BlowCar, la microcar gonfiabile made in Italy

  • Commenti (3)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Foto: BlowCar

Al Motorshow 2011 abbiamo osservato con interesse le novità e BlowCar – alias l’auto gonfiabile – è una delle vetture più tecnologiche e innovative nel vero senso della parola. Soprattutto, è stata realizzata interamente in territorio italiano tra Torino e Pescara grazie al progetto dell’architetto Dario Di Camillo, che ha preso spunto dal settore areonautico e dalle sue tecnologie per aumentare notevolmente la sicurezza e abbattere i consumi. Come funziona e cosa offre? In fotogallery potete ammirare una serie di immagini dal vivo della vettura.

BlowCar è stato presentata in anteprima mondiale al Motorshow 2011 di Bologna con un prototipo perfettamente funzionante. Si dedica al settore delle microcar che devono circolare in una dimensione cittadina con piccoli spostamenti, soprattutto nel traffico di punta e alla ricerca di parcheggi anche minimi.

Perché viene definita auto-gonfiabile? Perché il buon Dario Di Camillo ha sfruttato la tecnologia aeronautica inflatable systems, che si può abitualmente incontrare ad esempio negli scivoli di emergenza così come negli airbag che attutiscono la caduta delle sonde spaziali o ancora nei paracadute.

Queste strutture gonfiabili possono così andare ad affiancare se non a sostituire le lamiere più esterne della vettura. I vantaggi sono molteplici: si abbattono i costi di produzione e dunque quello di vendita, aumenta la leggerezza e diminuiscono i danni in caso di incidente. A proposito di Motorshow 2011 tecnologico, leggi il nostro reportage sulle novità Ford.

Mar 06/12/2011 da Diego Barbera in

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
Daneel 6 dicembre 2011 12:58
Subtract karmaAdd karma

Grazie a Dio esiste l’omologazione e spero che questo governo inasprisca le leggi e le punizioni per i guidatori e porti la patente VERA anche sulle microcar e i motorini (ma dovrebbero farlo anche sulle biciclette su strada). Nessuno a spiegato a questo signore che le auto sono fatte di proposito per accartocciarsi? Lo sa che l’intera struttura dell’auto serve ad attutire l’urto con un ostacolo? Eppure tutte le persone dell’età del progettista si ricordano le auto-carro-armato che si scalfivano appena anche a velocità non basse e uccidevano i passeggeri che diventavano biglie impazzati dentro un frullatore.
Praticamente la sua auto in un incidente si buca istantaneamente così l’ostacolo colpisce direttamente il motore che ti entra in gola, una specie di pistola sempre carica. Nella mia vita ho fatto un solo incidente tamponando l’auto che mi procedeva e nonostante abbia frenato abbastanza tanto da non far scoppiare gli airbags la mia auto si è accartocciata con 3mila euro di danni ma le lamiere hanno ammortizzato talmente bene l’urto che nessun componente meccanico è stato danneggiato ed io e i passeggeri dell’auto successiva non ci siamo fatti un graffio. Se avessi guidato questa auto il rivestimento sarebbe scoppiato, l’impatto sarebbe stato con le travi del telaio e con il motore; le prime avrebbero forato l’auto successiva come delle lance assassine ed il secondo me lo sarei trovato al posto mio uccidendomi.
Che innovazione!!!
Oltretutto questo genio non ha minimamente pensato che il peso dell’auto serve anche a tenere l’auto in strada, specie in curva, e se già la panda oscilla pericolosamente in autostrada quando c’è un poco di vento o viene sorpassata la sua verrebbe letteralmente sbalzata via e non mi si venga a dire che queste auto sono solo da città perché le autostrade sono stracolme di atos, smart, panda e anche microcar.

Rispondi Segnala abuso
Fierce 6 dicembre 2011 18:40
Subtract karmaAdd karma

Si tratta di una citycar, si presuppone che gli incidenti in città non avvengano a velocità superiori a 50km/h.

Segnala abuso
Pino Scotto 9 dicembre 2011 13:37
Subtract karmaAdd karma

sto ciarlatano di Daneel è pagato dai produttori d’auto e dalle società petrolifere?

Rispondi Segnala abuso