Il fondatore di MegaUpload è libero, ma non di navigare sul web

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kim dotcom scarcerato

Kim Dotcom, il fondatore di Megavideo e Megaupload, è stato scarcerato dalla polizia neozelandese che lo deteneva sin dalla retata dell’FBI che ha portato alla chiusura dei due portali leader nel settore del video streaming e del file sharing. Dotcom è stato liberato dietro pagamento della cauzione e ha l’obbligo di non lasciare i dintorni di casa, ma non solo perché gli sarà anche impedito di navigare sul web, magari per cercare di rimettere su l’impero decaduto. Scarcerato sì, ma scollegato, come si comporterà ora il buon Dotcom?

E’ passato da una vita fatta di conigliette di playboy che zompettavano tra piscine, enormi saloni di ville sfarzose o sulla scaletta di jet privati e elicotteri alle solitarie sbarre neozelandesi. Kim Dotcom ha visto il proprio impero infrangersi lo scorso gennaio, dopo la retata dell’FBI che ha immediatamente spento i portali accusati di violare sistematicamente il copyright. E’ stato il primo passo del periodo del terrore che sta coinvolgendo tutti i servizi simili a quelli fondati da Dotcom.

Megavideo era il sito che conteneva migliaia e migliaia di film e filmati protetti dal copyright, che erano liberamente visualizzabili da qualsiasi computer connesso al web. Megaupload era invece il regno del file sharing, per scaricare e condividere file altrettanto illegali come canzoni, album, film e quant’altro. Poi era presente anche Megaporn dedicato ai contenuti a luci rosse. Ebbene, tutti questi portali sono stati spenti. I rivali/colleghi ora si sono divisi: c’è chi come Rapidshare è passato dall’altra parte della barricata combattendo la pirateria e chi trema perché rischia di essere la prossima testa a cadere, come Hotfile.

Per tutti questi motivi, Kim DotCom (che aveva già richiesto il rilascio tempo fa) difficilmente uscirà dal carcere e ripartirà all’assalto, perché giuridicamente è un morto che cammina e le indagini su di lui continuano a imperversare. Ovviamente si è potuto permettere la cauzione e ora è (semi)libero, ma dovrà rispettare una serie di restrizioni classiche. Non potrà infatti uscire da un raggio di 80 km intorno alla propria villa di Coatesville in Nuova Zelanda e per spostamenti in quest’area dovrà comunque contattare la polizia con 24 di anticipo.

Ma soprattutto non potrà connettersi al web con nessun dispositivo. Non tanto per rimettere su un improbabile Megaupload/Megavideo bis (come sostiene il giudice neozelandese) quanto piuttosto per mettere il bastone tra le ruote alla difesa del ragazzone. Che sta cercando in tutti i modi di evitare l’estradizione negli Stati Uniti e dunque grane immense. Ma sarà difficile evitarlo, buona parte delle prove è stata raccolta e il caso Megavideo/Megaupload sarà utilizzato come precedente per la crociata delle etichette musicali e delle major cinematografiche, unite contro la pirateria online.

Fonte | Cnet

Mer 22/02/2012 da Diego Barbera

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Infamita 23 febbraio 2012 20:59
Subtract karmaAdd karma1 Punti

lo hanno punito peggio di un terrorista ………

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