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FilmGratis.tv e ScaricoLibero.com chiusi, colpo al cuore dello streaming italiano

FilmGratis.tv e ScaricoLibero.com chiusi, colpo al cuore dello streaming italiano

La Guardia di Finanza colpisce al cuore lo streaming italiano chiudendo due portali simbolo come FilmGratis

da in Download, Internet, MegaUpload, MegaVideo, Social Media
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    filmgratis chiuso

    La Guardia di Finanza ha colpito al cuore il sistema italiano di streaming di film e il download illegali di pellicole protette da copyright, chiudendo ufficialmente i due portali simbolo come FilmGratis.tv e ScaricoLibero.com. Se si prova a visitare le homepage si trova l’inequivocabile schermata che informa dell’azione delle fiamme gialle, che non solo hanno reso irraggiungibili gli spazi online, ma hanno anche avviato indagini sui proprietari e responsabili. Sono stati bloccati gli indirizzi IP e saranno perseguiti anche eventuali mirror, in più sono stati congelati i conti bancari, che sono risultati per altro gonfi delle somme guadagnate in questi anni.

    E’ un’azione temuta e preventivata, d’altra parte la stagione del Terrore dei servizi di video streaming e di file sharing inaugurata negli USA con Megaupload e Megavideo non poteva che sfociare anche in Italia. E così cadono subito le teste più pesanti: FilmGratis.tv e ScaricoLibero.com erano visitati da milioni di utenti ogni mesi che cercavano film da scaricare oppure da visualizzare online in streaming.

    La retata è stata effettuata dalla Guardia di Finanza di Venezia, come esecuzione di un ordine di sequestro preventivo emesso poche ore prima dal Giudice delle indagini preliminari di Parma. I provider che garantivano lo spazio ai due portali hanno così staccato la spina e gli spazi hanno cessato immediatamente l’attività. Il blocco è esteso non solo ai domini principali ma anche agli alias e eventuali mirror futuri ossia siti “specchio” che potrebbero riportare in vita gli spazi decaduti.

    Ma soprattutto è stato sequestrato tutto il denaro accumulato dai proprietari e responsabili dei domini, congelando i conti bancari.

    Da dove arrivava questo ricavo essendo siti gratuiti, che non richiedevano abbonamento né tariffe per download o streaming? Dalle pubblicità, circa 300 dollari al giorno: basta fare due conti per scoprire che garantivano qualcosa come 9000 dollari al mese o 108.000 dollari all’anno. Niente male.

    Le analogie con il caso Megaupload e Megavideo sono numerose, cambiano solo i numeri che sono più contenuti, ma le accuse sono le medesime e anche le probabili conseguenze per i proprietari degli spazi online. Così come Kim Dotcom, fondatore dell’impero Megavideo-Megaupload, anche i responsabili di FilmGratis.tv e ScaricoLibero.com sono stati accusati di violazione del diritto d’autore e del reato di ricettazione. Sarà interessante osservare il comportamento degli altri portali italiani dedicati a streaming e download di film. Tenteranno una virata in corsa come Rapidshare che è passato dall’essere re dei download illegali a paladino della giustizia oppure semplicemente si auto-censureranno? Nell’uno o nell’altro caso potrebbe non essere comunque sufficiente a evitare conseguenze penali.

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