La luna artificiale russa Mayak che brillerà di notte

Il satellite speciale dell'agenzia russa potrebbe essere messo presto in orbita andando a riflettere i raggi solari come una seconda luna

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    La luna artificiale russa Mayak che brillerà di notte

    Si chiamerà Mayak, che in russo significa Faro e sarà una vera e propria luna artificiale che brillerà notevolmente nel cielo notturno diventando il secondo oggetto più luminoso del cielo dopo la Luna, quella vera. Interessantissimo questo progetto dell’agenzia spaziale russa che potrebbe portare a metà luglio un nuovo oggetto che sarà individuabile di notte andando a superare i protagonisti del firmamento come Venere, Marte, Sirio nonché la Stazione Spaziale Internazionale.

    Tuttavia, non è ancora certo il suo destino, scopriamone di più dopo la continuazione.

    Trattasi di un CubeSat russo rifornito di speciali riflettori solari in grado di poter, appunto, riflettere in modo consistente i raggi solari ben al di sopra della notte terrestre, venendo raggiunto dalla luce della nostra stella, che sarà visibile, in un piccolissimo suo spicchio, anche sulla terra.

    La magnitudine di Mayak

    Mayak dovrebbe avere un magnitudine apparente di -10, andando ben oltre la ISS che è di -6 così come di Venere che raggiunge i -5, ma – naturalmente – dietro in modo netto alla Luna che è di -13 (ed è immensamente più grande e ben visibile) e non parliamo nemmeno del Sole che è di -27. Ma di cosa stiamo parlando, quanto e quando sarà visibile?

    Che cos’è Mayak

    Mayak è stato progettato e costruito dagli studenti del Politecnico di Mosca ed è integrato all’interno di un satellite standard 3U CubeSat. Misura appena 340.5 x 100 x 100 mm per un peso piuma di 3.6 kg (7.9 lb). All’interno trova spazio una sorgente di energia, sistema di controllo e, appunto, i riflettori solari che renderanno visibile in modo migliore il satellite.

    Dovrebbe essere a bordo della Soyuz-2.1a del prossimo 14 Luglio ma non è ancora sicuro al 100%. Potrebbe essere molto utile anche per calcolare la magnitudine apparente di piccoli apparecchi spaziali e testerebbe un sistema di freni aerodinamici per la messa in orbita e la dismissione dei satelliti futuri.