Recensione Bloodborne: un capolavoro limitato

Bloodborne, nuova IP di casa Sony firmata From Software, sta facendo parlare di sé, nel bene e enel male. Non c'è che dire, è un gioco fantastico perfetto sotto quasi tutti i punti di vista. Volete sapere cosa c'è che non va? Venite a leggere la nostra recensione.

Pubblicato da Gianmaria Della Paolera Lunedì 27 aprile 2015

Bloodborne

Abbiamo avuto la possibilità di provare Bloodborne, il nuovo capolavoro di casa Sony firmato From Software, software house che ha ormai raggiunto la fama grazie alla serie dei “Souls”.Prima di iniziare a dare un giudizio obiettivo, vogliamo dire che giochi così non se ne vedono spesso e forse è un bene. Come facciamo a riconoscere un capolavoro se esso è circondato da altri pezzi da 90 dellp stesso pregio e della stessa fattura? Non possiamo perché non sarebbe un capolavoro. Bloodborne si discosta dalla maggior parte dei videogiochi moderni per molti fattori e, nonostante il nome diverso, il sistema di combattimento veloce e frenetico e la possibilità di utilizzare armi da fuoco, ci ha fatto provare sensazioni ed emozioni paragonabili, ed in alcuni punti persino maggiori, a quelle provate durante la prima run su Dark Souls 1. Inutile dire che il nostro giudizio è più che positivo e promuove Bloodborne con quasi il massimo dei voti, ma c’è qualcosa che non abbiamo apprezzato affatto. Cosa? Venite a scoprirlo.