RAI in ritirata: niente canone per PC, tablet e smartphone

RAI in ritirata: niente canone per PC, tablet e smartphone
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canone rai stop

E’ già decaduta l’idea del canone RAI obbligatorio per qualsiasi apparecchio in grado – potenzialmente – di ricevere programmazione televisiva. Dopo la fastidiosissima novità emersa durante il Festival di Sanremo e immediatamente subissata di critiche, lettere di protesta e insulti a profusione sui social network, la RAI ha chiarito la situazione e, di fatto, ha compiuto una rumorosa ritirata sui propri passi. Viene ribatito il concetto che dovranno pagare il canone speciale (quello da 200 a 6000 euro) solo le aziende e i professionisti che utilizzano questi dispositivi per ricevere la TV in modo specifico. Continueranno dunque a essere esentati PC, smartphone, tablet, ecc…

Con un comunicato ufficiale, la RAI ha ufficialmente comunicato che non è obbligatorio il canone nei termini ipotizzati o meglio dire emersi negli scorsi giorni. “Non è applicabile per il mero possesso di PC, tablet e smartphone“. Lo si può leggere sulla nota che è stata pubblicata sul sito ufficiale, stimolata anche dal confronto con il Ministero dello Sviluppo Economico, chiesto a gran voce dagli utenti. Una vittoria? Più che altro una rivendicazione dei diritti e del buon senso.

Continuando nella lettura della nota RAI si può così scoprire che il canone specialedai 200 ai 6000 euro che tanto preoccupavano gli italiani – è “Riferibile esclusivamente a società ed enti nel caso in cui i PC siano utilizzati come televisori“. Ad esempio se in una sala di ingresso di una società c’è un monitor che viene utilizzato per mostrare segnale televisivo (non necessariamente RAI). Tuttavia anche questo canone speciale “Non va corrisposto nel caso in cui tali imprese abbiano già provveduto al pagamento per un eventuale possesso di uno o più televisori“.

Insomma, una ritirata in piena regola, a passo sciolto e a sguardo anche basso. Una figuraccia di RAI o un’esagerazione del caso da parte della stampa e della rete? Più che una via di mezzo si propenderebbe per la prima ipotesi. D’altra parte si passa da una sorta di tattica del “terrore” da infondere agli utenti “Pagherete, anche se non possedete un televisore” a un più cauto “Solo se il dispositivo è usato come TV” e per di più scatta l’esenzione se si è già pagato il canone standard.

RAI lancia anche una piccola provocazione andando a specificare che la norma del 1938 (che teoricamente avrebbe permesso la riscossione del canone anche per i device tecnologici) non dev’essere intesa come dannosa per gli utenti, ma paradossalmente per la stessa emittente. Questo perché “Limita il campo di applicazione del tributo a una utenza specifica” a differenza di quanto ad esempio compie la BBC o altri broadcaster europei “che hanno inserito apparecchi come computer connessi, smartphone e tablet“.

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Mer 22/02/2012 da

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Alan Rodaro
Alan Rodaro 22 febbraio 2012 09:57

Beh sì, facciamo il confronto tra il prodotto RAI e il prodotto BBC. Se si dovesse pagare in proporzione sarebbe la RAI a dover pagare i cittadini.

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Alan Rodaro
Alan Rodaro 22 febbraio 2012 10:02

Aggiungo: perché la RAI non comincia a criptare i canali sotto smart card e a limitare lo streaming on line con account con password, così vediamo quanta gente è disposta a pagare per la visione dei loro canali e sarebbero costretti a prestare un po’ più attenzione alla qualità dei propri programmi.
Sia chiaro: non che Mediaset sia molto meglio, ma almeno a loro non sono costretto per legge a dargli soldi.

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Thomas Di Giusto
Thomas Di Giusto 22 febbraio 2012 10:20

La legge dice che la tassa è sul possesso di un apparato atto alla ricezione del segnale televisivo….e i soldi vanno però solo alla RAI…dovrebbero far scegliere a che emittente destinare questi soldi, tipo che ne so, se volessi devolvere tutto a Telefriuli??? :-D

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Alan Rodaro
Alan Rodaro 22 febbraio 2012 10:33

Bravo Sig.Di Giusto! Che poi, perdonatemi, ma sembra solo a me un’assurdità che un decreto del 1938 vada a normare su apparecchiature che nemmeno esistevano all’epoca? Non ci sono aggiornamenti successivi?

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Thomas Di Giusto
Thomas Di Giusto 22 febbraio 2012 10:42

Wikipedia dice:
“Quando parte ufficialmente la televisione in Italia, il 3 gennaio 1954, è, come nel resto d’Europa, una televisione pubblica gestita dallo Stato in regime di monopolio.”

Quindi se la tv esiste dal 1954….cosa diavolo hanno stabilito nel 1938?!?!!

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