Naviga su Internet a lavoro e telefona agli amici, impiegato assolto

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impiegato lavoro

Navigava su Internet per motivi privati e telefonava o mandava messaggi testuali agli amici e famigliari usando il cellulare aziendale. L’impiegato protagonista di questa vicenda potrebbe avere migliaia di nomi diversi, di età, di residenze… è un caso che ne rappresenta molteplici. Ma questa volta il fatto è terminato alla Cassazione (41709/10) creando un precedente di grande importanza, già perché il lavoratore è stato assolto e ha così generato un appiglio per qualsiasi caso simile futuro. Un dipendente colto sul fatto a sfruttare le risorse dell’azienda pubblica – come in questo caso – oppure privata, potrà cavarsela. La motivazione? Non ha commesso un danno per l’Azienda.

Con l’avvento dei social network come Facebook e di Twitter, la proliferazione dei blog, le utenze su Flickr, Youtube e compagnia bella, c’è parecchio lavoro da fare… a lavoro! I dipendenti sembrano sempre più impegnati, ma spesso le attività non riguardano propriamente la vera occupazione.

Il dipendente aveva navigato su Internet dall’ufficio, ma è stato assolto dalla Cassazione (41709/10) perché non aveva commesso danni per Pubblica Amministrazione – lavora in Comune – dato che il PC si collegava con un abbonamento flat Telecom Italia.

Respinto dunque il ricorso del procuratore della Corte d’Appello di Torino e la Procura del Tribunale di Verbania per un dirigente dell’Ufficio tecnico del comune di Stresa, che tra l’altro era stato anche accusato di aver mandato 276 sms e effettuato 625 telefonate con il cellulare aziendale. “Uso esiguo, senza aver prodotto un concreto incremento per l’azienda“, ecco la motivazione della Cassazione confortata dal computo totale di circa 25 ore e un costo di 75 euro spalmati su due anni.

Ven 26/11/2010 da Giovanni Meloni

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26 novembre 2010 14:58
Subtract karmaAdd karma

a parte che inviare 276 sms e effettuare 625 telefonate in un totale di 25 ore,credo sia da esauriti, il tot. di 75 euri “spalmati” si riferiscono forse al costo telefonico,MA.. le 25 ore pagate da noi e NON lavorate che valore hanno???..nullo per gli scienziati della cassazione..in quanto al precedente è importante SOLO per la libertà dei parassiti.

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Cappecar 26 novembre 2010 19:16
Subtract karmaAdd karma

Ma che paese di m…a è questo?
I fancazzisti sono tutelati perche non una volta assunti non ci si può più liberare di loro, a questo punto nemmeno con giusta causa.
Poi ci lamentiamo che le aziende vanno a produrre all’estero.

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zero
Zero 26 novembre 2010 20:53
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Mi chiedo dove possiamo andare con un giustizia del genere.Allucinante le motivazioni:”Non rubare” si trasforma in “ruba ma poco”.
Bel messaggio al paese…bravi bravi…

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29 novembre 2010 09:25
Subtract karmaAdd karma

la sentenza è visibile qui: http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Norme%20e%20Tributi/2010/11/cassazione-sentenza-41709-2010.pdf?uuid=7ea4c990-f93e-11df-a803-fcc4b0dce483?uuid=AYEZXlmC.
Ovviamente ogni decisione è discutibile, ma altrettanto ovviamente la Corte di Cassazione non ha certo detto “si può rubare”, né ha l’intenzione di difendere i ladri od i fannulloni… Ha stabilito – come già in casi simili – che per avere il *reato* di peculato o di abuso di ufficio deve sussistere un danno “apprezzabile” così come un vantaggio “apprezzabile”… in sostanza, che episodi di portata, per così dire, troppo limitata sono sostanzialmente inoffensivi del bene giuridico tutelato dalla norma penale, che in quel caso specifico è il patrimonio di quella specifica pubblica amministrazione. Ovviamente fare anche *una sola telefonata* può risultare illecito sotto altri punti di vista (ad esempio dal punto di vista disciplinare, od amministrativo), la Cassazione si è limitata a dire che nel caso specifico non si configura *quel tipo di reato*…

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