interesserebbe milioni di persone. Solo nel settore commerciale, dunque ad aziende e professionisti, si arriva a 5 milioni. Per un giro d’affari di circa 980 milioni di euro dato che il prezzo del canone per le aziende può arrivare addirittura fino a 6000 euro.

    twitter rai

    Ma perché si dovrebbe pagare il canone RAI, un dispositivo elettronico non è una TV? Vero, ma potenzialmente può ricevere la programmazione televisiva.

    Insomma, non è appositamente creato per questo scopo, ma può comunque soddisfarlo e per questo rientra nella rosa di apparecchi tassabili con il canone. Già, perché il canone RAI non è opzionale e tantomeno si può decidere di non pagarlo affermando “Io la RAI non la guardo” perché si può considerare una sorta di vera e propria tassa sulla ricezione del segnale televisivo. Merito del Regio Decreto addirittura del 1938 che apre alla TV di stato questa possibile richiesta. La CNA dell’Emilia Romagna è stata una delle prime a muoversi per la protesta affermando che si tratta di un provvedimento di “palese iniquità”. L’associazione RTI (Rete Imprese Italia per piccole imprese e artigianato) ha immediatamente inviato una lettera al Presidente del Consiglio chiedendo un intervento del governo.

    E le associazioni dei consumatori? Non è tardata ad arrivare la nota congiunta redatta e firmata da Adusbef e Federconsumatori. Non sono certo mancate le parole forti “È l’ennesima vergogna, l’ennesimo tentativo di scippo con destrezza che deve essere respinto al mittente“. In effetti l’idea del balzello è un qualcosa di fastidioso e poco condivisibile, che per altro può essere applicato a un numero impressionante di dispositivi, non solo il videoregistratore di cui facciamo riferimento nel primo paragrafo. Per assurdo, se una persona non possedesse televisione, monitor di PC, cellulare, tablet, ma un sistema di videosorveglianza, ebbene dovrebbe pagare il canone. Un esempio emblematico.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN InternetMobileSmartphoneSocial MediaTabletTVTwitter Ultimo aggiornamento: Martedì 31/05/2016 10:26
     
     
     
     
     
     
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