Google nei guai, Android viola le regole

Google nei guai, Android viola le regole
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    Google nei guai, Android viola le regole

    La Commissione Europea potrebbe multare Google per oltre 7,45 miliardi di dollari, visto che le app pre-caricate sugli smartphone Android portano ad un comportamento lesivo delle norme antitrust. Dopo le denunce del 2010 e il 2013, adesso l’azienda di Mountain View si vede accusata di usare Android per mettere in risalto i propri servizi. Scopriamo, quindi, più in dettaglio che cosa sta accadendo e come mai la Commissione Europea abbia iniziato a guardare da vicino il comportamento di Google, nei confronti dei produttori di smartphone Android.

    Dopo le voci di corridoio circolate negli scorsi giorni, adesso sappiamo che la Commissione Europea ha inviato a Google e alla parent company Alphabet uno statement of objections, che riguarda un’indagine antitrust ufficializzata nell’aprile 2015.

    Secondo la Commissione Europea, Google avrebbe abusato della propria posizione dominante per imporre alcune restrizioni ai produttori di device dotati del sistema operativo Android.

    La comunicazione inviata dalla Commissione Europea è principalmente focalizzata su tre comportamenti, ritenuti lesivi delle norme antitrust:

    - I produttori di device Android sono obbligati a preinstallare Google Search e il browser Google Chrome, impostando Google Search come browser predefinito. Queste azioni permetterebbero di ottenere in licenza determinate app di cui Google detiene i diritti.
    - I fabbricanti non possono vendere dispositivi mobili con sistemi operativi concorrenti e basati sul codice sorgente aperto di Android.
    - Inoltre, Google offre incentivi finanziari per produttori e operatori di reti mobili, a patto che preinstallino esclusivamente Google Search sui device.

    Ovviamente, Google ha immediatamente replicato allo statement of objection annunciato dalla Commissione Europea, in merito all’indagine riguardante il sistema operativo Android.

    La replica è stata affidata a un post sul blog ufficiale, in cui Kent Walker, Senior Vice President & General Counsel, porta l’attenzione sulla natura aperta e gratuita di Android. Non solo, secondo Google, Android è supportato da tantissimi partner hardware, fin dal 2007. Inoltre, Google sottolinea l’importanza del modello di business di Android, che permette ai produttori di mantenere costi bassi e un’elevata flessibilità.

    Se da un lato Android è un sistema operativo “aperto”, dall’altro la Commissione ritiene che gli accordi siglati da Google con i produttori causano l’esclusione di app e servizi concorrenti dalla piattaforma. Google, per questo punto, ha risposto citando il caso Amazon, in particolare i device della linea Fire, basati su una versione custom di Android e venduti senza il Play Store dell’azienda di Mountain View.

    Di fatto, nelle prossime settimane, la Commissione Europea analizzerà se Google stia o meno avendo un comportamento lesivo delle norme antitrust, attuato attraverso la firma di accordi di esclusivitià e incentivi finanziari. Tuttavia, per il momento, sappiamo che lo “scontro” tra Google e la Commissione Europea è appena iniziato.

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