Lampada alimentata dalla gravità, la più ecologica [VIDEO]

La speciale lampada a gravità che si illumina senza richiedere fonti di energia esterna e inquinante, un'idea tecnologica e innovativa per paesi in via di sviluppo

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    lampada alimentata gravità

    La lampada più ecologica? È quella che non sfrutta energie che producono scarti o comunque emettono gas nocivi o comportano il rilascio di sostanze che non fanno bene alla salute e alla natura. GravityLight si propone come possibile soluzione di questo dilemma avanzando una proposta non male: la fonte di alimentazione non è altro che la gravità ossia la forza di attrazione del nostro pianeta. Come funziona? Serve un piccolo “input” di energia umana per dare il via al sistema, ma successivamente non si dovrà far altro che accendere l’interruttore e illuminare la stanza o l’ambiente in modo deciso. Una soluzione per paesi in via di sviluppo, video dopo il salto.

    In buona sostanza funziona come i vecchi orologi a pendolo che montavano pesi che – una volta tirati in alto grazie a un sistema a piccole carrucole, cordicelle e catene – creavano un movimento dovuto proprio dalla gravità, che azionava gli ingranaggi senza ricorrere a fonti di energia all’epoca inesistenti. Il principio di GravityLight è lo stesso dato che servirà sempre caricare un peso e poi si lascerà che la gravità chiami a sé la massa creando movimento e dunque diventando fonte di energia. Come Illustrato nel video qui sotto:

    D’altra parte perché cambiare uno stratagemma così conveniente e funzionante? GravityLight si propone di rimpiazzare i dannosissimi sistemi di illuminazione dei paesi in via di sviluppo, soprattutto i più poveri in Asia, Africa e Sudamerica, che causano non pochi problemi di salute e pericoli alle abitazioni. Ad esempio il cherosene: una lampada così alimentata danneggia i polmoni come se si fumassero due pacchetti di sigarette al giorno, in più produce 244 milioni di tonnellate di CO2 all’anno e costa fino al 10-20% del totale delle spese di una famiglia tipo del posto.

    GravityLight non include batterie perché non immagazzina niente, è una sorta di luce on demand nel senso che quando si vuole illuminare si carica il sistema e si dà via alla danza dei pesi che scendono e azionano il piccolo generatore meccanico. L’autonomia è di 30 minuti a pieno carico e può trasferire energia anche ad altri dispositivi come cellulari ad esempio. Il costo è di 10 dollari, ma la manutenzione è praticamente nulla e lo stesso vale per i costi di operazione. Su Indiegogo si possono versare 60 dollari per acquistarne una e per donarne una seconda a un villaggio in un via di sviluppo.