Natale 2016

The binding of Isaac: rebirth, i grandi ritorni [RECENSIONE]

The binding of Isaac: rebirth, i grandi ritorni [RECENSIONE]
da in Recensioni, Videogiochi
Ultimo aggiornamento: Martedì 31/05/2016 10:25

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    Dopo circa 3 anni dalla pubblicazione su Steam di The binding of Isaac, titolo di stampo “avventura dinamica roguelike” nel quale controllavamo un bambino di nome Isaac in fuga dalla madre, il creatore, Edmund Mcmillen, con l’aiuto dello studio Nicalis, è riuscito a portare su Ps4, PS vita, Linux, Mac OS e PC una riedizione del gioco più divertente, più giocabile e, cosa che non guasta mai, più bella a vedersi, che prende il nome di “Rebirth” (rinascita).

    TRAMA The binding of Isaac: rebirth, ricalca precisamente lo stile narrativo della sua precedente edizione: la madre di Isaac, fanatica religiosa e super credente, riceve, un giorno, la chiamata di Dio, il quale le impone di uccidere Isaac, il suo unico figlio in modo da provargli la sua devozione. Isaac, in preda al terrore, scappa nella cantina di casa per iniziare il suo viaggio al fine di sconfiggere la madre. Inutile dire che questo videogioco, basti guardare il titolo, prende spunto dal racconto biblico de “il sacrificio di Isacco”, stravolgendone però i canoni e portando il giocatore a farsi domande su una marea di elementi presenti nel gioco.

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    GAMEPLAY Lo stile di gioco è ciò che caratterizza questo titolo, da molti definito “hardcore gameplay”. Dovremo, infatti, sconfiggere i nemici presenti nelle varie stanze che ci separeranno dal boss del piano e, una volta sconfitto anche lui, proseguire verso il prossimo livello fino ad arrivare da nostra madre per sconfiggerla. Controlleremo Isaac e tutti gli altri personaggi che riusciremo a sbloccare compiendo azioni ben precise nei vari piani della cantina. Per combattere i vari nemici che ci si pareranno dinanzi, la nostre uniche armi saranno le lacrime di Isaac che, congiunte ai molti oggetti sparsi nell’ambiente di gioco, daranno vita a molteplici sinergie, molte delle quali altamente potenti e pericolose anche per il protagonista stesso. Non sarà raro, infatti, raccogliere items che renderanno le nostre lacrime esplosive ed essere coinvolti negli attacchi che rivolgeremo ai nostri avversari. Non manca una componente GDR, che ci mostrerà le caratteristiche del personaggio (attacco, velocità, rapidità del colpo, cadenza di fuoco, fortuna e range d’attacco) alterabili tramite la raccolta dei suddetti oggetti. Dovremo inoltre adoperare: monete : per acquistare consumabili utili alla sopravvivenza di Isaac; chiavi : che apriranno bauli, negozi e stanze dorate in cui sono presenti power up; bombe : da usare a scopo offensivo o esplorativo, poiché posizionate vicino ad alcune pareti esploderanno rivelando stanze segrete; ninnoli : oggetti minori che andranno ad alterare le caratteristiche sopra menzionate o ci doneranno capacità speciali; carte dei tarocchi : capaci di donarci HP o di moltiplicarci i consumabili; pillole : che potranno aumentare o diminuire le nostre caratteristiche in base alla loro funzione. Sono presenti oltre 500 tra pillole, item , carte e ninnoli diversi e, grazie al “seed generator”, un generatore casuale di livelli che grazie ad una combinazione alfanumerica di 8 cifre può dar vita a circa 400 milioni di livelli tutti diversi tra loro, state sicuri che non giocherete mai due volte la stessa partita, a meno che non lo vogliate voi.

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    LATO TECNICO Rispetto alla prima edizione del gioco, The binding of Isaac: rebirth offre tantissime migliorie tecniche. Non aspettatevi textures ultra definite e shaders di ultima generazione, dato che il gioco non è stato ideato per stupide grazie alla sua “bellezza esteriore”, ma rispetto alla versione “vanilla” la grafica è stata non poco migliorata. Sono stati eliminati tutti i cali di frame rate e il gioco, anche su macchine poco potenti, si mantiene sempre sui 60 FPS, nonostante la presenza di tantissimi elementi a schermo. Le musiche che ci accompagneranno nella nostra avventura, poi, si addicono perfettamente all’ambiente di gioco ed alcune riescono a stupire per la minuzia con la quale sono state registrate ( la traccia presente nella location “Cathedral”, ad esempio, è interamente cantata in stile Gregoriano). Per quanto riguarda i controlli, invece, dipende dai gusti dei giocatori, poiché il titolo è giocabilissimo sia su tastiera che sui vari joypad.

    In conclusione, The binding of Isaac: rebirth riesce a migliorare incredibilmente un gioco che molte persone ritenevano già essere perfetto. L’enorme mole di contenuti (che sarà ampliata ulteriormente con l’arrivo imminente del DLC “Afterbirth”), la trama soltanto accennata, i vari riferimenti a videogiochi e religione e, in primis, le centinaia di ore che vi si possono passare a giocare fanno di questo titolo un “must have” per gli amanti del genere. Qualunque giocatore troverà qualche particolarità che gli farà adorare il gioco, ne siamo più che certi.

    PRO Tantissimi contenuti. “Lore” interessante e che fa riflettere. Difficoltà ben calibrata. Possibilità di partite bizzarre e divertentissime. Prezzo alquanto ridotto. In grado di girare anche sugli hardware meno potenti. CONTRO Il tema religioso potrebbe indispettire qualche persona. Possibilità di partite frustranti. VOTO: 9

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