PlayStation Network: Sony ritorna sulla pista Anonymous

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Il PlayStation Network è ancora offline, si è mosso il Senato americano e si preparano class-action in tutto il mondo. In più non dimentichiamoci il danno ingente causato dal terremoto e dallo tsunami dello scorso mese: insomma, non è un bel momento per Sony che a volte sembra disorientata nella foresta dei guai e così la società nipponica ritorna a parlare degli Anonymous. Sarebbero stati proprio loro a commettere l’attacco informatico che ha messo ko PSN, Qriocity e SOE. Il gruppo ha smentito ai tempi, ma Sony porta delle prove della loro colpevolezza

Il caso PlayStation Network è tutt’altro che chiuso visto che è ancora in panne, si segnalano diverse possibili class-action contro Sony in partenza (anche in Italia), i dati sulle carte di credito potrebbero finire alla mercé del web e anche il network Sony Online Entertainment sembra caduto sotto lo stesso fuoco.

Il senato americano ha chiesto chiarimenti e ha espresso il malumore per il comportamento di Sony che rischia il tracollo e ritorna a parlare dell’identità del colpevole degli attacchi. Sarebbe ancora una volta tirato in ballo il gruppo degli Anonymous.

E ci sarebbero anche le prove: all’interno di un hard disk di uno dei server crackati è stato trovato il messaggio “We are Legion“, claim del gruppo, tuttavia gli stessi Anonymous hanno smentito tempo fa e potrebbe anche trattarsi di un depistaggio.

Ven 06/05/2011 da Diego Barbera

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6 maggio 2011 09:55
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Io di sicuro, da quando è successo questo casino, non mi affiderò più a prodotti sony che si appoggiano a network come qriocity. Preferisco lasciare i miei dati su altri lidi meno attaccati..

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1234567890 6 maggio 2011 21:13
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Chi la fa l’aspetti? Ho sempre detto degli Anonymous che sono un’ammanicata di “Pistola”. Ovviamente non sono stati loro altrimenti con i siti italiani avrebbero fatto molto peggio ma adesso la Sony si è trovata il capro espiatorio su cui riversare l’astio e le cause del mondo intero. Se volevano fare qualcosa di buono dovevano scendere in campo mettendo la faccia e facendo le cose nella sfera del legale. Adesso da un reato minore cui non valeva la pena perseguire sono passati ad un reato gravissimo da molti anni di carcere ma alla fine le loro cavolate le pagheremo noi utenti perché ogni euro che tirerà fuori la Sony dal risarcimento danni o dai nuovi sistemi di protezione non usciranno mai dagli stipendi dei dirigenti ma dall’azienda che si rivaleggerà sugli utenti. Anonymous, il mondo ha le sue regole e se non vi piace giocare sotto di queste le città sono piene di grattacieli.

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8 giugno 2011 00:55
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un consiglio per tutti, compratevi un buon pc per giocare, spendete poco di più e la grafica è migliore. Le console non sono più il punto di riferimento per il gaming…

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