Scarichi film e musica illegalmente? Negli USA stop alla connessione

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scaricare musica film illegalmente

Non si è fatta attendere troppo la legge anti-pirateria americana che sentenzia che lo scaricare musica e film illegalmente da Internet costa la sospensione della stessa connessione al web. La Riaa (Recording industry association of America) esulta e ora metterà in pratica questo provvedimento che gli permetterà di chiedere il conto ai provider, che a loro volta ovviamente si rifaranno ai clienti. Con un effetto a cascata, il fornitore della connessione dovrà evitare grane con le etichette e dunque sospenderà il servizio a chi sarà colpevole di aver scaricato illegalmente contenuti protetti dal copyright.

Se in Francia una legge del tutto simile dava 3 possibilità prima di ricevere il cartellino rosso che obbligava a non poter più fruire di una connessione al web a titolo personale, negli USA l’effetto di risposta sarà graduale. In sostanza si potranno incontrare sei diversi tipi di avvertimento.

Il primo livello è una mail che notifica e ammonisce l’utente, l’ultimo livello è il blocco della connessione senza via di scampo. L’utente noterà un rallentamento della velocità della connessione fino a quando sarà impossibilitato a utilizzarla.

Si prospetta una vera e propria protesta del pubblico americano ed è facile prevedere il timore di quello europeo che teme che soluzioni simili superino il confine oceanico. Nel frattempo l’AGCOM si è ammorbidita dopo le proteste, ecco come cambia il provvedimento.

Sab 09/07/2011 da Diego Barbera in ,

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Luigi43 9 luglio 2011 20:09
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Amici,se vogliamo abolire il diritto d’autore basta fare una legge! Ma deve valere anche per gli scrittori:non so se saranno tutti d’accordo!Non si potrebbe fare come in TV dove si paga la connessione? Cioè gli abbonamenti ad internet vanno ,in parte, alla SIAE.

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Daneel 10 luglio 2011 00:49
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Luigi43 se aboliamo il diritto d’autore semplicemente non ci sarà più nessuno che produce contenuti dalle grandi aziende a quelle piccole che più risentono della pirateria. Una volta si dice di sapere di commettere un illecito ma non avendo i soldi non si sarebbe comprato comunque l’originale quindi non si sarebbe stato danno all’azienda mentre ora ho letto su certi siti che giudicano la pirateria come una protesta popolare, una cosa giusta fino a considerare il “futile” il “non necessario” un diritto e si ricorre sempre più alla parola “censura” che non c’entra niente con la pirateria che da sempre è un illecito punibile anche con il carcere. La cosa più brutta è che i pirati danneggiano il “nuovo” e la concorrenza, praticamente adesso è impossibile aprire qualsiasi attività che non produca materiale perché non si riesce a sopravvivere. Io con i miei software vivo con uno stipendio medio/basso senza mai la possibilità di aprire veramente un azienda e di assumere altri informatici e di sviluppare tutte le idee che ho in mente. Un mio collega di università ha cercato di aprire una piccola etichetta musicale e nonostante abbia investito moltissimo, specie in gruppi nuovi, è fallito in poco tempo vendendo pochissimi cd, nonostante il prezzo bassissimo, mentre su torrent, emule e file hosting era pieno di persone che li scaricavano; se avessero l’azienda avrebbe potuto vivere, fare concorrenza ed aiutare i giovani ma è finito tutto in malora. Capisco che fin quando si è ragazzini squattrinati si scarichi ma adesso fa schifo l’arroganza della gente con tv a 52 pollici, iphone, android, console, vestiti griffati e poi scaricano tutto quindi ben venga la più dura delle leggi.

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10 luglio 2011 02:09
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che tipo di software produci ?

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Mino 10 luglio 2011 00:56
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E’ tutto il sistema che va riorganizzato, è inutile prendersela con i cittadini, che stanno cercando da anni, prodotti inesistenti e che trovano soltanto tramite lo “scarico”.
Il problema è che le major, si sono arenate su un concetto vecchio e inadeguato e sono visibilmente incapaci di rispondere alla domanda crescente di un pubblico che non trova risposte attraverso vie commerciali che NON ESISTONO.

La domanda allora è questa:
quelli delle major e del copyright, o sono degli emeriti imbecilli oppure approfittano della situazione per fare pressione sulle istituzioni al fine di dragare comunque soldi all’utente finale.

In ogni caso, queste persone sono dei falliti, incapaci di andare oltre, rimasti al palo da oltre 100 anni.

La “pirateria” come la chiamano loro, non è altro che la fisiologica risposta a una risposta mancata.

Per fare un esempio anche un po paradossale, ma che rende bene l’idea:
se il pane non si trova, prendi una mazza e vai dai fornai a prendertelo con la forza.

E’ gia successo in passato, oggi succede per le nuove richieste tecnologiche che non hanno una adeguata risposta, perchè chi gestisce questo genere bene di consumo, non è in grado di rispondere e di essere al passo con i tempi moderni.
Siamo negli anni 2000.
Il 1800 è finito da un pezzo, rassegnatevi.

Concludo dicendo che, comunque sia, la richiesta dei consumatori ci sarà sempre e comunque e non troverà mai risposta da parte di questi soggetti.

Ci sono posti dove anche questi matusalemme non possono fare nulla e chiunque potra scaricarsi COMUNQUE e per sempre di tutto e di piu senza che nessuno se ne accorga.

Direi di mandarli all’ospizio, SIAE RIIA e tutte le varie sigle parassite che si nutrono della linfa di chi lavora sul serio producendo contenuti, non speculandoci sopra applicando modelli di vendita medioevali.

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Mino 10 luglio 2011 01:01
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Aggiungo una cosa,
l’unica cosa che andrebbe punita e abolita, sono le lobby stile mafia che assoggettano gli artisti al loro volere, mantenendo un monopolio sulle piattaforme che danno loro visibilità, standosene comodamente seduti dietro a una scrivania di uno squallido ufficio.

Queste sono le persone da mandare a casa, perchè non innovano, succhiano solo linfa al progresso e inaridiscono l’albero della fertilità succhiandone la linfa vitale, proprio come fanno gli afidi: parassiti.

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Giorgio Nenci 10 luglio 2011 07:17
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Se volessero fermare la pirateria lo potrebbero fare, imponenendo a provider e societa telefoniche di bloccare appena se ne accorgono i siti che offrono materiale coperto a sbaffo e i navigatori che scaricano. Lo dovevano fare prima. ma facendo così si perderebbero un sacco di posti di lavoro nel settore comuciazioni, ecco che mi sembra piu corretto fare pagare nel prezzo della connessione internet gia’ il presunto valore della roba che si potra scaricare illecitamente e coperta da copyright. Chiaro che i prezzi raddoppierebbero o quasi ma è la strada piu corretta.

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10 luglio 2011 17:27
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Perchè mai uno scrittore, un musicista, un attore (e tutti quei bavosi che ci girano intorno) che non producono beni di prima necessità devono girare in ferrari ed abitare in una villa, mentre un operaio deve patire la fame?

La strada migliore? Eliminare il sistema monetario e costituire una società basata sulle risorse e sull’equo scambio. Tutto il resto (musica, film, libri etc.) dovrebbe essere prodotto per puro diletto e condiviso senza alcun copyright.

Utopia?
Populismo?

Ma che parole sono?
Non significano niente se non per chi è in una posizione di dominio e vuol ovviamente cercare di mantenere il proprio status quo.

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31 agosto 2011 10:18
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io credo che un’artista che faccia musica debba essere ricompensato (almeno nel caso faccia belle canzoni!)

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