In molti casi una persona non vedente ha solo qualche “collegamento” interrotto nel percorso mondo esterno – cervello. Retine perfette bloccate dietro una sorta di disco scuro che ne impedisce il giusto funzionamento, ma dal MIT arriva l’ultimo esperimento in merito, firmato da Elizabeth Goldring.
La possibilità di donare o ri-donare la vista a un cieco è sempre stato un tema sensibile e in primo piano a partire dagli studi e esperimenti per finire alla letteratura e al cinema. Quasi come nel recente Appuntamento al Buio (no, non quello dell’87 con Bruce Willis, ma quello del 2006), si è pensato di bypassare il danno all’occhio tramite un espediente hitech. A differenza del film però si tratta di un sistema dedicato solo a chi ha subito danneggiamenti per via di glaucoma o degenerazione maculare.
Tramite uno scanning laser opthalmoscope (SLO), i soggetti possono mettere a fuoco e vedere attraverso la superficie danneggiata, così come spiega la dottoressa del MIT Elizabeth Goldring. Utilizzando una fotocamera digitale compatta come la Lumix DMC-TZ50 e montandola insieme a un LCD retroilluminato a LED, si può trasmettere l’immagine attraverso il tessuto malfunzionante.
I test si terranno al Beetham Eye Institute di Boston.
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