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Cinque anni senza Steve Jobs: i social lo celebrano, Apple no

Cinque anni senza Steve Jobs: i social lo celebrano, Apple no
da in Apple, Steve Jobs
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    Sono passati cinque anni dalla morte di Steve Jobs, il celeberrimo co-fondatore di Apple che si è spento il 5 ottobre del 2011 dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas molto raro, che l’aveva colpito circa dieci anni prima. Quattro anni senza l’iCEO che ha plasmato il mondo della tecnologia soprattutto mobile andando a pescare (talvolta, per sua stessa ammissione, rubare) trend e innovazioni già esistenti e compattandole all’interno di dispositivi che hanno fatto storia e la stanno continuando a fare, da iPhone a iPad passando per gli iPod e i Mac. Certo, ora Cupertino si sta più “adeguando” a ciò che i competitor presentano, ma la figura di Jobs, soprattutto a livello di marketing e comunicazione, sta continuando a lasciare il segno. Significativo che Apple non abbia (ancora) allestito una pagina di ricordo, mentre su Twitter si sta già scatenando l’hashtag #stevejobs e pure su Facebook fioccano post dedicatigli.

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    Ecco una serie di Tweet che sono comparsi a ricordo dell’iCeo:


    Tim Cook ha condiviso due anni fa una lettera che ha scritto in occasione del terzo anniversario dalla scomparsa di Steve Jobs: l’amministratore delegato di Apple non si è certo dimenticato del suo illustre predeccessore e le sue frase hanno fatto rapidamente il giro del web. Il nuovo AD si rivolge direttamente al team e esordisce affermando che “Molti di voi penseranno a lui in questo giorno, come lo farò anche io“. Poi si concentra in modo un po’ evangelico a raccontare quanto Jobs abbia contribuito a rendere il mondo un posto migliore, permettendo ai bambini di imparare in nuovi modi grazie ai prodotti che sognava di realizzare e ai creativi di comporre musica, scrivere libri e poesie. Un po’ come una tela per i capolavori degli artisti. Cook poi continua scrivendo che la visione di Jobs va oltre la sua morte fisica dato che i valori che ha impostato rimarranno per sempre alla base di Apple. L’influenza che ha impresso continua ancora oggi sui prodotti e progetti che nascono a tre anni dalla morte. Si può essere d’accordo con quanto scritto, anche se inevitabilmente il tono è quasi religioso nei confronti di una divinità, tuttavia è innegabile che Apple si è evoluta andando persino contro i paradigmi dell’iCeo come l’idea di un solo modello di iPhone e di dimensioni rigorosamente solo da 3.5 pollici per un cellulare e 10 pollici per un tablet.

    Stay Hungry, stay foolish: il discorso di Steve Jobs

    Steve Jobs è morto il 6 ottobre 2011 e la notizia è giunta in Italia al risveglio lasciandoci tutti senza parole. Non perché non fossimo consci della sua delicatissima situazione, ma proprio per via del drammatico gioco delle coincidenze (coincidenze?) che ha voluto che il papà di Apple se ne andasse due giorni dopo il lancio del nuovo smartphone iPhone 4s. Il co-fondatore del colosso di Cupertino si è spento a 56 anni soltanto, a causa di un tumore al pancreas contro il quale lottava da anni.

    Il web intero a partire dai social network, tutta la stampa e anche i rivali gli rendono omaggio. Qui sopra, il video del discorso ai neo-laureati dell’Università di Stanford, sottotitolato in italiano.

    Steve Jobs Tim Cook

    Diagnosticato nel 2004, il male al pancreas (uno dei più terribili, il suo caso era peraltro molto raro) ha portato via Steve Jobs a due giorni soltanto dalla presentazione di iPhone 4s, uno degli oggetti tecnologici più venduti e amati di tutti i tempi per Cupertino, perla di una carriera che ha brillato non solo nel settore informatico. Durante l’ultima estate della propria vita Steve Jobs si era ritirato dal ruolo di Amministratore Delegato di Apple, “Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato“, lasciando il posto a Tim Cook, proprio per l’aggravarsi delle condizioni. Era diventato presidente, simbolico, di Apple. La società fondata nel 1976 insieme a Steve Wozniak, dalla quale è stato clamorosamente licenziato nel 1985.

    Steve Jobs Pixar

    Partendo nuovamente da zero, Steve Jobs fondò un’altra creatura di successo, la Pixar, ora nelle mani di Disney. Poi il ritorno alla Apple nel 1996 con i trionfi dei Mac, degli iPod, e più recentemente di iPad e iPhone, ma anche iTunes. Anche Barack Obama, che l’aveva accolto a cena insieme agli altri guru dell’hitech, lo ricordava come “Uno tra i più grandi innovatori d’America“.

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