Galaxy Note 7 batteria, svelate le cause delle esplosioni e incendi

da , il

    Galaxy Note 7 batteria, svelate le cause delle esplosioni e incendi

    Dopo il ritiro del Galaxy Note 7 dal mercato, Samsung ha avviato un’indagine interna per comprendere i motivi delle esplosioni che si sono verificate in tutto il mondo. Ci sono voluti mesi di indagini e centinaia di ingegneri per giungere alle cause del surriscaldamento e delle esplosioni delle batterie del Galaxy Note 7. Andiamo alla scoperta dei dettagli tecnici rilasciati dalla stessa Samsung in una conferenza ufficiale che si è tenuta a Seoul.

    Samsung Electronics è riuscita ad individuare i problemi che riguardavano le batterie presenti nei Galaxy Note 7. Il phablet dell’azienda coreana è stato al centro di un richiamo a livello globale. Il 96% delle unità vendute sono ritornate alla casa madre Nel frattempo, la produzione di questo modello è stata sospesa permanentemente.

    Attraverso il lavoro di 700 ingegneri che hanno testato oltre 200 mila dispositivi e più di 30 mila batterie, e di organizzazioni di terze parti (UL, Exponent and TÜV Rheinland); Samsung è giunta alla conclusione che le esplosioni dei Galaxy Note 7 sono implicabili alle batterie impiegate.

    Le batterie originarie del Galaxy Note 7, fornite da Samsung SDI, avevano un contenitore troppo piccolo. Di fatto, gli elettrodi negativi erano piegati verso l’interno e lo spazio per l’espansione della batteria non era sufficiente. Tutto ciò comportava un cortocircuito con conseguente surriscaldamento ed esplosione del dispositivo.

    Di fronte a queste problematiche, Samsung decise di sostituire le batterie di Samsung SDI con quelle prodotte da Amperex Technology. Con un ordine di 10 milioni di batterie, Amperex Technology si è trovata in difficoltà e causa di scadenze molto ravvicinate, sono stati introdotti errori nella fase di produzione. Infatti, in quest’ultime batterie, la rottura dei punti di saldatura causava il contatto tra anodo e catodo, mentre in altri casi non era presente nastro isolante sul polo positivo.

    Samsung ha stimato i costi del richiamo dei Galaxy Note 7 in circa 5,3 miliardi di dollari ed ha deciso di adottare una politica di controllo qualità delle batterie migliore, rispetto al passato.

    Il controllo qualità delle batterie sarà suddiviso in 8 punti: ispezione visiva per il rispetto degli standard di sicurezza, test con i raggi X per individuare potenziali difetti, test carica e scarica, ricerca di eventuali perdite, smontaggio della batteria per controllo qualità componenti, verifica delle variazione di tensione e test di durata in presenza di sovraccarico, rotture e temperature estreme.

    Tutto ciò ha come principale obiettivo quello per cui non si verifichi, nuovamente, un altro caso Note 7. Ricordiamo, infine, che il nuovo Galaxy S8 è stato rinviato, forse a causa delle indagini e dell’introduzione del Battery Safety Check.