Android ultime versioni: dal passato alla più recente

Le ultime versioni di Android con gli aggiornamenti disponibili, come si è evoluto il sistema operativo di Google dal momento del suo debutto fino al più recente da scaricare

da , il

    Android ultime versioni: dal passato alla più recente

    Dieci anni di Android con le ultime versioni ultima nata 8.1 Oreo. Un decennio che ha rivoluzionato il concetto di sistema operativo mobile da quel 5 novembre 2007 in cui si toglievano i veli dall’OS del robottino verde che ora è installato su 2 miliardi di dispositivi in tutto il mondo, risultando il vero e proprio software universale e globale. Centoventi mesi che hanno dimostrato quanto fosse buona l’idea di Google di acquisire il progetto per “appena” 50 milioni di dollari e riversarci sopra investimenti importanti, col risultato di riceverne in cambio una vera fortuna.

    Ripercorriamo la storia di Android, rivivendo questo fantastico viaggio che rappresenta l’ennesimo caso di sogno americano dall’idea di un singolo team a un progetto che ha visto il rilascio di tantissimi update fino alle fortunate ultime versioni di Android che hanno reso l’esperienza sempre più appagante e ricca.

    Un decennio insieme ad Android dalla primissima versione 1.0 fino a quella attuale 8.1 Oreo per innumerevoli updates che hanno fatto sì che l’OS con simbolo del robottino verde potesse diventare uno dei progetti più di successo della storia dell’informatica. Attualmente, è montato a bordo dell’82% degli smartphone e sul 66% dei tablet (dati riferiti all’ultimo trimestre del 2016) ottenendo più accessi online addirittura che Windows.

    Le origini di Android

    Hacking team android

    Le origini di Android risalgono al 2003 quando Andy Rubin (foto), insieme a Rich Miner, Chris White e Nick Sears fondano una startup per lavorare a un sistema operativo per dispositivi mobile. Non erano certo sconosciuti visto che Rubin e Miner avevano co-fondato Danger (e quest’ultimo anche la Wildfire Communication), White era autore di UI di Web TV) e Sears nientemeno che il vicepresidente dell’operatore americano T-Mobile. Il nome della neonata società era Android Inc.

    Nei primi mesi, la startup operò in segreto terminando presto il budget prefissato, che venne rimpolpato da ulteriori 10000 dollari versati da un amico di Rubin, tale Steve Perlman, praticamente a fondo perduto e senza diventare parte integrante del progetto. Visto che, seppur segreto, il progetto filava a gonfie vele, arrivò direttamente negli uffici di Google, che presentò un’offerta all’epoca sontuosa di 50 milioni di dollari.

    Offerta che fu accettata così che il 17 agosto del 2005 tutto passò nelle mani del colosso di Mountain View che aveva trovato l’approdo per tentare la conquista del settore mobile in prima persona. Andy Rubin rimase a capo del progetto, una decisione molto saggia da parte di Google, che così non interruppe il flusso e continuò a lavorare sulle fondamenta di un software basato su kernel Linux.

    La presentazione ufficiale di Android avvenne appunto dieci anni fa, il 5 novembre 2007 con la neonata OHA – Open Handset Alliance che vedeva Google insieme a produttori di hardware come HTC e Samsung, carrier telefonici come Sprint Nextel e T-Mobile (e Telecom Italia), fornitori di microprocessori come Qualcomm e Texas Instruments Incorporated.

    Leggi anche: Android e l'OHA

    Che cos’è Android, il glossario

    Android logo games

    Che cos’è Android? Definirlo come sistema operativo è riduttivo anche se corretto, per fare un po’ di ordine abbiamo organizzato una sorta di glossario che ne racconta ogni funzione e aspetto.

    GOOGLE PLAY: una volta noto come Android Market, è lo store di contenuti da installare come applicazioni, giochi, sfondi, musica, video, film e libri. Ci si registra con l’utenza e si paga tutto online. Ormai il numero di apps è ben superiore al milione.

    OPEN SOURCE: l’anima di Android è Open Source, come da progetto iniziale – vedi paragrafo precedente – dunque questa è la sua natura. Basato su kernel Linux 2.6 e 3.x (da Android 4.0 in poi), con middleware, facente forza anche sulle Librerie e API scritte in C (o C++) in un primo momento, da KitKat in poi si è virato su Dalvik virtual machine passando a ART (Android RunTime) da 5.0 Lollipop.

    AGGIORNAMENTI: croce e delizia del sistema operativo che è in continuo miglioramento e mutamento nell’estetica, nella grafica e nei contenuti. Il dispositivo si acquista e si veste di nuovo ogni volta, finché gli aggiornamenti non vengono sospesi e allora si giunge alla fine della “vita”. Continuare a usarlo seppur non più al passo coi tempi (soprattutto in termini di sicurezza)? Il rischio è quello. Senza dimenticare il fatto che molti updates vengono promessi e arrivano, se arrivano, molto tardi. Ogni aggiornamento di Android è naturalmente gratuito.

    LAUNCHER: il launcher è l’applicazione di sistema che gestisce tutto il resto. Si può intendere a ragione la homepage dalla quale gestire tutte le esperienze dunque le funzionalità, notifiche, contenuti, impostazioni e utility.

    ROBOTTINO VERDE: è il logo di Android, che non è mai cambiato nella sostanza, ma solo nell’estetica se così si può dire. Ogni versione del sistema operativo ha un nomignolo riferito a un dolce. Da KitKat in poi si è anche aperto a sponsorizzazioni commerciali, come anche di recente con Oreo.

    NEXUS: la prima famiglia di dispositivi Android che è iniziata con il glorioso Nexus One ed è proseguita fino a Nexus 6P e 5X. Erano prodotti da nomi molto importanti come LG, HTC e Samsung. In tutto abbiamo accolto: Nexus 5, Nexus 5X, Nexus 6, Nexus 6P, Nexus 9, Nexus 7, Nexus Player e il computer convertibile Pixel C.

    PIXEL: ha seguito Nexus sostituendolo, passando al settore premium con materiali costruttivi più di qualità così come un prezzo più importante. Dopo la prima generazione si è passati alla seconda di Pixel 2, sempre con lo zampino di LG e Huawei come produttori.

    Android 1: da Cupcake fino a Donut

    htc dream prime foto

    Android ha vissuto la propria alba con il primo smartphone che l’ha supportato ossia HTC Dream, che è stato presentato il 22 ottobre del 2008 caratterizzato dalla presenza di uno schermo touchscreen, di una tastiera fisica completa e da tutti quei componenti considerati indispensabili per il funzionamento: GPS, Wi-Fi, Bluetooth e connessione telefonica.

    La prima tornata di updates è proseguita con la versione 1.1 e 1.6 soprannominata Cupcake fino alla 1.6 Donut che ha proseguito l’ordine alfabetico con miglioramenti della veste grafica e nelle funzionalità.

    Android 2: da Eclair fino a Gingerbread

    Android Froyo

    Una seconda generazione ricca di colpi di scena e di novità quella di Android che è iniziata il 27 ottobre 2009 con Eclair 2.0 con il pieno supporto del Bluetooth anche per l’invio di file e non soltanto più per la comunicazione, l’introduzione del dizionario intelligente e dei live wallpaper. Nel 2010 è stato poi il turno di Froyo 2.2 con il nuovo kernel Linux 2.6.32, un nuovo compilatore JIT, V8 Engine per il JavaScript, finalmente la possibilità di utilizzare il telefono come modem senza fili con il tethering Wi-Fi nativo e l’ottima novità del poter installare le app sulla memoria SD. Android 2.3 Gingerbread introduceva il supporto all’NFC.

    Leggi anche: Android 2.0

    Android 3 Honeycomb

    android 3 honeycomb logo

    Android 3 Honeycomb si può ricordare come l’ultimo sistema operativo di Google espressamente pensato per il mondo dei tablet che portava un’interfaccia completamente rivista e corretta. Ma si è subito compreso che questa divisione non era più cosa.

    Android 4: da Ice Cream Sandwich a Kit Kat

    Android Kitkat di cioccolato

    Tre le versioni di Android nella quarta generazione: si è partiti con Ice Cream Sandwich alias 4.0 che è collimata con l’ufficialità del nuovo Samsung Galaxy Nexus andando finalmente a far coincidere le versioni tra tablet e smartphone. Veniva finalmente supportato in modo nativo il chip x86 e il dispositivo poteva fungere da touchpad multitouch se collegato a un PC. Inoltre, si garantiva la possibilità di scorrere nelle apps più recenti e di sincronizzare i bookmark del browser.

    Con Jelly Bean alias 4.2 si introducevano novità come il Circle Photosphere di Google, oltre che le notifiche interattive e l’assistente vocale Google Now che cercava di mettere qualche bastone tra le ruote a Siri. Fu presentata anche la versione Android 4.3 Jelly Bean con supporto all’OpenGL ES 3.0 e il Bluetooth 4.0, oltre che al multi-user e alle gestures. Android 4.4 KitKat debuttava a bordo dei nuovi Nexus ad esclusione del Galaxy Nexus e veniva migliorato sia l’assistente vocale sia l’Open Storage Framework per migliorare la gestione file.

    Android 5 Lollipop

    Android Lollipop

    Una delle caratteristiche fondamentali di Android 5 Lollipop è quella del Material Design ossia dell’interfaccia che unisce in modo trasversale e universale tutti i dispositivi. Viene inoltre notevolmente aumentata la disponibilità di contenuti multimediali nello store proprietario. I nuovi dispositivi che fanno il loro debutto con il nuovo OS sono Motorola Nexus 6, HTC Nexus 9 e ASUS Nexus Player, con la collaborazione – dunque – di tre brand molto prestigiosi.

    Android 6 Marshmallow

    Android 6.0 Marshmallow

    Android Marshmallow è la sesta generazione del sistema operativo di Google, che cerca di accentrare ancora di più l’uso dell’assistente digitale Now e aumenta in modo sensibile la sicurezza del dispositivo. Inoltre, aumenta in modo drammatico l’autonomia della batteria con Doze.

    Android 7 Nougat

    S7 Nougat

    La versione Nougat 7 era stata portata in dote dalla prima generazione di Pixel ossia Pixel e Pixel XL che aprivano alla nuova ventata all’insegna del premium sia nell’estetica sia nei prezzi assai pesanti e ben lontani da quelli dei Nexus. Si introduce il multi-windows e si punta più decisi sui pagamenti digitali sicuri.

    Leggi anche: Android 7 Nougat

    Android 8 Oreo

    Android 8 Oreo

    L’ultima versione del sistema operativo è Android 8 Oreo che ha debuttato a bordo della nuova generazione di Pixel ossia Pixel 2 e Pixel 2 XL, che seguono il trend dell’anno precedente apportando novità come lo schermo bezel-less in formato 18:9 e una fotocamera ancora più prestante sul retro. Tra le novità dell’OS c’è proprio una gestione più intelligente e profonda dello schermo, anche e soprattutto grazie al multi-windows.

    Leggi anche: Android 8.0 Oreo
    android 10 anni

    fonte infografica: StampaPrint