Spartiti su internet? Addio

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Le multinazionali del disco non hanno limiti etici nelle proprie battaglie verso internet. Dopo aver combattuto contro siti che offrivano i testi delle canzoni, ora si passa addirittura agli spartiti presenti sul web. Ci vorrebbe un boicottaggio globale. L’etica dov’è finita?

A colpire alcune delle fonti di accordi preferite da strimpellatori di chitarra e cover band sono state la Music Publishers’ Association (Mpa) e la National Music Publishers’ Association.
Le due associazioni americane, che coinvolgono artisti, produttori, editori, case discografiche e distribuzione, hanno infatti invitato, attraverso le lettere dei propri legali, i proprietari di siti che pubblicano tablature protette da copyright a rimuovere tutto il materiale non autorizzato per evitare multe salatissime: niente di diverso da un vergognoso ricatto.
Nel caso degli mp3 la violazione dei diritti è piuttosto evidente e indiscutibile, ma quando si tratta di ascoltare con le nostre orecchie un brano,trascrivere lo spartito su un foglio ed essere penalmente perseguiti per questo motivo… c’è veramente da preoccuparsi.
Come andranno a finire queste inutili e malsane crociate delle major?? Le nostre libertà esistono ancora?

Gio 24/08/2006 da nicola filippi

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Daze 24 agosto 2006 19:37
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Che schifo.

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Giucapri 25 agosto 2006 09:10
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Carlo 25 agosto 2006 17:51
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Il problema è che si valuta ideologicamente più l’opera che l’autore e con questa scusa del difendere i diritti si fa cessare la libera circolazione degli stimoli musicali che è la base stessa della fecondità e della creatività musicale. Se sotto l’egemonia del profitto si fosse messo il blues ed il flamenco… queste correnti musicali non esisterebbero neppure. indubbiamente servono delle regole ma anche una chiarezza precisa su ciò che è la musica, la composizione e l’autore… il profitto, che pur legittimo in certo qual modo, diventa trainante rovescia tutte le priorità e ciò che conta è il controllo e non l’arte. Si arriverà ad un punto morto che il mercato dovrà ripensarsi se non vorrà morire in se stesso e far morire l’arte stessa che ne é il nucleo fondante.
Ci vorrebbe un’opposizione di massa. Ma è difficile che avvenga quando i soci delle major sono i musicisti che dimenticavano che suonavano nelle cantine e tiravano giù accordi e note dai dischi.
Carlo

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