La Vergine delle Rocce svela i suoi segreti dopo il restauro

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Vergine delle Rocce Leonardo da Vinci restauro prima e dopo

La Vergine delle Rocce è uno dei dipinti più famosi di Leonardo da Vinci: è stato recentemente analizzato e restaurato con le ultime tecniche e tecnologie e si sono scoperti dettagli nascosti che finora erano rimasti inesplorati. Qui sopra possiamo ammirare uno scatto della National Gallery col prima e dopo.

Come racconta Associated Press, la Vergine delle Rocce ha ripreso letteralmente vita dopo il restauro che ha riacceso sfumature e dettagli e ha svelato particolari finora sconosciuti del capolavoro del genio italiano che, contrariamente a quanto si immaginava, l’ha realizzata di persona nella sua totalità, senza assistenti.

Infatti si pensava che questo capolavoro del Rinascimento fosse stato realizzato da Leonardo insieme ai suoi assistenti invece le nuove analisi hanno confermato la paternità esclusiva del genio. Il progetto di restauro è durato un anno e mezzo, 18 mesi per rimuovere la vernice degradata applicata negli anni ’40 che ha in parte rovinato e nascosto dettagli del quadro.

Ora la tela rivela la sua varietà cromatica, soprattutto nelle zone in ombra, quelle più scure con una visione migliore e più piena dello sfondo e della profondità delle grotte e delle rocce, co-protagoniste della scena. E’ anche emersa la natura incompleta del quadro, visto che Leonardo da buon eterno perfezionista non era mai pago del suo stesso lavoro. Aveva in mente di ritornarci. Nel 2005 erano stati scoperti due disegni nascosti, il primo di una figura mai completata, il secondo di un pentimento.

Fonte | Yahoo

Ven 16/07/2010 da Diego Barbera in ,

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Rioda 16 luglio 2010 14:29
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la roccia dietro sembra essere un grosso p3ne

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N3V3RM1ND
N3V3RM1ND 17 luglio 2010 12:49
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Un commento del genere è quanto di più svilente e infantile possa esistere. Anche per l’inutile utilizzo del 3 al posto della e nella parola pene. Forse ti vergogni di pronunciare una parola del nostro vocabolario perfettamente normale?

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Rioda 17 luglio 2010 16:18
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no, o usato il 3 perchè volevo evitare che N3V3RM1ND si spaventava a leggere pene (o si eccitava)

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N3V3RM1ND
N3V3RM1ND 17 luglio 2010 17:14
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Ulteriore commento totalmente fuori luogo… Come dico sempre, meglio tacere e lasciare il dubbio di essere stupidi, che parlare e darne la certezza.

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Rioda 18 luglio 2010 19:50
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allora è meglio che stavi zitto

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N3V3RM1ND
N3V3RM1ND 18 luglio 2010 22:08
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Hai perso un’altra occasione per stare tu zitto… d’ora in poi non ti risponderò più, non vali lo spreco del mio tempo.

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Rioda 22 luglio 2010 22:09
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Ho dei seri problemi

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Rioda 23 luglio 2010 21:06
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Come è noto, esistono due versioni di questo quadro: quella conservata alla National Gallery di Londra, l’unico dei due che fu veramente posto sull’altare milanese (eseguito in parte con la collaborazione di aiuti), e l’altra, interamente autografa e forse di qualche anno precedente, al Louvre di Parigi, la cui vicenda appare oggi alquanto misteriosa. Una terza versione (la cosiddetta Vergine delle Rocce Cheramy), oggi in una collezione privata in Svizzera, è stata attribuita a Leonardo da Carlo Pedretti, ma rifiutata da altri specialisti del settore tra cui Pietro Marani e Giovanni Agosti.

Mentre la Vergine delle rocce di Parigi, eseguita prima, venne data al re di Francia, questa versione venne venduta nel 1785 al pittore Gavin Hamilton, che la portò in Inghilterra. Una serie di passaggi di proprietà successivi permisero, nel 1880, che la tela finisse alla National Gallery.

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