Satellite Envisat irrecuperabile, addio allo strumento da 2.5 miliardi

Satellite Envisat irrecuperabile, addio allo strumento da 2.5 miliardi

Il satellite Envisat è ufficialmente disperso, l'ESA ha detto formalmente addio allo strumento da 2

da in Innovazioni Tecnologiche, satellite
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    Ora è ufficiale: il programma Envisat è ormai sospeso. L’agenzia spaziale europea (ESA) ha dichiarato la fine del progetto dopo la perdita dei contatti ormai irrimediabile dallo scorso 8 aprile. Dopo 10 anni di onorato servizio, a osservare la Terra, studiandola dall’orbita (ne ha completate oltre 50.000) grazie ai dieci sofisticati e tecnologici sensori a bordo, il satellite da 2.5 miliardi di euro si è come spento. In realtà si può osservare e comprenderne la posizione, ma non è più operativo. Ma cosa è successo? O è avvenuta una perdita di potenza nel regolatore oppure si è bloccata la ricezione dei comandi da terra con il tilt della telemetria. Non è da escludere che sia avvenuto anche un corto circuito che ha come “ibernato” il satellite che si è spento per autoproteggersi. Il team di ricercatori continuerà a ristabilire i contatti, nei prossimi mesi. Come a dire: tentar non nuoce.

    Il più evoluto e costoso satellite dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Envisat, è quindi ufficialmente disperso, si sono perse le sue tracce dalla scorsa domenica 8 aprile. Aveva appena inviato un’eccellente immagine a colori della penisola Iberica poi un’altra foto a frequenze radar delle Isole Canarie ed è sparito.

    In pochi secondi la Terra ha perso i contatti con uno strumento da 2.5 miliardi di euro in orbita da circa 10 anni.

    Envisat è stato messo in orbita circa dieci anni fa come più evoluto della famiglia di satelliti dell’ESA – l’Agenzia Spaziale Europea – la punta di diamante della costellazione di strumenti che circolano intorno al nostro pianeta raccogliendo informazioni e immagini poi da inviare a Terra. Informazioni a proposito dell’atmosfera e della condizione delle calotte polari, una sorta di termometro sul cambiamento climatico e dunque una sentinella per possibili disastri naturali causati dall’uomo.

    Sembra che i pannelli solari siano ancora dispiegati, sintomo che non c’è stata avaria né una collisione con un detrito spaziale o con un corpo estraneo che potrebbe aver impattato con il satellite da 9 tonnellate. C’è già chi sottolinea, inoltre, che i 2.5 miliardi di investimento per la costruzione sono già stati recuperati e ammortizzati visto che sarebbe dovuto rimanere in orbita solo per cinque anni, mentre siamo già al decimo anno di operatività dallo scorso marzo. In questo decennio ha messo in cascina 40.000 osservazioni per progetti, 50.000 orbite circa grazie alla decina di strumenti montati a bordo, ha aiutato 2500 pubblicazioni scientifiche e inviato 40mila TB di dati.

    E ora ci sarà una sorta di buco fino al 2013 quando sarà messo in orbita Sentinel (Sentinella) ossia la nuova costellazione di satelliti ancora più sofisticati e evoluti. Il primo a andare nello spazio sarà Gmes, probabilmente si proverà ad accelerare i tempi. A proposito di satelliti fuori controllo, un paio di anni fa uno era stato abbattuto da terra con un lancio precisissimo di un missile da Terra, mentre la più evoluta strumentazione in orbita rimane sempre quella a bordo della ISS, la Stazione Spaziale Internazionale.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Innovazioni Tecnologichesatellite Ultimo aggiornamento: Martedì 31/05/2016 10:26
     
     
     
     
     
     
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