Devil May Cry 4: Special Edition, la nostra recensione

Devil May Cry 4: Special Edition, la nostra recensione
da in PS4, Recensioni, Videogiochi, Xbox One
Ultimo aggiornamento: Domenica 05/07/2015 14:02

    devil may cry 4 special edition

    Sappiamo che, soprattutto a noi Italiani, il nome “Dante” ricorda del sommo ed immortale letterato autore de “La divina commedia”, ma questo nome, nella mente dei giocatori che hanno avuto la fortuna di vedere nascere la Playstation 2, riesce ad evocare anche un altro mitico personaggio: Dante, figlio del cavaliere oscuro Sparda, ammazzademoni di professione. Durante la sua apparizione sulla seconda console di casa Sony gli furono dedicati 3 giochi, di cui 2 che sono rimasti nella storia come alcuni dei migliori hack ‘n’ slash che siano mai stati prodotti da Capcom e per questo motivo che quando Devil May Cry 4 uscì per Ps3 e Xbox 360, tutti i fan della serie provarono un’emozione fortissima. Il gioco, sebbene non raggiunse gli standard che DMC3 aveva dettato qualche anno prima, fu comunque un buon gioco d’azione che vedeva l’introduzione di un nuovo personaggio, una nuova storia e nuovi enigmatici dubbi riguardo i mezzi demoni presenti sulla Terra. Qualche giorno fa, per Ps4, Xbox One e PC, Devil May Cry 4: Special Edition è stato messo sul mercato, con grafica migliorata e nuove aggiunte alquanto divertenti. La nostra prova è stata effettuata su Pc con un processore i7 4790K, Asus Strix Gtx 970 e 16 GB di RAM a 1600 MHz per cui abbiamo goduto del gioco al massimo delle impostazioni grafiche potendo constatare come il miglioramento sia stato portato avanti da Capcom.

    devil may cry

    Gli avvenimenti di DMC 4 prendono luogo dopo quelli di DMC 2, ma non sappiamo quanto dopo, precisamente. Vestiremo i panni di Nero, ragazzo introverso che si differenzia da tutti i suoi concittadini perché non è minimamente interessato al culto di Sparda, sul quale si basa la fede del luogo. All’inizio del gioco, infatti, vedremo come egli si affretti per arrivare nella cattedrale della città non per seguire la funzione religiosa, ma per consegnare un dono a Kyrie, ragazza alla quale il giovane tiene molto. Nel mezzo di una preghiera, però, proprio mentre Nero tenta di uscire dall’edificio, un misterioso essere vestito con una lunga giacca rossa, piomba sull’altare e uccide il sommo sacerdote incaricato di esercitare la funzione. Vedendo la propria bella in pericolo, il nostro protagonista attacca il misterioso assalitore e, scoprendo alcuni particolari sulla reale identità degli abitanti del luogo, decide di difendere la città dall’assalto dei demoni e di svelare il mistero cheavveolge il culto di Sparda. La trama è tipica degli altri capitoli della serie, con colpi di scena mozzafiato, cutscene emozionanti e piene di azione e dubbi che sorgono riguardo Nero e il suo legame con Sparda. Perché egli possiede il Devil Bringer? Perché somiglia così tanto a Dante e suo fratello? Non lo sappiamo e Capcom non ce lo dice, ma in attesa di un ipotetico Devil May Cry 5, possiamo restare ancora con qualche dubbio. Interessantissima l’opzione di poter scegliere di giocare la storia principale con il duo Trish/Lady, le storiche compagne di Dante o, addirittura, con un personaggio che mai ci saremmo aspettati di vedere in DMC4, sebbene si sentisse che la sua presenza aleggiasse nell’aria; Vergil, il fratello gemello di Dante, sarà infatti un personaggio che si potrà utilizzare nel gioco e quando lo abbiamo provato, abbiamo avuto i brividi lungo tutto il corpo.

    vergil

    Per quanto riguarda il gameplay, il gioco è identico all’originale DMC4, con i suoi pregi e difetti, ma l’aggiunta di altri 3 personaggi dà un’aria tutta nuova al titolo. Lo stile di combattimento di Nero è acerbo, sebbene impari molte tecniche durante il suo viaggio, si percepisce l’enorme differenza di classe presente tra lui e Dante. Trish e Lady sono un altro esempio di poli opposti per quanto riguarda il combattimento: l’una leggermente più lenta a causa della sua enorme arma, la Kalina Ann, l’altra una vera e propria furia inarrestabile e velocissima. Vergil, invece è lo stesso personaggio di DMC3 con 3 armi tra cui scegliere: la katana Yamato, veloce, letale ed intrisa di potere demoniaco, la Force Edge, spada decisamente più potente e meno veloce, e Beowulf, il set di parastinchi e guanti demoniaci. Tutte e tre le armi sono prese direttamente da DMC3, sono pienamente potenziabili e sono l’ideale per chi vuole avere un personaggio eclettico, in grado di avere molti stili di combattimento già all’inizio del gioco. Le modalità di gioco sono le stesse presenti in tutti i DMC, ma in questa Special Edition, fa la sua apparizione la modalità Legendary Dark Knight, che, oltre ad aumentare il livello di difficoltà complessivo, farà apparire mostri, anche molto avanzati nel gioco, anche nei primi scenari. Immancabile il sistema di upgrade delle abilità tramite gli orb rossi raccolti e la modalità “Palazzo di Sangue”, in cui sarà possibile affrontare un enorme numero di nemici divisi sui piani di un altissimo palazzo e accumulare moltissimi orb rossi. La formula di gioco finale è sempre la stessa di ogni DMC: basta premere i tasti giusti al momento giusto per ottenere combo devastanti e spettacolari, come uno dei migliori hack ‘n’ slash ci ha sempre abituato.

    Lady

    Iniziamo col dire che sia su console che sulla nostra configurazione, il gioco gira con una risoluzione di 1920 x 1080 pixel a 60 frame al secondo costanti. Essendo un gioco della prima generazione Ps3 non è assolutamente pesantissimo da riprodurre e quindi anche i malati di FPS non potranno assolutamente lamentarsi. I modelli poligonali, sebbene il rendering delle texture sia molto migliorato, sono gli stessi del gioco originale e per quanto possano essere belli da vedere, con la loro grafica molto fantasy, non sono assolutamente paragonabili al fotorealismo odierno. Gli effetti sonori sono ottimi e le musiche riescono ad immergere il giocatore nell’azione come pochi giochi sono in grado di fare al giorno d’oggi. Un lato negativo, però, c’è: i caricamenti sono davvero lunghissimi. Il nostro gioco era installato su un ssd e dovevamo comunque aspettare quei 5 -8 secondi per il caricamento di una nuova missione. Un plauso particolare va ai filmati: come detto prima, essi sono pieni d’azione e girati ad opera d’arte, ma con una risoluzione ed un framerate aumentato il gioco sembra davvero un prodotto ricostruito da capo.

    DMC4

    Il gioco è da consigliare a tutti gli appassionati della saga che non hanno avuto il piacere di giocare DMC4, agli appassionati che hanno nostalgia del sistema di combattimento di Vergil e ai neofiti del genere che vogliono un gioco d’azione davvero con i controfiocchi ( consigliamo oltretutto, se avete una console di vecchia generazione, di recuperare la hd edition dei primi 3 capitoli della serie, in modo da capire qualcosa di più della storia complessiva della saga). Con un sistema di combattimento tra i migliori che si possono trovare in giro, i personaggi con la “faccia da schiaffi” più accentuata che si può immaginare e le aggiunte che questa edizione ha portato al gioco originale, crediamo che questo sia il gioco adatto per chi vuole passare un’estate diversa dal normale, uccidendo demoni e rigiocando il tutto a difficoltà sempre maggiore. VOTO: 8 PRO: Giocabilità alle stelle – Aggiunte davvero intriganti – Lato tecnico migliorato e adattato alla “next-gen”. CONTRO: Trama non tra le migliori della serie – Tempi di caricamento troppo lunghi.

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