Automatismi e impostazioni manuali
Mercoledì 20/02/2008 da nano101
Indice guida alle Fotocamere Digitali
1 Intro
2 Il sensore CCD
3 Ottica
4 Il display LCD
5 La memoria
6 Automatismi e impostazioni manuali
7 La batteria
Automatismi e impostazioni manuali
Tutte le fotocamere di medio alto livello permettono di poter scegliere se scattare le foto in tutta libertà e quindi senza pensare alle impostazioni o in maniera manuale, oppure privilegiando un aspetto. Quindi solitamente si trovano le modalità : automatica, manuale, preferenza alla velocità di otturazione o diaframma, ecc..
Con la modalità automatica fa tutto la fotocamera e voi scattate senza tanti pensieri ma la qualità finale è standard e quindi niente foto particolari o originali e spesso colori e luce alterati rispetto alla realtà . Se invece volete fare le cose per bene mettete in manuale. Così servirà un po’ di lavoro in più, preparatorio, ma il risultato finale non potrà che essere ottimo (se siete stati bravi…). Quindi ecco cosa normalmente si può settare: bilanciamento del bianco ciò mostrando il bianco percepito in un ambiente, si istruisce il sensore su tutti gli altri colori che verranno di conseguenza catturati in piena fedeltà al livello di luce reale. Si può scegliere tra impostazioni predefinite come luce solare, artificiale, neon, nuvoloso, ecc… oppure istruendo direttamente la fotocamera mostrando direttamente il bianco. Ciò significa mostrare un oggetto bianco campione nella stanza o nell’ambiente. Piccolo consiglio: utilizzate un fazzoletto, è il bianco preso a modello da tutti i cameraman del mondo perchè è un bianco standard e che si ha sempre con sè.
Il diaframma invece non c’entra niente con il sistema contraccettivo perchè in questo caso determina la quantità di luce che si vuole far entrare nell’obiettivo e quindi si parla di apertura del diaframma: molto aperto = tanta luce e viceversa. Quindi se siete in un ambiente poco luminoso aprite il diaframma di più e viceversa ovviamente.
L’otturatore detto anche shutter si lega alla velocità con la quale agisce ed è inversamente proporzionale alla luce che entrerà ossia una velocità di otturazione molto bassa è ideale per foto come quelle dove si fotografa il traffico di notte e si vedono le strisce lasciate dai fari delle auto; invece velocità alta è utile per immagini ad alta velocità che non si vuole diventino mosse. Più velocità determina minore luce in entrata e viceversa.
Diaframma e otturatore determinano il valore di esposizione EV che si calcola con questa formula: EV = log2(A²/T) dove A è il diaframma e T l’otturatore. E’ implicito che valori di EV uguali non necessariamente hanno A e T uguali.
Poi si può impostare i colori quindi l’effetto: colori, monocromo cioè in bianco e nero, seppiato, effetto cinema, negativo, colori saturati, ecc… Altri valori sono la qualità in pixel e, molto importante, l’ISO.
L’ISO è la velocità della pellicola con la quale veniva impressa e impostando tale valore sul digitale si può direttamente determinare l’EV. L’ISO standard è 100. Infine la messa a fuoco che può essere automatica con l’autofocus che però è molto spesso poco accurato oppure regolata a mano per indirizzare il fuoco su un punto preciso o in caso di sovrapposizione visiva di molti livelli di profondità.

















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