John Hunter fisico già al Lawrence Livermore National Laboratory ha letto il romanzo Dalla Terra alla Luna (De la Terre à la Lune, trajet direct en 97 heures 20 minutes) di Jules Verne e deve aver pensato “Beh, perché no?”. Poi ha preso carta e penna e ha progettato una sua personale rivisitazione del cannone spaziale per uscire fuori dall’orbita.
Invece che un classico cannone terrestre ne ha pensato uno marino che utilizza una speciale camera di combustione nell’oceano per abbattere i costi del lancio. Il costo stimato è di 500 milioni di dollari, un’inezia rispetto agli altri progetti spaziali, sarebbe destinato alle merci però, non alle persone.
Il cannone spaziale pensato da John Hunter si piazzerebbe a largo, in un oceano, vicino all’equatore. Una struttura lunga un km sarebbe posta in diagonale con la camera di combustione nelle profondità e la bocca appena fuori dal pelo d’acqua. Una piattaforma galleggiante farebbe da base e da contrappeso.
Come si innesca lo sparo? Il gas naturale scalda l’idrogeno a 1450 gradi celsius aumentando così la pressione del 500%. Quando rilasciato, il gas lancia la capsula-proiettile con fino a mezza tonnellata a una velocità pazzesca di 20900 km/h! Troppo per gli umani che non resisterebbero all’accelerazione, ma ideale per le merci. Il costo del cannone sarebbe di mezzo miliardo di dollari con un costo di circa 250 dollari per 450 grammi di materiale lanciato contro gli attuali oltre 5000.
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