Letto che si fa da solo: OHEA Smart Bed è il sogno dei pigri [VIDEO]

Letto che si fa da solo: OHEA Smart Bed è il sogno dei pigri [VIDEO]
da in Domotica, Innovazioni Tecnologiche
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    Fare il letto è un’attività abbastanza noiosa, c’è chi si rifiuta di compiere il proprio dovere e lo lascia sfatto, “Così è già pronto per la prossima dormita” e chi invece è espertissimo e in pochi secondi sistema lenzuola, cuscini e coperte. In realtà, se ci fosse un metodo che in automatico rifacesse il letto credo che ben pochi si lamenterebbero. Qualcuno ci ha provato e ha realizzato un prototipo interessante chiamato OHEA Smart Bed. Come funziona? Con un sistema a binari e con perni fissi può risistemare il letto in pochi secondi, risparmiando tempo e fatica. Un toccasana per chi soffre di problemi di schiena o meglio ancora per chi è un pigro cronico. Qui sopra un video dimostrativo, scopriamo come funziona e come potrebbe migliorare.

    Finalmente un po’ di sana domotica che pensa agli utenti più pigri e scansafatiche. Il letto è il regno del riposo, da infilarvici al calduccio nelle fredde notti invernali oppure lasciando solo un leggero lenzuolo in quelle afose estive. Sia come sia, il problema nasce al mattino, quando si deve risistemare.

    Insomma, quando si deve “fare il letto“: un’attività che sin da piccini si compie controvoglia. Così è arrivato lo smart bed di Ohea che in 50 secondi appena si occupa della faccenda e da un turbine di lenzuola e cuscini restituisce un letto da camera d’hotel.

    Come funziona? Le sponde rivelano binari con asticelle che sfruttano tiranti che sollevano e sistemano lenzuola (e quindi anche coperte, verosimilmente) mentre i cuscini sono fissati al poggiatesta e vengono mossi probabilmente da bracci nascosti. Sono presenti due modalità diverse, quella manuale e quella automatica. La prima richiede che l’utente clicchi un pulsante per avviare il sistema, la seconda invece sfrutta i sensori per comprendere quando è l’ora di fare il letto visto che nessuno si è più sdraiato sopra per diversi minuti. L’idea è buona, è da valutare quanto sia fattibile con coperte più pesanti. In fin dei conti potrebbe essere una tecnologia più “dimostrativa” che utile.

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