Yahoo compra da Google: dopo la Mayer anche De Castro

Yahoo compra da Google: dopo la Mayer anche De Castro

Marissa Mayer, la nuova CEO di Yahoo!, porta alla propria scuderia un ex collega di Google come Henrique De Castro che sarà nuovo Coo per una cifra spropositata

da in Google, Social Media, Yahoo
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    Continua la campagna acquisti di Yahoo! da Google: il nuovo amministratore delegato Marissa Mayer (foto) ha infatti portato presso la propria scuderia un altro ex di Mountain View come Henrique De Castro che sarà Chief operating officer per una somma vicina ai 60 milioni di dollari. Una cifra considerata troppo alta per un colosso boccheggiante e traballante come Yahoo!. Intanto la Mayer è ritornata subito al lavoro dopo aver partorito e sta definendo i piani per il rilancio del gigante decaduto, che ultimamente ha vissuto momenti tragicomici a livello dirigenziale, dopo il salto la ricostruzione degli ultimi anni.

    Se è vero come è vero che nei momenti di difficoltà ci si affida alla metà femminile dell’universo, Marissa Mayer potrebbe essere davvero l’ancora di salvezza per Yahoo!: il motore di ricerca americano colma il gap lasciato dalla figuraccia di Scott Thompson (vedi sotto) con una dirigente di grande esperienza. E’ il secondo grande colosso informatico a puntare su un CEO di sesso femminile dopo Meg Whitman di HP nel 2011 e ha ottenuto il posto grazie al curriculum che parla da solo. La 37enne Marissa è stata la prima donna ingegnere a entrare in Google (nel 1999, a soli 24 anni) per poi salire nei quadri gerarchici a Mountain View fino a rivestire ruoli fondamentali nello sviluppo dei vari Gmail, Google News, Google Images fino a Google Maps. Potrà risollevare il colosso decaduto ormai prossimo alla caduta nel baratro?

    Era finita lo scorso maggio la telenovela del caso “laurea finta” relativo a Scott Thompson, l’ex-CEO di Yahoo!. Come se già la situazione non fosse abbastanza complicata, Yahoo doveva fronteggiare un nuovo caso che mina le fondamenta già traballanti. Il CEO da poco eletto, Scott Thompson era stato infatti accusato di aver mentito sul proprio titolo di studio, anzi di aver direttamente inventato di esser laureato in informatica. La lancia era stata scagliata da uno degli azionisti della società prima numero uno del web e ora in grande crisi, Dan Loeb, che ha portato alla luce quello che potrebbe essere lo scandalo definitivo. Se Thompson avesse mentito solo per fare il gradasso con gli amici non sarebbe stato un problema, ma Scott aveva presentato la documentazione falsa all’organo di vigilanza e questo lo ha compromesso. Potrebbe aver strascichi anche penali.

    Era stato proprio Scott Thompson il dirigente scelto per guidare Yahoo! e per rilanciare il motore di ricerca verso i fasti del passato. In realtà gli obiettivi erano altri ossia la sopravvivenza in un ambiente che è diventato sempre più Google-centrico e minacciato anche dalla crescita di Bing come seconda alternativa.

    In più non si deve dimenticare i gravi problemi riscontrati con i precedenti Amministratori Delegati che sono stati chiamati in causa con risultati per nulla positivi. C’era molta tensione in casa Yahoo! e fin a da subito erano pochi gli analisti che credevano che l’ex numero uno di PayPal potesse in qualche modo fare qualcosa, questa notizia cambia drasticamente ogni previsione futura.

    Non per suo demerito, ma il buon Scott Thompson si era preso un compito molto difficile visto che è salito a bordo di una scialuppa che ha da tempo abbandonato una nave in fiamme e prossima all’affondamento. Proseguendo sulla metafora marinara, il precedente capitano era stato lasciato sulla nave stessa, stiamo parlando di Jerry Yang che nel novembre 2008 ha salutato la compagnia, reo di non aver concluso l’affare con Microsoft per 44,5 miliardi di dollari. La stessa Redmond si è affacciata più volte nel giardino di Yahoo! cercando di acquistare il motore di ricerca con scarsi risultati visto che ogni volta l’offerta è stata rifiutata, anche l’ultima, piuttosto di basso profilo. Yahoo! ha vissuto momento da Terrore anche durante l’interregno di Carol Bartz, che dopo aver tagliato migliaia di teste è stata lei stessa allontanata in malo modo, addirittura con una email. Nel frattempo Yahoo! si è piegata a Bing includendo i risultati indicizzati e pre-digeriti dal rivale.

    Dopo la guida provvisoria di Tim Morse, Yahoo! si era affidata dunque a Scott Thompson, che nel proprio curriculum può vantare incarichi importanti, per ultimo quello di numero uno di PayPal ossia il sistema di pagamento sicuro via web associato a eBay. Ma ora l’affaire-laurea rende ancora più ostico il recupero di una carriera che potrebbe essere già finita. Sarà un’impresa molto delicata e per nulla semplice riguadagnare la platea dopo questa figuraccia. E Yahoo! sprofonda dentro le sabbie mobili ancora di un buon tratto, visto che ormai il valore del motore di ricerca si è ridotto fino a 20 miliardi di dollari, con tagli di servizi molto amati come Geocities e con il supporto unico delle punte di diamante come Flickr e Yahoo Answers su tutti.

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