Canone Rai 2015 novità: PC, tablet, smartphone e tutti i dispositivi

Canone Rai, ecco le novità per il 2015 e come cambia: non ancora coesione tra canone e bolletta dell'elettricità e tutti i chiarimenti su queli dispositivi sono chiamati in causa tra PC, smartphone e tablet

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    Pagamento canone Rai

    Quali dispositivi devono pagare il Canone RAI per il 2015? Le novità riguardano tutti i dispositivi come PC, smartphone e tablet (sì, anche il famigerato videocitofono) e fanno chiarezza sulle proposte emerse nel novembre 2014, riassunte dopo il salto. È apparso un documento informativo del Ministero dello Sviluppo Economico che specifica quali device comportino il canone e quali no. Riassumendo e semplificando al massimo, vengono chiamati in causa i dispositivi che siano in grado di effettuare radiodiffusione e non lo streaming via Internet. Dunque, tablet, smartphone e computer senza ricevitore non sono chiamati in causa.

    Lo sono ovviamente tutti i TV di ultima generazione e gli smartphone – non sono molti – dotati di sintonizzatore DVB-H. Il Ministero definisce come adattabile un dispositivo come decoder per digitale terrestre. Ma ecco lo specchietto preparato dall’Agenzia delle Entrate per compredere quali dispositivi debbano pagare e quali no. Sono esclusi monitor, smartphone, tablet, sistemi audio e videocitofoni.

    Le proposte del novembre 2014

    Il canone Rai dovrà essere pagato anche dai cittadini che non usano la TV ma usufruiscono dei servizi televisivi da PC, smartphone o tablet tramite la specifica applicazione. La riforma del pagamento del canone era stata promossa del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha dato il via libera alle operazioni. Tra le altre novità, una quota minore rispetto ai 113,50 euro attuali annuali e la coesione tra la bolletta della luce e il canone Rai. Pagare il canone Rai come complemento all’interno della bolletta dell’elettricità. L’ultima proposta del governo Renzi per rinnovare il pagamento del canone Rai prevede, infatti, che questa tassa, necessaria per godere dei servizi televisivi pubblici, venga integrata nella bolletta elettrica e fatta pagare anche a chi, pur non avendo una TV, potrebbe usufruire dei servizi in streaming della rete Rai anche da PC, smartphone o tablet tramite l’app Rai TV. Queste modifiche potrebbe essere apportate tramite un emendamento alla Legge di Stabilità oppure attraverso un decreto. Allo stato attuale, però, non è ancora chiaro in quali tempistiche questa mini-riforma possa avere luogo.

    La quota da pagare annualmente per godere dei servizi Rai e non solo, poiché il canone va pagato anche senza guardare una sola volta un programma Rai, costerà comunque meno rispetto ai 113,50 euro attuali. Non verranno toccate le attuali revisioni della cifra in bolletta legate a reddito, fasce di esenzione e bonus, ma in generale la quota del canone annuale sarà tra 35 e 80 euro, 60 euro in media per famiglia. Così facendo, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi intende riportare un certo gettito nelle casse dello Stato che, rispetto a oggi, salirebbe di diverse centinaia di milioni di euro. L’evasione del canone Rai, infatti, è stimata a 450 milioni di euro; gli introiti generati dal “nuovo” canone Rai sarebbero di circa 1,8 miliardi all’anno.

    Questa revisione del pagamento del canone Rai, comunque, si deve ancora affrontare un altro ostacolo: l’Authority per l’Energia. La coesione tra canone Rai e bolletta della luce, infatti, ha causato alcune preoccupazione all’interno dell’Authority per le potenziali ripercussioni sulla privacy del cittadino. Per questo riguarda i tempi, il sottosegretatio alle Comunicazioni Antonello Giacomelli confida di riuscire a compiere la modifica entro la fine dell’anno, ma al momento la situazione è ancora abbastanza incerta. Il Presidente del Consiglio ha comunque dato il via ufficiali alle operazioni di revisione del canone Rai, quindi è solamente questione di tempo. (Massimiliano Di Marco)