The Witcher 3: Wild Hunt, la nostra recensione

The Witcher 3: Wild Hunt, la nostra recensione
da in nvidia, PS4, Recensioni, Videogiochi, Xbox One
Ultimo aggiornamento: Giovedì 23/06/2016 07:09

     the witcher 3 logo

    Pochi videogiochi ai giorni nostri sono in grado di stupire il pubblico di videogiocatori ormai abituati a giocare cliché su cliché di videogiochi che hanno dato inizio ad un genere che è stato poi copiato da molti, ma saga di The Witcher non è tra questi. The Witcher 3: Wild Hunt si pone come capitolo conlusivo della trilogia riguardante le gesta di Geralt di Rivia, ammazzamostri di professione, che durante la sua vita ha affrontato centinaia di peripezie. In questa recensione andremo ad esaminare questo GDR nei 3 punti canonici secondo i quali si giudica un videogioco ( Trama, Gameplay e Lato tecnico ) e cercheremo di spiegare perché quest’opera interattiva abbia ricevuto moltissime critiche ed altrettanti elogi. Iniziamo col dire che la piattaforma sul quale è stato testato è un Pc da gaming con CPU i7 4790, GPU Asus Gtx 970 Strix e 16 GB di RAM DDR3 a 1600 Mhz con tutti i settaggi a ULTRA (eccetto per nVidia Hairworks, argomento che andremo ad affrontare nella sezione dedicata alla grafica ) perché il gioco, come affermato molto spesso dai ragazzi di CD PROJEKT RED, si esprime al massimo su di una macchina con una potenza di calcolo decisamente superiore alle console. Bando alle ciance e lanciamoci nel mondo di The Witcher 3: Wild Hunt.

    Terra

    The Witcher 3 si svolge poco dopo la conclusione del suo predecessore e vedrà Geralt, che nel frattempo avrà riacquisito la memoria, alla ricerca di Yennefer, la sua compagna ai tempi del grande massacro di Rivia, e di sua figlia adottiva Cirilla. Aiutato in un primo momento dal vecchio mentore Vesemir, Geralt viaggerà per oltre 30 location cercando indizi su Ciri e scoprendo miriadi di sottotrame riguardanti un enorme numero di personaggi presenti nel gioco, il tutto cercando di non essere catturato dalla Caccia Selvaggia. Il giocatore, all’inizio, dopo un preludio degno di un film di Hollywood, si ritroverà davanti un vasto continente da esplorare di cui non si conosce assolutamente nulla, a meno che non si ascoltino i dialoghi dei vari personaggi e non si interagisca con loro. Si viene subito a scoprire che però la regione è dilaniata dalla guerra e che “gli Oscuri” stanno cercando di espandere il proprio regno e conquistare queste terre. La cosa che ci ha lasciato a bocca aperta è stata l’enorme libertà data al giocatore sin dai primi minuti di gioco. La trama principale sarà decisamente quella più avvincente da seguire, ma nella miriade di sottotrame e missioni secondarie ci saranno colpi di scena, segreti ed equipaggiamenti da scoprire degni del miglior The Elder Scrolls. Il gioco, data l’enorme componente free roaming, è stato subito associato a Skyrim, ma per quanto riguarda la trama, The Witcher 3 porta la narrazione a livelli a dir poco fantastici. Troverete sicuramente alcuni passaggi della storia che vi lasceranno letteralmente a bocca aperta e il fatto che in alcuni punti della storyline impersoneremo Ciri e vedremo con i suoi occhi cosa le è accaduto non fa altro che aumentare il punteggio da assegnare a questo gioco. Sarete voi a scegliere come comportarvi; spendere i vostri soldi in equipaggiamenti migliori o in alcohol e prostitute è una decisione che spetta solo a voi.

    grifone

    Avendo giocato a The Witcher 2, sapevamo che i controlli non sarebbero stati troppo fluidi ed intuitivi, ma gli sviluppatori sono riusciti a diminuire le legnosità dei capitoli precedenti, seppur non eliminandole del tutto. I combattimenti sono molto più fluidi rispetto ai giochi precedenti, ma di certo non arriviamo a livelli della serie di Batman. Ottimo il sistema di utilizzo dei Segni, marchio distintivo di Geralt, che grazie alla nuova mappatura dei tasti e ai tempi di risposta molto più veloci possono essere utilizzati per rendere il combattimento più dinamico e divertente. Gli attacchi corpo a corpo invece, sono stati sensibilmente migliorati, ma non vi è molta differenza con i capitoli precedenti, anche perché non crediamo ce ne fosse realmente bisogno. In generale, The Witcher 3 è molto più accessibile e semplice da capire rispetto ai predecessori ed il fatto che i controlli ora premino decisamente di più un giocatore abile con il pad alla mano rende gli scontri, anche con i nemici più ostici, molto divertenti ed abordabili. Ritorna il famoso albero delle abilità per lo sviluppo del personaggio, ma con qualche differenza; potremo scegliere ovviamente quale caratteristica aumentare e dopo averla scelta dovremo equipaggiarla. La suddivisione delle caratteristiche equipaggiate è suddivisa in quattro gruppi da 3 elementi e ad ogni gruppo potrà essere assegnato un mutagene che, se dello stesso colore delle abilità equipaggiate, ne aumenterà l’efficacia. Ritorna il classico sistema di Alchimia, molto più intuitivo e semplice da utilizzare rispetto al passato, così come il sistema di crafting di armi ed armature da attuare presso le botteghe dei fabbri. Il fatto che il gioco si sviluppi in un’area di gioco molto vasta ha fatto si che gli sviluppatori inserissero un cavallo che seguirà Geralt dappertutto; il cavallo però ha qualche problema nei movimenti e molte volte, se non state attenti, potreste ritrovarvi incastrati da qualche parte senza sapere come. In conclusione, i controlli sono molto più user friendly rispetto al passato, ma sono pur sempre i controlli di un gioco di ruolo, non reattivi come quelli di un gioco di pura azione, ma nemmeno tanto pessimi da meritare la bocciatura.

    the witcher paesaggio

    Quando The Witcher 2 uscì, tutti gridarono al miracolo per l’enorme qualità grafica che il titolo propose e The Witcher 3 sembrava volesse portare il livello di bellezza visiva ad uno step successivo. Abbiamo precedentemente detto che il gioco è stato giocato con tutti i settaggi a ULTRA ( eccetto nVidia Hairworks) e, fino ad ora, non abbiamo visto nulla di simile. Per quanto riguarda l’impatto visivo, il gioco si presenta davvero con una delle grafiche più belle e curate mai viste prima. Stare su di una collina all’alba o al tramonto evoca pensieri poetici e il fatto che il mondo intorno a noi si muova col vento che soffia e che Geralt se ne accorga dicendo “Il vento si sta alzando…” oppure “L’aria si raffredda…sta per piovere…” ci ha fatto davvero emozionare ( anche ora che lo scriviamo abbiamo la pelle d’oca). I dettagli sui personaggi secondari e su quelli principali si sprecano e la minuzia con la quale ogni armatura ed ogni oggetto che troveremo in giro per il mondo sono stati creati ci ha lasciato a bocca aperta. Nel gioco è presente l’opzione nVidia Hairworks che permette di donare ai capelli dei personaggi e al pelo degli animali, una fisica più realistica ed un aspetto più vero, ma noi, dopo averla provata per un paio d’ore l’abbiamo disattivata. Perché? Donare una fisica propria ad ogni capello e ad ogni pelo di animale intacca molto le prestazioni, infatti si avevano dei cali di framerate ogni volta che incontravamo un lupo, che, con questa impostazione attivata, aveva il pelo talmente irto da sembrare una pecora. Sono semplicemente gusti e se a voi questa opzione visivamente piace e non vi dà fastidio avere dei cali di Fps quando giocate, non vediamo perché dovreste disattivarla. Il gioco si mantiene comunque sui 60 Fps senza Hairworks in Full HD ( risoluzione 1920 x 1080) e sui 40/50 in 2k (2560 x 1440), segno della buona ottimizzazione da parte degli sviluppatori e degli ottimi driver che nVidia ha prontamente rilasciato all’uscita del gioco. Il comparto sono è tra i migliori in circolazione, con musiche davvero stupende e un doppiaggio da veri maestri ; motivi epici e fantasy con un tendenza medievale dark condiscono una pletora di perfetti accenti di ogni parte della Gran Bretagna con arcaismi che faranno senza dubbio sorridere gli amanti delle lingue germaniche. Il gioco non è doppiato in Italiano, ma, per i motivi elencati sopra, nonostante i doppiatori italiani non abbiano nulla da imparare da altri doppiatori internazionali, crediamo che il tutto sia molto più godibile nella lingua originale.

    the witcher logo

    The Witcher 3: Wild Hunt non è un gioco che esce ogni anno e si vede. La trama ben studiata e molto appassionante, il gameplay migliorato e il la fattura tecnica con il quale è stato creato merita senza dubbio un plauso. Su console next-gen le prestazioni e l’impatto grafico non saranno come quelle che si hanno su un Pc da gioco di fascia alta e molte delle lamentele che arrivano dalla community sono dovute alla potenza di calcolo inferiore di una console rispetto ad un computer, ma il gioco è una piccola perla per fattura anche su Ps4 e Xbox One. Molti hanno paragonato il gioco a Skyrim, ma noi crediamo che The Witcher 3 vinca il confronto. Se siete appassionati di GDR e non avete giocato i precedenti capitoli, nel gioco ci sono dei piccoli riassunti degli avvenimenti passati che faranno avvicinare anche i neofiti alla saga. Se invece avete giocato le altre due avventure di Geralt di Rivia, non potete, o meglio, non dovete perdere questa. Nonostante la community di giocatori sia diventata incontentabile e molto poco critica nei confronti di un videogioco quando questo esce, noi, con occhio critico, abbiamo trovate pochissimi difetti in The Witcher 3, che oltretutto possono anche non essere notati data la maestosa bellezza di questo titolo.

    Voto: 9 PRO: Immenso – Narrazione splendida – Combat system migliorato – Molto più intuitivo – Tecnicamente superiore a moltissimi altri giochi più blasonati. CONTRO: Non il massimo della reattività nei comandi.

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