Natale 2016

I 10 cellulari più orrendi di tutti i tempi

I 10 cellulari più orrendi di tutti i tempi
da in Cellulari, Mobile
Ultimo aggiornamento: Venerdì 29/04/2016 18:34

    I 10 cellulari più orribili

    Prima del 2007, quando iPhone ha cambiato le regole del gioco, i produttori cellulari erano più prodighi a sperimentare le forme e le funzionalità dei propri prodotti. Samsung, Nokia e marchi meno noti come Xcute o Kyocera hanno commercializzato cellulari a forma quadrata, rassomiglianti a un portacipria oppure a una console da gioco per bambini. E non sempre questi cellulari sono stati ben disegnati, per questo la nostra lista è intitolato “i 10 cellulari più orrendi di tutti i tempi“.

    Quel “Matrix” presente nel nome del cellulare di Samsung, uscito nel 2003, è un riferimento al film dei fratelli Wachowski. L’azienda coreana ha cercato uno stile futuristico, caratterizzato da linee spilogose, giochi di luce verde e altre caratteristiche estetiche che sembravano uscite proprio dal film di fantascienza. Peccato che invece il risultato sia stato orribile.

    Il cellulare di Virgin Mobile era semplicemente brutto. Commercializzato nel 2007, non costava molto e alcune sue funzionalità erano pure avanzate rispetto al resto del mercato. Prima che App Store e Play Store cambiassero le regole del gioco, il Lobster 700TV includeva funzionalità accessorie come Freeview TV per guardare la televisione e la radio digitale per ascoltare la musica e i programmi radiofonici. Purtroppo farsi vedere in giro con questo cellulare non era piacevole.

    Continuando con la lista, lo Xelibri 6 non poteva non entrarci. Si tratta di un cellulare che sembra un portacipria, ma a Siemens l’idea piaceva e l’ha pure messa in commercio. L’obiettivo commercial era il pubblico femminile. D’altronde era un cellulare molto compatto perfetto da tenere sempre con sé. Un po’ ostrica e un po’ portatrucchi, lo Xelibri 6 aveva inoltre una disposizione dei tasti semplicemente curiosa e poco comoda.

    Vertu è un marchio che vende cellulari di lusso. Si pensa che allora dovrebbe mettere più senno nel design dei propri prodotti, venduti a migliaia di euro. Il Signature Cobra, invece, è l’opposto: semplicemente brutto. Il nome del serpente non è un semplice ornamento commerciale: un serpente di colore viola circonda la tastiera e tocca lo schermo da parte a parte. E lo ha venduto a 300.000 dollari.

    L’idea poteva anche essere buona, ma l’applicazione pratica ha lasciato tantissimo a desiderare. Immaginate un cellulare simile a un Nintendo DS. Era il 2000 e Motorola ha provato a realizzare un cellulare con schermo ampio nella porzione superiore; quella inferiore era invece dominata da tantissimi tasti. Poco funzionale perché i tasti (in gomma) erano troppo distanti tra di loro. Anche la scelta del colore blu plastica non fu molto convincente.

    Il Blade di Kyocera non era neppure COSÌ brutto. Il problema consisteva nel fatto che fosse 23 mm spesso, quasi un mattoncino da portare sempre con sé. Venne commercializzato nel 2003, quando le case sperimentava spesso prima dell’avvento degli schermi touch e quindi di design più limitati a causa della forma dello schermo. Stranamente, questo Blade non ha venduto molto.

    Anche in questo caso, il produttore non ha saputo concretizzare un’idea potenzialmente buona. Questa volta è Samsung che con Upstage ha provato a unire due dispositivi: un cellulare e un lettore MP3. Ognuno su un lato. Di fronte, il classico schermo e la tastiera; sul retro, un altro schermo e i tasti Play, Pause, Riavvolgimento rapido. Costava 150 dollari, ma quell’anno uscì il primo iPhone.

    Anche Nokia ci mise del suo per mettere a rischio l’allora dominante posizione commmerciale. Il 7600 era semplicemente strano. La sua forma non era rettangolare come quella degli altri cellulare. La società finlandese, nel 2003, commercializzà questo 7600 con un piccolo schermo al centro di una scocca quadrata. Anche carino a vedersi, ma molto difficile da tenere in tasca oppure da usare. I tasti erano disposti come cornice attorno allo schermo. Come giocare alla guerra dei pollici.

    Era il 1997 quando Motorola cercò di spostarsi dai classici cellulari sempre neri con questo StarTAC Rainbow che, come il nome lascia ben intendere, ha gettato sulla scocca ogni genere di colore, disposti a strisce. Il risultato è un cellulare che sembra disegnato da un bambino e la Didò e venduto a 1000 dollari.

    Il DV1 non era tutto da buttare, ma il suo design lascia molto a desiderare. L’idea era quello di un cellulare che puntasse molto sulla fotocamera e che, per certi elementi estetici, riprendesse lo stile delle videocamere compatte. In mezzo allo schermo e alla tastiera, era un cellulare a conchiglia, la fotocamera include una rotella dove selezionare la modalità di registrazione video o di scatto, quasi come fosse una supposta incastrata nel cellulare.

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