Adobe Flash: addio entro due anni

Adobe Flash: addio entro due anni
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    Adobe Flash: addio entro due anni

    Un recente report di Encoding.com stima che Adobe Flash non verrà più utilizzato per la gestione dei contenuti sul web, entro i prossimi due anni. Il rapporto, infatti, sottolinea una forte presenza del codec H.264, che domina la classifica, ma in futuro verranno condivisi in rete sempre più video che utilizzeranno i codec WebM e HEVC. Scopriamo in dettaglio i motivi per cui Adobe Flash potrebbe scomparire dal web prima del tempo previsto.

    Sono anni che si discute della pesantezza e dell’evidente impatto sulle risorse dei dispositivi di Adobe Flash. Se negli anni passati, Flash era un formato estremamente diffuso sul web, con il debutto di HTML 5 e molti altri standard è arrivato il momento che molti aspettavano.

    Secondo un recente rapporto di Encoding.com saranno necessari circa due anni per poter dire definitivamente addio a Flash. L’analisi è stata condotta prendendo in esame i media trasmessi online da oltre 3000 emittenti durante lo scorso anno. Ad oggi, Flash viene ancora utlizzato nella gestione degli avvisi pubblicitari e nei browser legacy, ma nuovi standard stanno progressivamente avendo la meglio. Infatti, lo scorso anno, solo il 6% dell’intero ammontare di video mobile e web era in formato FLV (Flash Video), valore in calo del 15% rispetto al 2014.

    Il codec video più diffuso è H.264, visto che viene utilizzano nel 72% dei video online pubblicati.

    Un’altra importante novità è rappresentata dal codec WebM, in crescita continua durante il 2015. Web, è un codec che deve parte della sua diffusione ai browser Chrome, Firefox e Opera, in grado di gestire questo formato.

    Per quanto riguarda H.265/HEVC, l’erede di H.264, è necessario sottolineare il fatto che sia diffuso quanto Adobe Flash, ovvero solamente il 6% di tutti i video analizzati impiegano questo codec. Tuttavia, le previsioni vedono un’importante crescita di HEVC, poiché è un codec in grado di gestire contenuti 4K ottimizzando il consumo di banda. Un importante contributo, in questa fase iniziale, deriva da Apple e Netflix. L’azienda di Cupertino usa HEVEC per gestire il flusso video di FaceTime, mentre la popolare piattaforma streaming lo impiega per inviare agli utenti video in formato 4K.

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