Il drone defribillatore che vola per salvare vite

Il piccolo quadricottero vola velocemente per trasportare questo importante strumento che può letteralmente resuscitare persone in difficoltà

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    Il drone defribillatore che vola per salvare vite

    Tecnologia al servizio della medicina ancora protagonista delle cronache delle innovazioni più interessanti con questo speciale drone pensato appositamente per trasportare un dispositivo salvavita come il defribrillatore, che può arrivare al cielo e può andare a far battere nuovamente il cuore che si è fermato per via di un infarto oppure per un incidente grave.

    Il suo lancio sembra atteso per il prossimo anno così da diminuire drasticamente le tempistiche per una procedura che può davvero salvare vite. La startup che sta lavorando a questo progetto si chiama Flirtey e non fa altro che proseguire un discorso iniziato tempo fa, che vi riassumiamo dopo il salto.

    Una clinica robotizzata, in realtà molto simile a una mini ambulanza che non richiede pilota, potrebbe presto arrivare dritta sotto casa nell’eventualità di necessità. E non è tutto qui perché se la situazione è particolarmente grave, può trasportare il paziente nella clinica. Be’, in fin dei conti è un normale mezzo automatizzato che si avvale di sensori, GPS e connessione cosa c’è di così particolare?

    L’emergenza nel mondo tech

    Di particolare c’è che funziona in combinazione con una serie molto ampia di sensori posizionati in casa oltre che sul paziente stesso che potrebbero andare a rivoluzionare un settore dove la tecnologia è sì applicata, ma non così profondamente come ci si aspetterebbe dalle ultime innovazioni tecnologiche. Scopriamone di più dopo la continuazione.

    I fautori di questa innovazioni sono i designer di Artefact Group, di Seattle, che hanno pensato a un intero sistema da mettere in pratica per migliorare in modo deciso la sanità seguendo una via tecnologia. Come? Attraverso monitoraggio passivo e non invasivo operato in tempo reale attraverso la combinazione tra appositi sensori e un’applicazione per smartphone.

    Una rete di sensori e di rilevamenti

    Immaginate la casa come zeppa di sensori tutti collegati tra loro e posizionati nei posti più strategici dunque ad esempio l’armadietto dei medicinali per avere sempre tutto sotto controllo e non rimanere mai senza, la cucina per gli alimenti e relative intolleranze e allergie e il bagno vero e proprio perché… laboratorio di analisi quotidiano. Ebbene, uniteli a sensori biometrici come per il battito cardiaco, livello glucosio o altra sostanza sensibile, analisi temperatura, ecc.. e avrete la struttura di base di ciò che serve per un quadro clinico in costante evoluzione.

    Quando qualcosa va storto?

    L’azione del sistema robotizzato

    Quando qualcosa va storto, come ad esempio per valori biometrici non così in linea o addirittura pericolosi, il sistema crea una sorta di allarme, la condizione clinica viene flaggata come degna di attenzione e la clinica robotica si presenta puntuale per trasportare al pronto soccorso.

    Interessante, speriamo che dia una spinta a un settore un po’ sonnacchioso come quello che riguarda in generale la sanità. Quanto tempo passerà prima che tutti avremo un chip sottopelle con dentro la nostra storia clinica e tutte le informazioni fondamentali in caso di emergenza?