Nonciclopedia e Vasco Rossi trovano l’accordo, è “pace”

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Vasco Rossi Europe Indoor Tour 2010

Come ampiamente prevedibile, Vasco Rossi ha ritirato la querela nei confronti di Nonciclopedia: il portale satirico aveva già provveduto a cancellare la pagina sul cantante e ora ritornerà operativa al 100%. Con un comunicato ufficiale apparso sulle stesse pagine dell’enciclopedia più dissacrante del web, si racconta dell’accordo tra lo staff del sito e di Rossi. Lo stesso Vasco ha poi ripreso il testo in una nota sul suo spazio ufficiale su Facebook. E’ scoppiata la pace, sì, ma pace “mediata”, ovviamente.

Molto rumore per nulla? Era necessario fare molto rumore prima, per dire dopo che era “nulla”, piuttosto: Nonciclopedia ha giustamente scatenato l’inferno per sensibilizzare il web e la stampa su una vicenda scomoda e il cantante non poteva far altro che ritirare la querela.

Anche se ormai la figuraccia resta, Vasco Rossi era obbligato a ritirare la querela, dato il putiferio scatenato ad hoc da Nonciclopedia che si è autosospesa e ha invocato alla protesta. Poi, ovvio, i toni si sono riscaldati e gli utenti si sono lasciati prendere la mano con fiumi di commenti contro Vasco.

Nonciclopedia si dissocia da questi interventi “violenti” anche se di certo ha dato il giusto “la”. Insomma entrambe le parti ne escono vincitrici, sì, ma solo sulla carta. Nonciclopedia di sicuro ha creato un confortante precedente, sarà interessante leggere la prossima pagina dedicata al Blasco. Intanto Wikipedia si è autosospesa per protestare contro il DDL Intercettazioni.

Fonte | Nonciclopedia

Mer 05/10/2011 da Diego Barbera in

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Mike 6 ottobre 2011 00:27
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Vasco, che si sente libero sul web di sparlare di tutti, anche dei suoi colleghi rocker, e’ pronto a scatenare i suoi dobermann non appena qualcuno lo canzona. Perche’ leggendo nell’archivio del web il tono della pagina su Vasco, su un sito satirico per definizione, non si puo’ che sorridere: non e’ diffamazione/ingiuria perche’ lo stesso tono satirico fa capire al lettore che si tratta di uno “sfotto’” piuttosto che di una perizia giurata sulla vita di Vasco.

La figura e’ clamorosa: Vasco dovra’ rinunciare ai suoi “clippini” su internet, perche’ ha dimostrato tutta la sua ignoranza in tema di liberta’ di espressione, con un atteggiamento che ricalca la peggiore censura politica italiota. A peggiorare la situazione e’ stata la prima risposta del pool di avvocati di Vasco che ha dato una ricostruzione sicuramente parziale dell’accaduto, insistendo sul punto. Solo dopo che il web ha reagito in maniera ancora piu’ veemente Vasco e’ stato letteralmente costretto ad una retromarcia e a rimangiarsi quell’atteggiamento arrogante e difensivo che aveva avuto fino a pochi minuti prima (beninteso trincerandosi abilmente dietro avvocati e portavoce ufficiali).

Vasco e’ finito: la rete non lo perdonera’ mai. Valentino Rossi ancora sconta la sua ridicola e insostenibile autodifesa quando fu pizzicato dal fisco; Vasco e’ condannato all’esilio, prima il web poteva incoronare il suo lato umano e poetico, piu’ intimo, ora ad ogni uscita sara’ un uragano di sfotto’ e sarcasmo. Solo Berlusconi prima di lui e’ riuscito a sciupare un cosi’ grande consenso popolare, Vasco e’ arrivato degnamente secondo. I prossimi premi a “nemico del web”, “peggior attacco alla rete”, etc. lo vedranno certamente vincitore.

Addio Vasco, e’ stato bello finche’ e’ durato.

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