Google ha presentato in via ufficiale il suo nuovo Apps Marketplace pensato appositamente per il business, è uno spazio anzi definiamolo proprio un ambiente/universo dentro al quale gli sviluppatori di applicazioni di parti terze (anche amatoriali), possono creare, condividere e guadagnare.
Google Apps Marketplace è il nuovo app store per il business e ha una linea guida molto semplice: si possono caricare apps create sia con lo strumento proprietario (Studio) sia con altri, pagando una tantum di 100 dollari e accettando le trattenute del 20% di Google sui ricavi.
Google diventerà verso fine mese un’entità tangibile visto che si prenderà tutta una città anzi addirittura una capitale. E’ quella dello stato del Kansas negli USA che cambierà temporaneamente nome da Topeka a Google appunto. Una mossa solo per rendere omaggio al colosso numero uno del web?
Tutt’altro, è una mossa di una ruffianeria senza confini: Topeka diventa Google per cercare di attirare l’attenzione di Mountain View che in queste settimane sta selezionando le città in cui iniziare il test di diffusione della banda larga a un gigabit al secondo. Non è la prima volta che Topeka cambia nome…
Google a sentenza in Italia per via del video con protagonista un disabile malmenato in una scuola. Tre dirigenti della società regina in rete sono stati condannati e la vicenda sta facendo rapidamente il giro del mondo.
L’opinione comune, peraltro perfettamente condivisibile, è che questo fatto costituisca un pericoloso precedente che potrebbe creare “Una grave minaccia per il web - commenta Google aggiungendo di voler ricorrere in appello visto che - i nostri colleghi non hanno niente a che fare con il video in questione“.
Facebook ha superato Google? E’ successo oppure è ancora in fase di sorpasso? I dati che provengono dagli USA hanno una doppia lettura. Da un lato c’è il computo dei visitatori unici del mese di Gennaio 2010 che lascia ancora un po’ di respiro a Big G, ma dall’altro c’è il discorso delle visite.
Secono di dati diffusi dalla società Web Compete infatti Facebook supera Google in due “sezioni” su tre ossia tempo trascorso online e visite, pur rimanendo indietro in quella tradizionalmente più considerata ossia i visitatori unici. La verità però è una sola.
La Lo scontro tra Cina e Google si inasprisce e potrebbe concludersi in modo clamoroso: il Governo potrebbe direttamente chiudere il portale più famoso del web, almeno in loco. Il recente discorso-manifesto di Hillary Clinton non è affatto piaciuto a Pechino che potrebbe passare, ancora una volta, alle maniere forti.
Siamo passati dalla minaccia di Google ad andarsene e a chiudere sito e uffici nel caso che censura e controlli illegittimi non cessassero all’esatto contrario: la Cina potrebbe lei stessa estromettere Big G dal proprio suolo. Scatta l’ultimatum a Mountain View: solo dimostrativo o pericolo reale?
Nexus One è tra noi, anzi per ora solo tra gli americani per amor del vero, ma presto potrebbe sbarcare anche in Europa e Italia a un prezzo del tutto interessante. Sirene francesi lo danno per 450 euro in versione sbloccata. Per ora è acquistabile direttamente online in USA, UK, Hong Kong e Singapore.
Tutta confermata la scheda tecnica di questo ottimo smartphone full touchscreen dotato di materiali di prima qualità assemblati da HTC. Il marchio presente sulla scocca (quella posteriore è personalizzabile) è però Google. La sfida ai colossi del settore mobile è lanciata.
Goggles è il nuovo strumento killer presentato da Marissa Mayer di Google. Mountain View ci ha lavorato per quasi due anni e ora è pronto a rilasciare questo strumento che sarà disponibile per gli smartphone con sistema operativo Android. Si tratta di un tool per la ricerca visuale.
Grazie a Google Goggles non è più la parola al centro dell’attenzione ma un’immagine che può essere ricavata utilizzando la fotocamera integrata dei cellulari come se fossero occhiali sul mondo, il chip GPS per la geolocalizzazione e la connessione dati per lo scambio di informazioni.
Google sta per fare seriamente una virata verso il mondo del Realtime. Per combattere quella piccola peste del crescente Bing già accordatosi con Facebook e Twitter, il gigante di Mountain View è pronto per mostrare sulla pagina di ricerca un aggiornamento costante e in tempo reale delle news.
News e opinioni che arrivano direttamente dal popolo del web attraverso una “sonda” che traccia l’attività dei blog e dei social network e li riporta in prima pagina, cercando di offrire informazioni significative. Dopo il salto un video esplicativo che mostra come sarà il servizio.
Google News pubblica sul blog ufficiale una notizia che ha fatto storcere il naso a molti utenti, è un passo verso gli editori e le loro richieste capitanate da Ruper Murdoch. Con il First Click Free Program saranno gratuite solo le prime cinque notizie da leggere, alla sesta si paga.
Ovviamente la novità riguarda solo e esclusivamente i siti, blog o portali che decidono di perdere l’aura free per passare a quella a pagamento. In tal modo Google legittima la sua autorità e il suo servizio. Come la prenderà Murdoch?
Google Analytics? E’ un servizio che non rispetta le leggi tedesche: ecco l’allarme lanciato dalle autorità di Berlino nei confronti dell’utilissimo tool online di Big G che permette di monitorare visite e statistiche di blog, siti e portali. Per chi continuerà a usarlo è prevista una multa salatissima, anche di 50.000 euro!
Google Dashboard è uno strumento molto utile per aver sott’occhio in un’unica pagina tutti i servizi e le applicazioni offerte da Google attraverso il web e soprattutto una visione globale di ciò che Mountain View sa di noi. Massima trasparenza per la privacy.
Rupert Murdoch è uno che non ha paura di nulla, nemmeno del gigante della rete, Google. Tutti i portali e i contenuti della sua News Corporation sono sul punto di essere oscurati ai motori di ricerca in primo luogo per non apparire su Google News e sugli altri aggregatori di notizie.
Google è nata 11 anni fa a Stanford, un po’ in ritardo rispetto al resto dei grandi nomi della rete. Ma ha recuperato terreno a velocità vertiginosa e ora è il padrone incontrastato del web. Nel video qui sopra si riassume la sua evoluzione in 2 minuti e 13 secondi. C’è anche una chicca nascosta.
Gmail Push su iPhone, finalmente è realtà! I possessori del cellulare Apple gioiscono per la sostanziosa novità che arriva da Google per gli iPhone: il supporto per ricevere email in tempo reale è arrivato e con lui anche quello legato ad altri servizi di Big G.