Dark Souls 2: Scholar of the First Sin, la nostra recensione

Dark Souls 2: Scholar of the First Sin fa già parlare di sé. Dopo la release di una settimana fa vi proponiamo una recensione del titolo provato su Pc, riuscirà a farsi perdonare le mancanze avvenute nella prima edizione di §Dark Souls 2?

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    La prima volta che giocai a Dark Souls, come credo ogni giocatore, mi sentii spaesato. Non sapevo dove andare, cosa fare e non sapevo quanto questo gioco potesse essere impegnativo se preso troppo alla leggera. Col passare delle ore, mi rendevo conto di quanto il gioco nascondesse segreti, di quanto, nella sua difficoltà, fosse divertente e di quanta storia ci fosse nelle varie aree di gioco senza che questa venisse descritta da cutscenes o narrata da personaggi secondari. Dark Souls 2 mi ha offerto un’esperienza totalmente diversa. Esso punta ad offrire un’esperienza nuova rispetto al suo predecessore, cercando di far percorrere al giocatore un viaggio per la terra di Drangleic in tutta la sua estensione. Dark Souls riusciva a farti fare teorie azzardate e strampalate riguardo a tutte le sottotrame ( Il o la Lore, che dir si voglia ) presenti nel gioco, mentre in Dark Souls 2 qualcosa mi lasciò perplesso la prima volta che ci giocai. Perché in determinate aree ci sono alcuni nemici e non altri? Il Lore è frammentario e sbagliato o sono io che ho perso la mia arguzia nel fare collegamenti tra le varie sottotrame? Dark Souls 2 aveva questi due grandi problemi e ho aspettato con ansia Scholar of the First Sin perché i ragazzi di From Software avevano giurato di fare ammenda dei propri errori e di offrire ai giocatori che si erano innamorati del primo Dark Souls un’esperienza, se non migliore, almeno coerente con se stessa con l’aggiunta di personaggi secondari, descrizioni degli oggetti migliorate e miglioramenti dal punto di vista tecnico. Ci saranno davvero riusciti?

    Trama

    La trama di Scholar of the First Sin è la medesima di quella della sua edizione precedente. Essendo stato segnato dal marchio oscuro, il protagonista cercherà di trovare un modo per rompere la maledizione e salvare non solo se stesso, ma anche tutte le possibili future vittime di questo flagello. All’inizio del gioco ci troveremo in una via di passaggio dove incontreremo 3 anziane Guardiane del Fuoco che ci indirizzeranno verso Majula, luogo di ritrovo della maggior parte degli individui presenti in Dark Souls 2 e posto in cui incontreremo l’Araldo dello Smeraldo, una misteriosa fanciulla che avrà il potere di incanalare le anime dentro di noi per renderci più forti e che ci suggerirà di trovare anime più potenti per poter incontrare re Vendirck. Questo è ciò che dovremo fare: diventare più forti e parlare con il re. Da Majula potremo decidere di scegliere una delle 4 vie percorribili e iniziare la nostra avventura alla ricerca dei 4 Antichi possessori di anime potenti. Sul nostro cammino incontreremo tantissimi personaggi secondari che condivideranno la loro storia con noi e che ci aiuteranno nei vari scontri nel caso in cui avremo scambiato abbastanza chiacchiere. Da lodare è la quest di Lucatiel di Mirrah, ragazza guerriera colpita dalla maledizione ed in cerca del fratello, che per la sua semplicità ed empatia saprà sicuramente far breccia nei cuori dei giocatori più sensibili. Scholar of the First Sin offre, inoltre, un personaggio secondario inedito (Scholar of the First Sin appunto) che, senza fare spoiler di alcun tipo, scambierà con noi qualche informazione interessante. Per quanto riguarda le descrizioni degli oggetti, invece, sono state apportate alcune modifiche in grado di farci capire meglio il lore di alcune aree ed avvenimenti antecedenti al gioco stesso.

    Gameplay

    Il gameplay è rimasto invariato nelle sue meccaniche. Barra degli HP sopra quella della Stamina con quest’ultima che si svuota al compimento di fendenti con la spada, corsa e schivate. Dark Souls 2 era stato colpevolizzato dalla maggior parte dei giocatori per i move set delle armi, in quanto di numero molto scarno e poco caratteristici. Purtroppo questo difetto rimane anche in Scholar of the First Sin. I ragazzi di From Software hanno comunque commentato questa critica, dicendo che è stato fatto tutto al fine di mantenere un certo realismo nei combattimenti e, a dire il vero, tutto questo discorso sembra filare, se non fosse per il fatto che il move set di un’ arma in Dark Souls faceva la differenza tra la vita e la morte e si preferiva un’arma al posto di un’altra appunto per la sua diversità nei move set. In Dark Souls 2 Scholar of the First Sin, i move set sono di numero molto inferiore a quelli di Dark Souls, ma danno comunque quel senso di realismo che potrebbe aiutare alcuni giocatori ad immedesimarsi nell’avventura. Non che non ci siano molte armi e che alcune abbiano move set unici, ma, personalmente, avrei preferito un po’ più di varietà. Il comparto PvP è stato migliorato permettendo ora la presenza di 6 giocatori in un’ unica sessione, segno che la connessione ai server è stata implementata e resa più stabile, nonostante le linee internet italiane non siano il top del top. Per quanto riguarda la famosa difficoltà dei Souls, invece, Dark souls 2, sarà perché ho speso davvero tante ore su Dark Souls, non è mai stato davvero difficile. Basta avere lo scudo alzato e quasi in ogni occasione riuscirete a cavarvela, trane che in NG+ in cui i nemici faranno davvero una caterva di danni (ma si presume che in NG+ armi, armature e livello del personaggio siano superiore a quelli adoperati in una prima run, quindi, tutto sommato, la difficoltà è stata leggermente ricalibrata ed equilibrata). La posizione dei nemici è stata anch’essa rivista; se nella prima edizione incontravamo dei cavalieri di Heide alla Foresta dei giganti caduti, in Scholar of the First Sin, li troveremo alla Torre della fiamma di Heide, il che rende l’esperienze coerente e relativamente giusta in termini di lore.

    Lato Tecnico

    Scholar of the First Sin mostra le migliorie tecniche su Ps4, XboxOne e Pc soprattutto. Il gioco ha un framerate più che stabile, che si mantiene sui 60 Fps anche nelle fasi più concitate e con la mia configurazione PC ( i7 4790, nVidia Gtx 970 Strix, 16 Giga di Ram DDR3 1600 Mhz) ho potuto giocare il titolo in 4K senza vedere mai il Framerate scendere al di sotto dei 59 Fps. Ricordate in Dark Souls 2 quando la torcia non serviva davvero a nulla? In Scholar of the First Sin, senza una torcia, alcune zone sono buie a tal punto che incuteranno paura nell’attraversale senza una fonte di luce. Accendere i vari piedistalli non è mai stato così necessario come in questa edizione. Bellissimi i vari particellari, gli effetti d luce, il fuoco prodotto dalle torce e dai falò e le ombre soprattutto. Il mare a Majula o alla Torre della fiamma di Heide, grazie alle implementazioni tecniche, è spettacolare. Un altro plauso da fare è riguardo al sonoro. L’ utilizzo delle DirectX 11 fa davvero la differenza quando si parla dei suoni e in alcuni ambienti, come i Boschi ombrosi, l’atmosfera che si viene a creare fa davvero venire i brividi. Senza dubbio, la grafica e il sonoro migliorati a livelli molto alti, la fanno da padrone in Scholar of the First Sin ed è ciò che potrebbe far avvicinare più giocatori al titolo.

    Conclusione

    Dark Souls 2 : Scholar of the First Sin è senza dubbio una riedizione davvero ben curata dal punto di vista tecnico e delle sottotrame presenti nel gioco. Il fatto che al prezzo del primo Dark Souls 2 l’acquirente può portarsi a casa uno dei giochi più belli degli ultimi 5 anni, con tanto di migliorie, Npc aggiunti e comprendente di tutti e 3 i DLC farà sicuramente gola a chi, come me, sia rimasto leggermente deluso dalla prima edizione. Capisco perfettamente che la From Software abbia dovuto sostenere i costi dello sviluppo di Bloodborne e per far ciò abbia deciso di far uscire un gioco “incompleto” per le console di vecchia generazione, ma non sarebbe stato meglio farci aspettare un anno sfornando un’ edizione finale di tale portata? Non sono un esperto di marketing, ma solo un giocatore appassionato di videogiochi che non abbiano come scopo ultimo il mero guadagno, ma il far innamorare il giocatore di una storia e trascinarlo nel proprio universo lasciandogli qualcosa nell’animo ed ecco perché avrei preferito attendere piuttosto che acquistare prima una “beta” e poi il gioco completo. Ciò nonostante, consiglio l’acquisto di Scholar of the First Sin alle persone che, come me, una volta finito Dark Souls 2, abbiano sentito quel senso di incompletezza o alle persone che non hanno mai giocato Dark Souls 2 e che vogliono godersi un ottimo GDR, con una bellissima componente PvP e una trama di molto sopra la media.

    VOTO : 9

    PRO : Lato tecnico migliorato – Lore rivista e perfezionata – 3 DLC inclusi – Con i nemici e gli Npc riposizionati, sembra un gioco totalmente nuovo

    CONTRO : Poca varietà nei move set – Vale davvero la pena spendere altri soldi per giocare, tutto sommato, allo stesso gioco?