Le più belle bufale di Facebook: la top 5

Le più belle bufale di Facebook: la top 5
da in Facebook, Social Media

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    Facebook è la patria delle bufale perché è il contenitore dentro al quale si riversa l’attività online di oltre un essere umano su sette al mondo. Vista, peraltro, la media del livello di cognizione online, non è una sorpresa che circolino sul social network tantissime notizie fasulle e catene di Sant’Antonio davvero imbarazzanti, ma che continuano a “mietere vittime” di giorno in giorno. Da Facebook Gold a quello a pagamento, dai nasi di cane utilizzati per i joystick della Playstation fino a presunte dichiarazioni del Papa, abbiamo selezionato una top 5 tra quelle più divertenti, tralasciando quelle inguardabili che pubblicano foto di bambini o animali maltrattati oppure di aborti e quant’altro sarebbe meglio lasciar stare, neppure per scherzo.

    Una bufalazza per eccellenza, che in una sua variante dice addirittura “Dal 12 aprile (senza specificare l’anno, NDR) sarà possibile scoprire chi visita il tuo profilo e quante volte“. Questo esempio è emblematico sul livello di pericolosità, dato che molte volte ci sono link a siti malevoli che è meglio non toccare nemmeno.

    Facciamo un piccolo passo indietro allo scorso campionato di MotoGP con la celeberrima collisione tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Ebbene, un utente ha semplicemente condiviso una notizia di un popolare sito online sul Papa, andando a cambiare manualmente il testo d’attacco con la frase: “Marquez è uno str0nz0, io sto con Vale“. Come vi abbiamo già raccontato, buona parte degli utilizzatori di Facebook non apre il link che condivide e la frittata è presto fatta.

    Questa vince a mani basse per assurdità: vista la superficie nera un po’ zigrinata dei joypad dei joystick di Playstation e Xbox, c’è chi ha pensato bene di raccontare che fossero derivati dai tartufi ossia dai nasi dei cani. L’allarme era stato lanciato dalla “Sede sarda di Vegani Uniti in Rete”.

    Un classicissimo è quello di Facebook Gold Account ossia di una fantomatica iscrizione a un servizio plus che consente di poter aprire immagini che altrimenti non sono visualizzabili. Nata addirittura nel 2010, questa burla ha continuato a vivere fino a oggi sfruttando – anche qui – tecniche di scam che mettono in pericolo l’utente. O meglio dire l’utonto.

    Infine, la regina delle bufale ossia quella che annuncia che Facebook diventerà a pagamento e che – se si vuole continuare a utilizzare – necessita di una sottoscrizione di abbonamento. Tuttavia, se si condivide il messaggio lo si avrà naturalmente gratis.

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