Natale 2016

Il primo video che cattura la forma di un pensiero [VIDEO e FOTO]

Il primo video che cattura la forma di un pensiero [VIDEO e FOTO]

Per la prima volta viene immortalata la formazione di un pensiero con un video reso possibile dalla speciale struttura del pesce zebra, ecco la clip storica ottenuta da un team di ricercatori giapponesi

da in Innovazioni Tecnologiche
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    Che forma ha un pensiero? Difficile immaginare una rappresentazione fisica di qualcosa di così impalpabile, tuttavia l’attività cerebrale è chimica, si basa su strutture reali. Così un team di ricercatori giapponesi dell’Istituto Nazionale di Genetica ha portato a termine un’osservazione eccezionale filmando per la prima volta un pensiero. Date un’occhiata al video qui sopra: sembra quasi di assistere a un temporale sorvolando le nuvole ad alta quota da un aereo, invece è la visione del cervello di un pesce zebra (danio rerio) mentre pensa. È stato scelto questo piccolo animaletto per un particolare non indifferente: è completamente trasparente nella sua fase embrionale e così è stato immediato “vedere” la fluorescenza (stimolata da una mutazione genetica indotta al gene GCaMP) dell’attività cerebrale. Il pesce stava guardando un puntino luminoso spostarsi a destra e a sinistra e i neuroni attivati si spostano seguendo (all’inverso) il moto del puntino. Che senso ha questo esperimento? Il ricercatore Koichi Kawakami afferma che queste osservazioni potranno aiutare a comprendere meglio i comportamenti animali oltre che aiutare gli studi psichiatrici. La scienza hitech sul pensiero corre veloce, date un’occhiata dopo il salto.


    Arriverà un tempo in cui tastiera e mouse saranno preistoria? Probabile, soprattutto osservando il progetto di “scrittura col pensiero” sviluppato dall’Università di Maastricht nei Paesi Bassi che ha permesso di raggiungere un livello notevole. Permette infatti di scrivere e digitare un testo sfruttando gli impulsi cerebrali al posto dei normai input fisici. Come sottolineato dai responsabili della facoltà di Psicologia e Neuroscienze dell’Università e dal coordinatore, la dottoressa Bettina Sorger, questo sistema non sarebbe solo utile in campo mainstream ossia nel libero mercato come sostituto delle periferiche attuali, ma anche e soprattutto in ambito medico come supporto ai pazienti impossibilitati a potersi muovere a causa di gravi patologie. Ma come funziona la cattura delle lettere? Si associa una determinata immagine a ogni lettera dell’alfabeto, che viene colta da una risonanza magnetica che vede i movimenti del sangue all’interno del cervello. Al momento la velocità di digitazione è abbastanza bassa, ma migliorerà col tempo.

    Leggere nella mente è sempre stata un’ambizione irresistibile per l’uomo: forse non è ancora arrivato il giorno in cui sia possibile capire cosa una persona sta pensando tuttavia lo si può circoscrivere e “recintare” grazie alle ultime tecnologie. Gli scanner cerebrali hanno fatto passi da gigante e aprono nuovi mondi. Ad esempio possono fare da sponda per sistemi in grado di apprendere per poi comprendere ciò che una persona sta selezionando oppure inseguono risultati sorprendenti come le due novità che vi presentiamo rispettivamente da Intel e Hitachi. Eccole



    Intel e Carnegie Mellon e l’University of Pittsburgh hanno sviluppato uno speciale macchinario in grado di stabilire un ponte tra il computer e la mente per comunicare in un solo linguaggio. Il cervello lavora per impulsi elettrici che rappresentano i pensieri, se si visualizza un cane allora si produce uno determinato impulso. L’interfaccia utilizza una serie di scanner EEG (elettroencefalogramma), fMRI (functional Magnetic Resonance Imaging) e MEG (magnetoencefalografia) per mappare l’attività del cervello e decodificare i segnali. Poi dà tutto in pasto a un Pc che utilizza algoritmi che li traducono e li mandano a un altro dispositivo. Da qui la possibilità di “universalizzare” il pensiero seguendo un sistema di traduzione che lo rende identico per tutti i popoli e i linguaggi. Passando a Hitachi, i ricercatori del laboratorio Kokusai Denki Engineering hanno sviluppato un analizzatore cerebrale che si indossa come un buffo caschetto ma che può dare una valida mano alle ricerche. E’ leggerissimo e semplice da assemblare, questo elettroencefalometro integra batterie e può essere controllato via WLAN. Per ora però costa ancora tantissimo, circa 65.000 euro

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