Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, la nostra recensione

Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, l'ultimo capitolo della serie diretto dallo storico Hideo Kojima, ha diviso la critica in due: sopraffino in alcune scelte, ma davvero terribile in alcuni punti sui quali non possiamo soprassedere. Ecco la nostra recensione

Pubblicato da Gianmaria Della Paolera Lunedì 28 settembre 2015

mgsv

Ci sono pochi videogiochi in grado di far emozionare ogni singolo videogiocatore sulla faccia della Terra e, tra questi, spicca ogni capitolo della saga Metal Gear Solid. Uscito il primo giorno di Settembre 2015, TPP ha subito attirato su di sé moltissime critiche, per la maggior parte molto positive, con riviste che gli hanno dato anche un voto di 10/10, ma ce ne sono state altre che hanno tardato ad arrivare, perché, per muovere queste critiche, bisognava addentrarsi per bene nel gioco ed essere conoscitore dell’intera serie per accorgersi che qualcosa non andasse. Ci duole ammetterlo, ma TPP è un gioco incompleto dal punto di vista della trama, ma che, nonostante questo gravissimo handicap, riesce ad intrattenere per un numero di ore pari a 80 e, per quanto questo possa sembrare un paradosso, ciò che vediamo in queste 80 ore di gioco è fantastico. Abbiamo provato TPP sul nostro Pc con la seguente configurazione: processore I7 4790K, 16 GB RAM a 1333 MHz e scheda video Geforce Gtx 970 Asus Strix. Ricordandovi che la recensione seguirà i 3 punti di giudizio canonici ( Trama, Lato Tecnino e Gameplay), possiamo iniziare il nostro discorso.