Inquietanti ritratti ricavati da DNA raccolto per strada [FOTO]

Inquietanti ritratti ricavati da DNA raccolto per strada [FOTO]

Inquietanti e spaventosi ritratti tridimensionali ottenuti da DNA raccolto per strada da gomme da masticare oppure da mozziconi di sigarette

da in Innovazioni Tecnologiche
Ultimo aggiornamento:

    Il nostro DNA è nascosto in migliaia di tracce che lasciamo per strada in capelli, peli, piccole tracce di saliva su gomme da masticare oppure su mozziconi di sigaretta. C’è chi utilizza queste tracce – e dunque questo DNA – per risolvere crimini oppure per accertare la paternità di un individuo. E poi c’è chi sfrutta queste informazioni sul nostro patrimonio genetico per confezionare ritratti tridimensionali che non si sa bene se definire come inquietanti oppure geniali. Forse, un mix tra le due, il risultato potete ammirarlo nella nostra fotogallery qui sopra.

    L’artista dietro questa originale idea si chiama Heather Dewey-Hagborg. La prima volta ha raccolto alcuni capelli da un bagno pubblico presso Penn Station e li ha poi depositati in un contenitore di plastica sfruttando una dotazione degna della polizia forense di CSI. La sua collezione personale è poi proseguita lungo il percorso da New York City alla casa di famiglia di Brooklyn, su autobus, per strada, sui marciapiedi. La prima foto del nostro articolo riguarda un autoritratto.

    Come è stato ottenuto? Studiando il DNA e dandolo in pasto a un computer con un software appositamente sviluppato, che crea un modello tridimensionale del volto del proprietario del codice genetico.

    Successivamente, una stampante 3D modella il viso ad hoc. Ad esempio, nell’angolo tra Myrtle Avenue e Himrod Street a Brooklyn ha raccolto un mozzicone di sigaretta che si è rivelato essere di una donna di origini europee con occhi castani. Ovviamente, buona parte del lavoro si basa sull’immaginazione.

    Il processo di sviluppo crea poi un volto come una versione 25enne della persona soggetto del ritratto. Queste opere d’arte sono poi incastonate in cornici, posti su stand oppure – la soluzione più inquietante – appesi al muro quasi come se fossero trofei di caccia. Il progetto ha preso il nome di “Stranger Visions” e sarà esposto in diversi convegni e musei in giro per gli Stati Uniti.

    340

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Innovazioni Tecnologiche
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI