Recensione Bloodborne: un capolavoro limitato

Recensione Bloodborne: un capolavoro limitato
da in PS4, Recensioni, Videogiochi
Ultimo aggiornamento: Domenica 26/04/2015 10:29

    Bloodborne

    Abbiamo avuto la possibilità di provare Bloodborne, il nuovo capolavoro di casa Sony firmato From Software, software house che ha ormai raggiunto la fama grazie alla serie dei “Souls”.Prima di iniziare a dare un giudizio obiettivo, vogliamo dire che giochi così non se ne vedono spesso e forse è un bene. Come facciamo a riconoscere un capolavoro se esso è circondato da altri pezzi da 90 dellp stesso pregio e della stessa fattura? Non possiamo perché non sarebbe un capolavoro. Bloodborne si discosta dalla maggior parte dei videogiochi moderni per molti fattori e, nonostante il nome diverso, il sistema di combattimento veloce e frenetico e la possibilità di utilizzare armi da fuoco, ci ha fatto provare sensazioni ed emozioni paragonabili, ed in alcuni punti persino maggiori, a quelle provate durante la prima run su Dark Souls 1. Inutile dire che il nostro giudizio è più che positivo e promuove Bloodborne con quasi il massimo dei voti, ma c’è qualcosa che non abbiamo apprezzato affatto. Cosa? Venite a scoprirlo.

    Hunter

    “You found yourself a hunter…” questa è la frase con cui si apre Bloodborne. Ci ritroviamo cacciatori durante la “notte della caccia”. I cacciatori sono esseri umani che sono stati in grado di resistere al contagio avvenuto tramite trasfusione di un “Sangue Antico” e non si sono tramutati in belve. Il nostro compito, che come all’inizio di ogni Souls sarà semplice, ma che man mano sia andrà a mescolare alle molte sottotrame del gioco, sarà quello di uccidere belve nella cittadina di Yharnam e di proteggere i suoi abitanti durante la famigerata “notte della caccia”. A parte qualche breve cut scene, la trama del gioco non ci verrà urlata, ma, come ogni Souls, essa sarà nascosta nei vari oggetti che andremo a raccogliere durante la nostra campagna. Armi, consumabili, equipaggiamenti e perfino materiali per il crafting hanno delle descrizioni che ci permetteranno di capire meglio la storia della città e l’importanza del sangue nella cittadina. In alcuni punti specifici del gioco troveremo, inoltre anche delle note dalle quali potremo evincere alcune delle sfaccettature della “lore” ed in altri potremo interagire con i messaggeri, piccoli esseri molto simili a dei piccoli mostriciattoli, che ci spiegheranno le meccaniche del gioco. Sulla trama non possiamo dilungarci troppo, perché Bloodborne è una continua scoperta. Crediamo fermamente che in gioco di ruolo, quale esso è, la componente esplorativa sia tutto e Bloodborne ha tanto da offrire da questo punto di vista. Basta saper cercare le descrizioni giuste e collegare i puntini. Fidatevi, non resterete affatto delusi dalle molte storie con le quali verremo a contatto.

    Armi

    Il gameplay, sin dai primi trailer di gioco, era la cosa che più ci premeva provare poiché si mostrava dinamico, veloce e molto più punitivo di quello dei Souls. Iniziamo con l’elencare le analogie tra il gameplay di Bloodborne e quello di un Souls: gli attacchi base sono pressappoco gli stessi ( R1 attacco leggere e R2 attacco pesante). Si corre e si schiva con Cerchio, con X si interagisce e con Quadrato si usano gli oggetti. Iniziamo ora ad illustrare le differenze: la cosa che ci ha fatto penare all’inizio è stato ricordare che ci si cura con il tasto Triangolo e non con il Quadrato ( questa cosa ci ha fatto consumare tantissimi oggetti nelle prime fasi di gioco). Premendo il tasto L1 si trasforma l’arma, il che equivale a prendere l’arma a due mani in un Souls. Avremo un attacco più potente, ma saremo più lenti nell’eseguirlo e non potremo fare parry. Il parry è un’altra cosa che ci ha intrigato e divertito da pazzi, poiché esse si performa con un’arma da fuoco. Sparare ad un nemico mentre questi sta per colpirci farà si che il nemico si inginocchi e sarà pronto a subire il nostro terribile repost ( contrattacco ). Fino a qui sembra tutto normale, vero? Cambiano i tasti, ma le meccaniche sono sempre le stesse, tranne che per un particolare: si può passare dall’arma a una mano all’arma a due mani nel mezzo di una combo e creare un attacco intermedio. Oltre che alla spettacolarità dell’azione, questa cosa serve anche a inserire un ulteriore attacco se ci accorgiamo che non facciamo molto danno con l’arma a una mano, una meccanica che abbiamo apprezzato tantissimo. I nemici sono molto più aggressivi rispetto ai Souls e fanno davvero molto molto danno. il che ci ha fatto morire molte volte, è vero, ma ha anche affinato in fretta le nostre doti da cacciatore. Per quanto riguarda la componente GDR è la classica di un Souls, anche se le statistiche hanno nomi differenti, così come le classi iniziali. Basti sapere che le classi di un tipico gioco di ruolo ci sono tutte e toccherà a noi capire quale sia il guerriero, il mago o il ladro. Ogni arma avrò, poi, requisiti di caratteristiche particolari per essere impugnata; per usare un cannone ( si, in Bloodborne è presente un mini cannone da braccio) oltre alla Forza, servirà anche una buona dose di Abilità. Per quanto riguarda crafting e potenziamento delle armi, il tutto non differisce molto da un Souls. Trovare materiali particolari ci permetterà di potenziare le armi fino ad un certo livello fino a che non troveremo altri materiali più potenti per aumentare ancora il livello della suddetta arma. Nuova introduzione, che va a sostituire gli anelli dei giochi precedenti, sono le Rune, che permettono di donare capacità particolari al nostro protagonista, e le gemme, che incastonate nell’arma aumenteranno alcune statistiche. Tutti questi fattori danno un’enorme profondità a Bloodborne e ci fa anche capire perché gli equipaggiamenti sono tutti molto simili nelle loro difese ( avendo ovviamente le dovute eccezioni) . La differenziazione si hanno soprattutto nel modo in cui si può modellare il proprio attacco per il PVE o per il PVP. La componente online è stata migliorata e ora sarà possibile essere invasi da un altro cacciatore solo se se ne è evocato un altro, in modo da non rendere il gameplay troppo sbilanciato. Infine parliamo dei Chalice Dungeons. Nel gioco troveremo dei calici che ci saranno utili per creare dei dungeons procedurali nei quali raccogliere materiali rari da usare per aprire altri dungeons. In questi luoghi il gioco si fa molto duro, poiché è tutto puro gameplay. Più dimestichezza si prende coi controlli di Bloodborne e più lunga sarà la sopravvivenza in questi livelli e forse, chissà, riuscirete anche a a battere il boss del piano ed avanzare al prossimo livello.

    Paesaggio

    Questa, purtroppo, è la nota dolente di tutta la recensione. Visivamente, Bloodborne è il gioco più bello ed ispirato che abbiamo mai visto. Le zone di gioco con moltissimi particolari tridimensionali, effetti di luce non dinamica che però creano atmosfere fantastiche, shaders fatti davvero come si deve. Bloodborne è un quadro su schermo. I problemi iniziano a farsi vedere quando il personaggio si muove e nelle fasi più concitate di gioco. Da un paio di giorni è stata rilasciata la patch 1.03 che dovrebbe accorciare di molto i caricamenti di gioco e dovrebbe eliminare i frequentissimi cali di framerate ogni volta che si entra in una nebbia. C’è da dire che se non si fanno viaggi tra le varie aree del gioco utilizzando le lanterne o non si muove ( cosa leggermente impossibile) il gioco non presenta nemmeno 1 caricamento. Tutto è interconnesso e davvero è impossibile incappare in una schermata nera, ma quando accade, se non passano almeno 20 secondi di caricamento, l’area non apparirà sullo schermo. Purtroppo l’hardware della Ps4 non è abbastanza prestante da riuscire a gestire tutta quell’abbondanza grafica egregiamente. C’è da dire che nonostante il gioco non giri sui 30 Fps fissi, il tutto è molto fluido con cali solo durante i combattimenti con esplosioni e, soprattutto, quando si attraversa una nebbia di un boss. Basti cercare su internet per trovare filmati del gioco che va letteramente a 5 Fps durante alcune fasi e questa cosa, dato che il titolo è un’esclusiva Ps4 e che quindi dovrebbe essere super ottimizzato per la console, ci ha fatto davvero storcere il naso. From Software è comunque famosa per non creare giochi perfetti alla versione 1.0 vedremo tra un paio di aggiornamenti se questi fastidiosi problemi saranno risolti.

    Bloodborne è il gioco che aspettavamo da tempo. Degno successore di una saga che ormai è famosa a livello mondiale. La lore interessante, il gameplay rivisitato e la bellezza grafica di questo gioco fanno di esse un must have per i possessori di Ps4 perché anche se non amate il genere, Bloodborne si farà amare, credeteci. Ci dispiace solo per il fatto che non renda, tecnicamente parlando, come dovrebbe, ma sappiamo che il tutto è dovuto alla poca potenza della console e a qualche problemino software che può essere tranquillamente patchato. In conclusione, consigliamo l’acquisto di Bloodborne? Se volete un gioco bello impegnativo che sappia stupirvi e darvi tante soddisfazioni, si, assolutamente. Bloodborne è una perla che risplende in un mercato videoludico grigio da troppo tempo, sta solo a voi afferrarla. Restate sulle nostre pagine per essere sempre informati sul modno dei videogiochi e per leggere un’altra nostra recensione in futuro. PRO : Immersivo – Gameplay più veloce di quello dei Souls – Lore appassionante e misteriosa ( il maestro Miyazaki è tornato). CONTRO : In alcune fasi il gameplay è troppo sbilanciato a sfavore del giocatore – Tecnicamente poteva essere molto migliore.

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