Facebook in borsa crolla, aumenta il pericolo bolla

Facebook in borsa crolla, aumenta il pericolo bolla

Facebook non ha entusiasmato nell'ingresso in Borsa e il 4 settembre scorso ha registrato il più basso valore a meno di un terzo di quello iniziale

da in Facebook, Social Media
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    facebook borsa bolla

    Facebook è ormai entrata in borsa dallo scorso maggio, ma il titolo non ha affatto entusiasmato e anzi al contrario molti analisti temono che l’ingresso nelle valutazioni del gigante del web possa scatenare una (ennesima) bolla finanziaria. Il titolo del portale di Mark Zuckerberg ha toccato il minimo storico scendendo addirittura sotto i 18 dollari ossia circa un terzo rispetto al valore iniziale. Una perdita che è costata complessivamente 50 miliardi di dollari agli investitori. Chi ha, suo malgrado, un capitale immobile bloccato in Facebook chiede la testa di David Ebersman ossia del direttore finanziario di Facebook che viene additato tra i principali responsabili del fallimento, per aver imposto un valore iniziale troppo alto. A parziale gratificazione, Zuckerberg ha promesso che lascerà passare almeno un anno prima di mettere in vendita percentuali del proprio capitale. Cambierà qualcosa in questi mesi?

    Prima dell’ingresso in borsa, le stime degli investitori erano fissate a 1.15 miliardi di dollari di fatturato e in effetti le azioni sono salite di 12 cent ciascuna portando il fatturato stesso da 885 milioni a 1.18 miliardi. Bene? Non proprio dato che per questioni di Borsa – compensazioni dell’IPO e tasse – la crescita diventa perdita di 157 milioni di dollari con un ribasso del valore delle azioni del 25% rispetto al debutto. E questo nonostante si sia arrivati ormai a un passo dal miliardo di utenti. Anche altre società del web come Zynga e Groupon hanno patito l’ingresso in borsa con la prima a -37% e la seconda a meno di un terzo del proprio valore iniziale.

    Il tempo ci dirà se bolla sarà o se il pericolo rientrerà. Intanto l’ingresso di Facebook in Borsa accende la curiosità su storie connesse. David Choe era praticamente un senzatetto quando nel 2004 accettò di realizzare alcuni graffiti sui muri degli uffici dell’allora appena nato Facebook. Oltre a una somma in denaro, ricevette anche una quota azionaria. Oggi, a otto anni da quella giornata e in concomitanza con l’IPO in Borsa della società di Mark Zuckerberg, David Choe si trova in mano una quota che vale 200 milioni di dollari. Una somma straordinaria, lievitata nel tempo, per un artista che dalla strada – nel frattempo – era però già riuscito ad arrivare alla Casa Bianca.

    E’ la classica storia che piace tanto agli americani: David Choe era un homeless ed è diventato un milionario grazie al proprio talento.

    Tuttavia con l’ingresso di Facebook in Borsa è diventato semplicemente “multi-milionario” visto che la ricchezza l’aveva già raggiunta nel tempo. Nel 2004 accettò l’offerta di Mark Zuckerberg di denaro+azioni di Facebook in cambio di una serie di murale a Palo Alto, negli uffici appena aperti. Oggi quel pacchetto vale 200 milioni di dollari e David Choe può stappare lo champagne. Con l’ingresso in Borsa del social network di Mark Zuckerberg – che ne detiene 30 miliari di dollari di azioni – sono molti gli investitori della prima ora che esultano. Tra questi il miliardario Peter Thiel che nel 2004 investì 500.000 dollari che sono diventati circa 2 miliardi e anche Bono Vox che con la sua Elevation Partners aveva versato 120 milioni di dollari due anni fa.

    Il valore complessivo di Facebook è stimato in circa 100 miliardi di dollari, una quota eccezionale legittimata dalle iscrizioni record al social network, ormai arrivato a 955 milioni di abitanti e prossimo a quota un miliardo. David Choe diventa così multi-milionario a 35 anni, la seconda grande soddisfazione della propria vita dopo quella del ritratto di Barack Obama alla Casa Bianca. A proposito di writer, un famoso artista di Los Angeles che è rimasto paralizzato, ora può continuare a creare grazie a un metodo hitech.

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