Ostensione Sindone 2010: prenotazioni boom, i nostri extra

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Foto: Ostensione Sindone 2010

L’Ostensione della Sacra Sindone 2010 sarà da record: i primi dati che arrivano raccontano di un vero e proprio boom delle prenotazioni per la visita sia al Duomo così da vedere con occhio la reliquia sia al museo dove si potrà approfondire sulla storia di questo mistero della fede e della scienza.

Nelle scorse settimane abbiamo parlato a lungo della Sindone: abbiamo pubblicato prima l’eccellente lavoro della JUMA Communication con la Sindone in AS3D (il 3D libero, senza occhialini) con le parole del titolare Max Judica Cordiglia, sia con l’intervista al padre Giovanni Battista che nel 1969 fotografò per la prima volta il Sacro Lino a colori, infrarosso e ultravioletto sviluppando un’interessante teoria sulla formazione dell’immagine

L’Ostensione della Sindone inizerà sabato 10 aprile al Duomo di Torino che da giorni è inaccessibile, chiuso per tutti i preparativi del caso. Il capolouogo piemontese sta terminando le ultime rifiniture preparando il percorso pedonale e i servizi per pellegrini e visitatori dato che le code saranno lunghissime, sicuramente più di quelle per iPad!

Gli orari di visita sono stati dilatati con un’apertura straordinaria in serale dalle 18 alle 22, il 2 maggio arriverà anche il Papa con relativi rallentamenti. Le prenotazioni sono state un milione e mezzo con il 93.5% italiani e il rimanente dall’estero. Il portale sindone.org è stato letteralmente subissato di richieste, è ancora aperto per le prenotazioni che sono gratuite. Altrimenti si può chiamare il numero verde 008-000-746-3663 da lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Sarà inoltre possibile prenotarsi direttamente in loco.

Mar 06/04/2010 da Diego Barbera in ,

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Alessio di benedetto 8 aprile 2010 23:08
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MA CHI E’ L’AUTORE DELLA SINDONE? IL RESPONSO SCIENTIFICO DICE CHE QUEL LENZUOLO NON RISALE ALL’ANNO ZERO, MA AL MEDIOEVO.
Orbene, l’autore di quel “lenzuolo sacro” è proprio Leonardo. Lo realizzò, durante il rinascimento, per commemorare il Gran Maestro templare Jacques de Molay, arso vivo il 18 marzo del 1314. L’ignobile sentenza fu emessa da quell’animale assetato di sangue e d’oro Filippo il Bello, re dei Franchi, in combutta col papa Clemente V. I risultati sperimentali del carbonio 14, sul finire del II Millennio (èra volgare), fugheranno ogni ragionevole dubbio: quella tela risale proprio a quell’epoca dei maestri del Tempio, almeno dodici o tredici secoli dopo la morte del Cristo.
Jacques de Molay, ventiduesimo ed ultimo dei Gran Maestri dell’Ordine, durante il processo negherà recisamente l’abominevole accusa di alto tradimento nei confronti del cattolicesimo e del Papa:
“No, noi non siamo colpevoli dei delitti che ci sono stati attribuiti”.
Questa pubblica proclamazione d’innocenza, però, provò l’ira più furibonda del re franco, che ordinerà l’immediata esecuzione del Gran Maestro e di alcuni suoi fedelissimi “fratelli”, con il beneplacito del Papa.
da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

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