Pavimentazione solare per le strade del futuro?

Giovedì, 3 Settembre 2009.
Strade Solari

Nel mondo ci sono milioni di km di strade, un reticolo capillare di vie più o meno larghe che potrebbe diventare albergo di una nuova tecnologia per l’energia solare sviluppata negli States con l’appoggio del Dipartimento dell’Energia. Si chiama Solar Roadways e potrebbe anche sostituire la segnaletica orizzontale.


Il Department of Energy (DoE) e Solar Roadways hanno presentato un progetto subito finanziato con 100.000 dollari che permette di sfruttare l’illuminazione che le strade del mondo “accolgono” ogni giorno per trasformarla in energia fruibile. Come? Con degli speciali pannelli piatti e resistentissimi da 3.5 x 3.5 metri che fungerebbero da passante stradale senza interferire col traffico.
 
I pannelli catturerebbero l’energia solare senza subire la pressione dei mezzi inoltre farebbero anche da sostituti della segnaletica orizzontale mostrando con i LED i vari segnali di svolta, stop, dare precedenza, ecc… I LED consumerebbero poca energia, la restante andrebbe in circolo nella rete nazionale. Utopia o tecnologia difficile e per questo stimolante da studiare? Se il finanziamento è già stato stanziato, qualcosa si sta muovendo.
 
Energia solare hitech: l’auto solare Endeavour che consuma come una teiera elettrica e i treni solari velocissimi in Arizona.

Via | Gizmodo
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Commenti (11)

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MirKinO

Fantastica idea, la cosa che mi fa un po’ storcere il naso sono le luci a led invece della vernice…
Io ci dipingerei sopra.

Naa… le luci a led permetterebbero di avere una segnaletica orizzontale attiva, a differenza della vernice. Immagina, ad esempio, che si verifichi un incidente: la segnaletica orizzontale attiva ti disegna un bel trinagolo di allerta sulla strada in tempo reale e te lo vieni a sapere subito, esattamente come succede ora con i cartelloni attivi delle autostrade.

Magari un sistema misto: pittura + led.
In caso di rottura o di una qualsiasi avaria del sistema le strade diventerebbero un po’ pericolose

Pura utopia o tecnologia prossima? Io mi auguro vivamente che questo tipo di concept diventino lo standard, perchè questo vorrebbe dire dare la giusta direzione all’innovazione tecnologica, indirizzandola all’ecosostenibile, piuttosto che alla continua distruzione del nostro pianeta.

mmm per i prossimi 100, 200 anni non si vedrà nulla di simile, impossibile attualmente… la superficie è sicura per viaggiarci? qualcosa che crea energia nn sarebbe appetibile per essere rubato? In caso di incidenti quindi con possibili incendi, per cui degradamento se non addirittura rottura della strada, quanto costerebbe riparare il tutto?

Impossibile!!!

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Davide

se fosse qualcosa di meno radicale, tipo conversione dell’energia termica immagazzinata dall’asfalto in energia elettrica sarebbe più semplice e soprattutto fattibile

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MirKinO

sono d’accordo con te davide

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Megalosauro

più che utopico è un progetto che si fonda su presupposti errati, e si sviluppa anche peggio nelle sue soluzioni.
non c’è carenza di superficie tale da dover usare quella asfaltata per la produzione elettrica.

la superficie carrabile è soggetta a ombreggiamenti (dei veicoli e di altre strutture vicine) in caso di incidente sono coinvolti anche gli impianti di produzione allo stesso tempo per fare manutenzione agli impianti bisogna chiudere la strada. Non c’è alcuna necessità di produrre elettricità nella prossimità dei luoghi in cui si userà. I pannelli solari si mettono anche al polonord, poi la corrente si porta in autostrada e se si vuole si fanno illuminare barriere proiettori sospesi che colorano l’asfalto, cartelli stradali lcd, tabelloni, sistemi wireless di comunicazione che attivano i dispositivi di sicurezza di tutte le auto vicine alla zona di un incidente. Questi oggetti al massimo possono avere un uso giusto per segnalare zone come strisce pedonali, anche se penso che ci siano soluzioni molto più semplici ed efficaci.

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Alberto

In caso di rottura del manto basterebbe sostituire il pannello anche se sostenendo il peso di camion tir ecc ecc.. dubito che si danneggi facilmente dato che la maggior parte degli incidenti scarica la propria energia su ostacoli verticali.. fosse una pista d’atterraggio sarebbe diverso..

Il vero problema che ne fa un’utopia è che la Salerno-Reggio è una “strada” normale… se i tempi di realizzazione sono proporzionali alla sofisticatezza dei materiali non basteranno 200 anni a vederla finita.

Anche a me lascia perplesso l’uso proprio dell’asfalto, si possono trovare sicuramente molte superfici utilizzabili meno soggette a problemi (come incidenti, frenate, versamenti d’olio, etc. etc.). Penso ai tetti dei capannoni.
Tra l’altro la posizione orizzontale dei pannelli è sempre da evitare, vuoi per la minore incidenza del sole, vuoi per la mancanza di autopulizia del pannello.

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