Spartiti su internet? Addio

Le multinazionali del disco non hanno limiti etici nelle proprie battaglie verso internet. Dopo aver combattuto contro siti che offrivano i testi delle canzoni, ora si passa addirittura agli spartiti presenti sul web. Ci vorrebbe un boicottaggio globale. L’etica dov’è finita?
A colpire alcune delle fonti di accordi preferite da strimpellatori di chitarra e cover band sono state la Music Publishers’ Association (Mpa) e la National Music Publishers’ Association.
Le due associazioni americane, che coinvolgono artisti, produttori, editori, case discografiche e distribuzione, hanno infatti invitato, attraverso le lettere dei propri legali, i proprietari di siti che pubblicano tablature protette da copyright a rimuovere tutto il materiale non autorizzato per evitare multe salatissime: niente di diverso da un vergognoso ricatto.
Nel caso degli mp3 la violazione dei diritti è piuttosto evidente e indiscutibile, ma quando si tratta di ascoltare con le nostre orecchie un brano,trascrivere lo spartito su un foglio ed essere penalmente perseguiti per questo motivo… c’è veramente da preoccuparsi.
Come andranno a finire queste inutili e malsane crociate delle major?? Le nostre libertà esistono ancora?
Gio 24/08/2006 da nicola filippi



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