Dark Souls 2: Scholar of the First Sin, la nostra recensione

Dark Souls 2: Scholar of the First Sin fa già parlare di sé. Dopo la release di una settimana fa vi proponiamo una recensione del titolo provato su Pc, riuscirà a farsi perdonare le mancanze avvenute nella prima edizione di §Dark Souls 2?

Pubblicato da Gianmaria Della Paolera Lunedì 13 aprile 2015

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La prima volta che giocai a Dark Souls, come credo ogni giocatore, mi sentii spaesato. Non sapevo dove andare, cosa fare e non sapevo quanto questo gioco potesse essere impegnativo se preso troppo alla leggera. Col passare delle ore, mi rendevo conto di quanto il gioco nascondesse segreti, di quanto, nella sua difficoltà, fosse divertente e di quanta storia ci fosse nelle varie aree di gioco senza che questa venisse descritta da cutscenes o narrata da personaggi secondari. Dark Souls 2 mi ha offerto un’esperienza totalmente diversa. Esso punta ad offrire un’esperienza nuova rispetto al suo predecessore, cercando di far percorrere al giocatore un viaggio per la terra di Drangleic in tutta la sua estensione. Dark Souls riusciva a farti fare teorie azzardate e strampalate riguardo a tutte le sottotrame ( Il o la Lore, che dir si voglia ) presenti nel gioco, mentre in Dark Souls 2 qualcosa mi lasciò perplesso la prima volta che ci giocai. Perché in determinate aree ci sono alcuni nemici e non altri? Il Lore è frammentario e sbagliato o sono io che ho perso la mia arguzia nel fare collegamenti tra le varie sottotrame? Dark Souls 2 aveva questi due grandi problemi e ho aspettato con ansia Scholar of the First Sin perché i ragazzi di From Software avevano giurato di fare ammenda dei propri errori e di offrire ai giocatori che si erano innamorati del primo Dark Souls un’esperienza, se non migliore, almeno coerente con se stessa con l’aggiunta di personaggi secondari, descrizioni degli oggetti migliorate e miglioramenti dal punto di vista tecnico. Ci saranno davvero riusciti?