NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Uber Pop bloccato in Italia per il ricorso dei tassisti

Uber Pop bloccato in Italia per il ricorso dei tassisti
da in Applicazioni, Mobile
Ultimo aggiornamento: Martedì 26/05/2015 13:58

    Uber Pop è stato bloccato in tutta Italia dietro decisione del Tribunale di Milano che ha accolto favorevolmente il ricorso delle associazioni di categoria dei tassisti. Tutto gira intorno alla “concorrenza sleale” e “violazione della disciplina amministrativa che regola il settore taxi” visto che, come sottolineato dai tassisti, sarebbe troppo semplice diventare autista UberPop e ricevere pagamenti per il servizio messo a disposizione. La protesta aveva trovato come supporter l’ex ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. Uber Pop è un ride sharing differente dall’Uber classico che offre berline/van con autista e costa meno.

    Uber Pop ancora al centro delle cronache a Milano: il servizio di taxi privato taglia infatti in modo consistente le tariffe posizionandosi a livelli sensibilmente inferiori al passato, con diminuzioni anche del 45%. Ad esempio per andare fino a Malpensa dalla città si passa da 63 a 45 euro, da Porta Genova a Stazione Centrale 8 invece che 9.50 euro e così via, seguendo il rimborso chilometrico fissato dall’ACI a 0.35 euro al km e non più dovendo calcolararlo con il tempo trascorso. Ricordiamo che nel capoluogo lombardo di regione, il servizio è considerato illegale e non si sono mai placate le proteste dei taxisti, che hanno dimostrato anche in modo eclatante trovando l’appoggio del presidente dalla regione Lombardia, Roberto Maroni, e del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi .

    Si fa un gran parlare di Uber, un servizio che ha mandato letteralmente su tutte le furie i tassisti di Milano, tanto da portarli a protestare vivacemente (è un eufemismo) e a scioperare come segnale forte contro quest’app che, a loro avviso, comporterebbe una concorrenza sleale. Ma andiamo con ordine e partiamo dal principio: a cosa serve questo software? Nasce negli Stati Uniti d’America dietro idea di Garret Camp che si era fatto conoscere per essere l’ideatore di Stumble Upon ossia del social tool che consente di saltare da un contenuto all’altro online, seguendo i suggerimenti degli altri utenti. Insieme a Travis Kalanick e Oscar Salazar ha messo su l’idea di un servizio sostitutivo rispetto ai normali taxi.

    Uber Milano

    Uber è dunque un’applicazione che si può installare sugli smartphone con sistema operativo Android (da Google Play) oppure su iPhone con iOS (da iTunes App Store) e consente di mettere in comunicazione e in contatto i clienti con i cosiddetti driver che poi altro non sono che autisti o – per certi versi – gli anti-taxisti. Come funziona? Si spiega molto bene con un esempio: si è per strada oppure si è in procinto di scendere per strada e si necessita di un passaggio. Invece che allungare il braccio e fischiare stile New York, si impugna lo smartphone. Non per telefonare quanto per aprire l’app e prenotare un passaggio da parte del driver più vicino che arriverà e caricherà l’utente. Tutto molto semplice e intuitivo, si ma come si paga?

    Uber per iPhone

    Qui c’è il primo punto molto sensibile secondo i taxisti: c’è un vero e proprio tassametro che scorre e che fa aumentare la somma da pagare. Ci sono due differenti tariffe, una è a “consumo” dunque a tempo se si va in media sotto i 20 chilometri all’ora dunque in piena media cittadina. L’altra è a distanza se si va più veloci. Il perché è presto detto: nel primo caso si ipotizza uno spostamento massimo tra un quartiere e l’altro con stop, attraversamenti pedonali e traffico mentre per l’altro si pensa a spostamenti più lunghi. Quando si arriva a destinazione non si paga il guidatore, non si usano soldi, ma tutto viene pagato tramite l’app stessa con la carta di credito che si sarà preventivamente salvata. Ok, ma quanto costa? Mediamente 20 o 30% in più rispetto ai Taxi. Il guidatore verrà poi pagato dalla società a seconda delle tariffe interne. Solitamente le auto sono di grosso calibro, anche berline blindate.

    uber per Android

    Se a Roma il servizio non ha trovato gli ostacoli riscontrati a Milano, in Lombardia è in corsa una vera e propria lotta con toni molto accesi e animi agitati. Cosa contestano i taxisti al servizo? E perché mai dovrebbero essere preoccupati da rivali che sono più costosi? I tassisti accusano la società di essere una non corretta concorrente, perché il servizio offerto è lo stesso rispetto a quello dei taxi senza però avere sul groppone oneri e obblighi come i tassisti ufficiali. Nello specifico si parla di legge 21/92 che regolamenta questa branchia del lavoro dividendo i taxi (che partono dalla strada) dai noleggiatori (che partono dalla rimessa). Si parla di una non corretta gestione e trasparenza del tassametro e, soprattutto, della questione licenza che poi è il grande motivo di scontro visto che i professionisti del settore la pagano a prezzo carissimo ed è un po’ la loro sicurezza, mentre i driver di Uber possono farne a meno. Infine, tanti altri obblighi da non rispettare in termini di sicurezza e affidabilità dei mezzi.

    Uber funzionamento

    Ovviamente Uber si pone contro questo e accusa i taxisti di essere legati al passato e di non voler mollare la presa sulla liberalizzazione e su una maggiore competizione nel settore. I fondatori prendono eBay come esempio: è un sistema sicuro e tutelato per mettere in comunicazione due parti, in questo caso domanda e offerta, senza poi ritenersi responsabile di ciò che accade e – pur tuttavia – offrendo un’assicurazione sul passeggero, cosa che sul Taxi non avviene. I driver vengono giudicati e recensiti con feedback dalla rete e si promette una fattura trasparente. Chi ha ragione dei due?

    Uber registrazione

    La domanda è delicatissima e sta creando un gran polverone con tanto di episodi molto spiacevoli come risse e tentati investimenti da parte di tassisti e autisti di Uber vicendevolmente. La violenza non è mai la risposta, ma gli animi si stanno scaldando effettivamente troppo. La verità può stare nel mezzo perché si comprende l’arrabbiatura dei tassisti che devono sottostare a obblighi e costi non indifferenti; al tempo stesso si comprende la voglia di rinnovamento e di digitalizzazione di un settore piuttosto fermo. Tuttavia non è un caso che non solo in Italia, ma ad esempio anche in USA molte amministrazioni comunali stanno cercando di regolarizzarlo. Probabilmente avverrà così anche da noi, con maggiori paletti che andranno a tutelare ambo le parti.

    1303

    PIÙ POPOLARI