SIAE e il dazio sui trailer online: forzatura imbarazzante

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Il fatto è questo: la SIAE chiede un compenso per ogni trailer video pubblicato su blog e portali Internet, per via della musica protetta da diritto d’autore contenuta in essi. La comunicazione è avvenuta per vie ufficiali direttamente e ha scatenato un vero e proprio putiferio online. A ogni specificazione, l’indignazione della Rete è aumentata. Per prima l’uguale considerazione di video caricati direttamente sulla piattaforma di un sito rispetto a clip embeddate da Youtube, Vimeo e simili. Per seconda la conferma che anche i filmati rimossi generano un compenso da pagare. Dunque, è inutile cancellare tutti i video (come ha fatto, per senso di protesta più che condivisibile Lega Nerd), visto che comunque si è fruito degli stessi e dunque anche della musica contenuta. Ma facciamo un po’ di ordine.

Nel comunicato ufficiale della SIAE si possono leggere frasi che motivano la decisione in modo un po’ malizioso e sottile. Vogliamo dire un comportamento un po’ paraculo? E diciamolo. In buona sostanza il ragionamento è questo: i video di trailer impreziosiscono il sito, portano visite e generano dunque traffico e guadagno per i siti. Ma questi video (caricati o embeddati, online o cancellati, non importa) contengono musica protetta dal diritto d’autore. E i siti non hanno chiesto il permesso e versato il contributo per riprodurle.

Dov’è la sorpresa se un’impresa deve pagare quando si procura le materie prime per fare business?“, scrive la SIAE, che poi aggiunge “Chi le utilizza (le colonne sonore) dovrebbe trovare tutti i titolari delle varie musiche, ma con la licenza della SIAE gli utenti risolvono il problema con un unico pagamento. La licenza della SIAE è quindi una soluzione pratica per chi vuole rispettare la legge“. Una sorta di pubblicità progresso che si appoggia a fondamenta solidissime e che non fanno una piega.

Sì, ma che risultano avere un retrogusto un po’ furbesco. Con lo stesso ragionamento, se un blog cinematografico ricava guadagno da ogni post con trailer, allora anche il film pubblicizzato (perché di pubblicità si tratta) ne guadagna e dunque non dovrebbe versare una quota dei ricavi al blog? E poi le pubblicità animate, i video ad e spot sui siti, che contengono musiche e canzoni, pure quelle dunque cozzano contro la SIAE? E, ultimo ma non per importanza, perché questa vicenda è uscita solo in Italia e non nel resto del mondo?

Ven 28/10/2011 da Diego Barbera in

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Aha 28 ottobre 2011 21:03
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Ma la domanda più ovvia è….ma i diritti d’autore delle canzoni non le pagano già i produttori del film. Cioè quando creano il film con la colonna sonora e i trailer ovviamente pagano i musicisti che le hanno composte….. non credo che poi le emittenti televisive o i siti specializzati paghino per dare in spot i trailer…..anzi sono i produttori dei film che pagano per poter mandare in onda o in rete i trailer a più non posso.
E’ un po come se un comune che, dietro pagamento, esponesse dei cartelloni della pubblicità della fiat punto, e un ente terzo chiedesse al comune di pagare la pirelli perché nella foto dell’auto sono esposte le gomme pirelli. E’ assurdo!!

Cioè seriamente la siae chiede alla rai e a mediaset i diritti di autore di tutte le canzoni degli spot televisivi o sono le aziende che producono gli spot a pagarli?

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Mitico303 31 ottobre 2011 18:19
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si beh infatti è tutto piuttosto comico, per non dire drammatico.. pazzesco.. O.o

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