Amazon ha evaso le tasse: stangata da 250 milioni

Il colosso americano dell'e-commerce deve versare una ingente somma per via di benefici fiscali non dovuti al Lussemburgo, tutti i dettagli

da , il

    Amazon ha evaso le tasse: stangata da 250 milioni

    La Commissione Europea chiede 250 milioni di euro a Amazon che è stata ritenuta colpevole di aver goduto di benefici fiscali non dovuti dal Lussemburgo. Una stangata che va a seguire un percorso iniziato ormai tre anni fa, da quando l’Unione ha iniziato a indagare più a fondo in merito alla condotta dei giganti del commercio e dell’informatica americani che agiscono nel Vecchio Continente muovendosi spesso al limite del regolamento.

    Se non oltre, anche grazie a una certa politica di maniche larghe di alcuni stati dove già il regime fiscale è più interessante, ma lo è reso ancora di più da un lasciar fare piuttosto evidente. La risposta di Bezos non si è fatta attendere: “Nessun trattamento di favore ricevuto, tutte le tasse sono state pagate” così come quella del Granducato che sottolinea le “Scelte fiscali non illegali“. Come finirà la vicenda? Facciamo il punto e guardiamo i precedenti.

    Partiamo da un punto fondamentale: non è realtà che ora Amazon dica Ok va bene ecco un bell’assegno da 250 milioni di euro. D’altra parte c’è un precedente che è tanto vicino nel tempo quanto ancora più ingente: l’Irlanda e dunque partendo da Apple avrebbe dovuto versare 13 miliardi di imposte entro il 3 gennaio, dietro “invito” della Commissione. Ma il termine è arrivato e proprio ieri è scattata la procedura di infrazione.

    Il caso di Amazon e del Lussemburgo

    Amazon e il Lussemburgo hanno probabilmente concordato un tax ruling ossia un trattamento di favore e personalizzato sulle tasse da pagare. Qualcosa che già era avvenuto con il precedente Apple-Irlanda dove venivano caricati costi deducibili in merito ad attività di research and development ossia ricerca e sviluppo così da abbassare la voce imponibile.

    Tuttavia, secondo la Commissione Europea, anche nel caso di Amazon e il Lussemburgo la diminuzione delle tasse non è giustificata in modo valido. E l’accordo è di lungo periodo, molto lungo dato che era iniziato nel 2003 e prolungato nel 2011.

    L’elusione cadrebbe nel passaggio degli utili da Amazon Eu, controllata di Amazon e soggetta a tassazione in Lussemburgo, verso una holding non soggetta a tassazione ossia la Amazon Europe Holding Technologies (Aeht). Come spiegato dalla commissaria europea alla Concorrenza, Margrethe Vestager: “Il Lussemburgo ha concesso sgravi fiscali illegali ad Amazon. Il risultato è che quasi tre quarti degli utili di Amazon diventavano esenti da tassazione così che Amazon ha pagato quattro volte meno tasse rispetto ad altre compagnie locali soggette alla medesime leggi nazionali in materia tributaria“.

    Le conseguenze per Amazon

    C’è chi ha già affermato che nella vicenda non si vuole tirare in ballo l’attuale presidente della Commissione, Jean- Claude Juncker, che proprio nel 2003 era capo del governo nonché ministro delle Finanze lussemburghesi e dunque si può verosimilmente immaginare come più che informato e coinvolto nei fatti. Ma la Vestager ha già specificato che: “Noi investighiamo sul comportamento degli Stati, non si tratta di un investigare dal punto di vista penale su single persone“.

    I precedenti sono numerosi: Fiat Finance and Trade e a Starbucks si erano alleggeriti tra i 20 e i 30 milioni tra Lussemburgo e Olanda due anni fa, lo stesso Belgio aveva aperto le proprie porte a 35 colossi multinazionali e l’anno scorso, appunto, Apple e Irlanda.