Le impronte per pagare

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Il bullo si avvicina al distributore di merendine, trascinando lo sfigato occhialuto per la mano, prende il ditini del povero ragazzino e lo preme sul lettore di impronte e poi se ne va con il bottino appena ritirato. Scenario reso possibile dalla nuova frontiera del pagamento veloce e semplice.

In Georgia, che non è la repubblica nella cintura tra Europa e Asia ma uno degli stati degli USA, è possibile infatti vedere un nuovo sistema di pagamento nelle scuole elementari e l’equivalente delle nostre medie. Per ovviare al problema del denaro che i piccini portano con sè per la merenda o per le bevande che spesso causa problemi di disordine e di microcriminalità, da tempo si era sostituito il denaro cash con un “conto” disponibile per ciascuno studente accessibile tramite un codice pin. I ragazzini si recavano in caffetteria o ai distrubutori e ritiravano i prodotti inserendo tale codice. Per velocizzare ancora di più questo procedimento ecco spuntare fuori i lettori di impronte digitali: immediati, ognuno ha la sua inimitabile, economici. Nella città di Rome (!!) in Georgia appunto la discussione è già accesa: i genitori sono contrari a questo sistema che scheda tutti i pargoli e di fatto si tende sempre a rifiutare le novità tecnologiche.
Paranoie che non sembrano turbare gli amministratori delle scuole che stanno terminando l’installazione dei lettori negli istituti.

Gio 07/09/2006 da Diego Barbera

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