Distributori automatici di granchi vivi, congelati, in Cina (video)

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distributore automatico granchi

Distributori automatici di granchi. Vivi. E’ questa l’idea di un imprenditore cinese di stanza a Nanjing che ha inaugurato recentemente questo piccolo punto vendita automatizzato della prelibata varietà Shanghai Hairy Crabs. Nel video dopo il salto viene mostrato nei dettagli.

Gli animali sono conservati a una temperatura di cinque gradi Celsius che li dovrebbe ibernare e dunque “addormentare” per garantire poi una massima qualità in cottura. Il costo è di circa un terzo minore rispetto al mercato tradizionale, ovviamente il video sta rapidamente stimolando le opinioni del web.

I granchi sono stivati in piccole confezioni di plastica, nel servizio della TV si può osservare che l’ibernazione è parziale visto che continuano a muoversi nella loro prigione nel gelo dei 5 gradi. Una volta inserita la banconota, la confezione cade pesantemente a terra fino all’uscita sottostante per il prelievo.

Il giornalista apre lo scrigno e il granchio riprende vita. Il costo è compreso tra 120-600 10-50 Yuan cinesi ossia circa 1 e 5-6 euro cadauno. Da quanto si può capire nel video è proposta una soluzione in caso di “morte” del granchio dopo il prelievo dalla macchina automatizzata: 3 crediti in cambio, per il disturbo.

Il video che mostra il distributore.

Tre granchi in cambio di uno morto, per garantire la massima freschezza al cliente. E’ solo l’ultima nonché la più inquietante idea degli imprenditori dei distributori automatici. In passato avevamo incontrato soluzioni più divertenti e di certo meno macabre: quello di gelati con sorrisometro, quello inverso di lattine per recuperare alluminio, ma anche di monopattini, di scarpe da ginnastica

Fonte | Japanprobe

Sab 23/10/2010 da Diego Barbera in

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Rioda 23 ottobre 2010 16:42
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che schifo la cina

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Paolo 23 ottobre 2010 18:13
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La Cina farà anche schifo, ma questo è il Giappone…

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Rest 23 ottobre 2010 18:58
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120 Yuan sono circa 10 euro, 600 yuan sono circa 55€ … non 5 come dice l’articolo. Inoltre mi sorge un dubbio: che qui si parli di GIAPPONE e non di Cina (e quindi di Yen Giapponesi)

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Rest 23 ottobre 2010 19:00
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Sì, si parla proprio di GIAPPONE e di YEN, non di CINA e di YUAN. Mi sembrava strano (basta vedere in fonte, che peraltro si chiama “Japanprobe”).
Scusate ma gli articoli li scrivete col cu*o??? CIoè un po’ di superficialità va bene ma così è eccessivo caxxo.

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Diego Barbera
Diego 23 ottobre 2010 23:07
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Non è in Giappone. Nanjing (Nanchino) è in Cina, il video è in lingua giapponese perché è un servizio della tv giapponese, preso da un articolo di un sito giapponese, tuttavia si riferisce alla Cina.
Infatti nel servizio avevano fatto già la conversione yuan-yen, ho aggiornato i prezzi.

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Rest 24 ottobre 2010 00:17
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Il cambio Yuan/euro è comunque sbagliato per come è scritto nell’articolo ;)

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Rest 24 ottobre 2010 00:17
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ok ora è giusto, pardon

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